Albingaunia, Cocco: “Ripescaggio in Promozione bella notizia se ci faremo trovare pronti. Serve conoscerci”
- Postato il 10 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Il 2-2 contro la Baia Alassio Auxilium può portare sicuramente dei primi spunti positivi a mister Matteo Cocco. La sua Albingaunia ha disputato una prova in crescendo contro una squadra ben organizzata come quella di Sardo. Non un aspetto banale considerando il recentissimo inizio della preparazione alla prossima Promozione.
“Sicuramente è stata un’amichevole utile, che era la cosa più importante. Consideriamo che è un gruppo che si conosce da cinque giorni, con le due sedute che abbiamo vissuto – ha dichiarato il tecnico bianconero -. Onestamente, secondo me, il dislivello tra i due tempi è dipeso anche dalle loro formazioni, che poi vanno a cambiare anche quello che è l’avversario. Però, globalmente, è stata un’Albenga in crescendo durante la partita. Anche nella prima fase avevamo chiesto di vedere una squadra compatta, solida. Non volevamo spingerci in zone a noi non congeniali: l’abbiamo fatto bene, con il giusto piglio. Poi, secondo me, con il proseguire della partita è venuto fuori anche qualcosa con la palla“.
Su Cassini, nuovo centrocampista proveniente dal Ventimiglia: “È un ragazzo che noi avevamo già seguito ancora prima della notizia del ripescaggio. In quel momento era fuori portata per quello che avevamo già messo a centrocampo, con Marco Valentino e Manu Marquez che era stato confermato. Nel momento in cui è arrivata questa ipotesi di ripescaggio, è diventato quasi automatico pensare a lui come rinforzo, perché è un giocatore forte, è un ragazzo serio e soprattutto ci dà delle caratteristiche diverse. I tre centrocampisti che in questo momento abbiamo a disposizione hanno tutti caratteristiche diverse, punti di forza differenti e anche punti deboli, ovviamente. Questo può essere una risorsa”.
Poi ancora sulla sfida contro le vespe: “Secondo me nella prima fase siamo stati un po’ compassati, non c’era quella tigna che, quando eravamo vicino alla palla, ci faceva andare a mordere. Eravamo sempre ordinati, quasi sempre sulle linee di passaggio giuste. Sotto questo punto di vista credo che la comunicazione debba funzionare da acceleratore della conoscenza. Come ho detto ai ragazzi prima della partita, era la prima volta in cui ci trovavamo davanti a un avversario che non era quello che cinque minuti prima, nell’esercizio, era il compagno. Sotto questo punto di vista dobbiamo dare un impatto importante, che dia l’energia giusta, soprattutto in un ambiente del genere dove alla prima amichevole ad agosto hai una cornice di pubblico del genere. Non possiamo essere deficitari dal punto di vista delle energie e della comunicazione”.
Con il ricorso annunciato dall’Angelo Baiardo, nell’ambiente calcistico locale si sta diffondendo la voce della possibilità di uno slittamento dell’inizio delle stagioni delle squadre di Promozione e Eccellenza. Su questo punto, Cocco guarda in casa propria: “È qualcosa che non dipende da noi. Dobbiamo concentrarci su quello che possiamo controllare, su quello che dobbiamo fare bene, come già stiamo facendo, e su quello che dobbiamo fare meglio. Non parlo solo di gruppo, ma a 360 gradi, di tutto l’ambiente, allenatore in testa. Dobbiamo farci trovare pronti, perché alla fine si tratta di farsi trovare pronti. Il nostro ripescaggio è una bella notizia se ti fai trovare pronto e stai a sporcarti le mani per mettere quello che c’è da mettere per una categoria di questo livello in dieci giorni, allora, se dovremo giocare una settimana dopo la Coppa Italia, visto che non dipende da noi, ci faremo trovare pronti. Onestamente questa squadra ha bisogno tanto di conoscersi, tanto di stare insieme. Io stesso ho bisogno di conoscere i ragazzi e di fare esperimenti e la Coppa Italia deve servire anche a questo. Poi, se saremo sufficientemente bravi da dare filo da torcere agli avversari, ne saremo contenti; altrimenti ne trarremo comunque delle indicazioni utili. Se penso ad una possibilità di incontrare il Savona quest’anno? No“.
Infine sul primo impatto con la squadra: “ll gruppo lo devi costruire, devi vivere insieme, devi fare esperienze. C’è una parte di gruppo che ha consolidato una conoscenza e tanti nuovi, tra l’altro, che vengono anche da realtà distanti, dove magari non ci giochi quotidianamente o dove le partite non ti portano ad affrontarli tante volte. Quindi è un gruppo che si deve formare. Le sensazioni sono quelle di una squadra che ha dei valori, sicuramente una squadra che si è messa completamente a disposizione, super applicata, super propositiva. Non una squadra che subisce il lavoro. Però questa roba qua deve essere un mezzo per arrivare ai risultati del campo“.