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Andrea Sempio: "Il carabiniere mi ha proposto la roba". Garlasco, intercettazione clamorosa

  • Postato il 4 giugno 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Andrea Sempio: "Il carabiniere mi ha proposto la roba". Garlasco, intercettazione clamorosa
Andrea Sempio: "Il carabiniere mi ha proposto la roba". Garlasco, intercettazione clamorosa

La pista della presunta “inchiesta comprata” si sgonfia da una parte e si ingrossa dall’altra. Nel nuovo e infinito capitolo del caso Garlasco l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, vede allontanarsi l’ombra dell’accusa di corruzione, mentre i riflettori restano puntati su alcuni protagonisti dell’indagine-lampo che nel 2017 portò all’archiviazione della posizione di Andrea Sempio

A rimettere tutto in discussione sono intercettazioni, appunti e vecchie anomalie investigative finite sotto la lente della Procura di Brescia. Il famoso “pizzino” trovato in casa della famiglia Sempio – quello con la scritta “Venditti gip archivia X 20. 30 euro” – aveva alimentato il sospetto di un fascicolo chiuso a pagamento. Ma, almeno per l’ex magistrato, gli accertamenti non avrebbero prodotto elementi sufficienti a sostenere l’ipotesi accusatoria. La sua posizione, infatti, sembra avviata verso l’archiviazione.

 

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Il cuore dell’inchiesta, però, resta altrove. E precisamente in alcune conversazioni captate dagli investigatori. In una di queste Andrea Sempio, parlando della vecchia indagine, fa riferimento a un carabiniere: “Secondo me era proprio lui che mi chiamava perché qua è lui quando mi ha proposto la roba... io metto giù, chiamo Soldani, glielo dico”.

 

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Una frase che per gli inquirenti avrebbe un peso specifico notevole. La “roba”, secondo l’interpretazione accusatoria, sarebbe infatti il presunto accordo per “aggiustare” l’inchiesta. Sul tavolo restano inoltre le contestazioni relative a interrogatori ritenuti anomali, contatti considerati troppo confidenziali tra investigatori e indagato, attività investigative mai svolte e verbali oggi oggetto di nuove verifiche.

 

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Negli ultimi mesi è finito sotto indagine anche l’ex-comandante dei carabinieri di Vigevano, Gennaro Cassese, nell’ambito di un filone che punta a fare luce sulle presunte omissioni e sulle “cappellate” investigative denunciate dagli stessi protagonisti. Insomma, mentre una pista sembra spegnersi, un’altra continua a bruciare sotto la cenere. E nel giallo che da quasi vent’anni ossessiona l’Italia, ogni nuova carta rischia di riscrivere la storia.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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