Alberghi nei centri storici e autorizzazioni paesaggistiche, regole più semplici: ecco cosa cambia per la Liguria
- Postato il 27 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Regole meno stringenti per gli alberghi di nuova costruzione, via libera alle autorizzazioni paesaggistiche anche nei Comuni senza Puc, anticipazioni illimitate di fondi regionali per il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico. Sono i principali provvedimenti che la giunta Bucci ha inserito nel cosiddetto Ddl Omnibus, provvedimento collegato al bilancio con una serie di adeguamenti normativi in diverse materie, oggi in aula per l’approvazione.
Alberghi nei centri storici, deroga per i parcheggi
Fino ad oggi, per costruire nuove strutture ricettive alberghiere era necessario reperire almeno un posto auto per ogni camera o locale destinato al pernottamento. La nuova norma introduce una deroga per i centri storici o i centri urbani serviti dalla rete di trasporto pubblico locale, dove i Comuni “possono applicare una dotazione non inferiore ad un posto auto ogni tre camere o ogni tre locali destinati al pernottamento”. La novità è valida anche per i cambi di destinazione d’uso.
“Nei centri storici e nei centri urbani consolidati serviti dalla rete del trasporto pubblico locale l’obbligo di reperire un posto auto per ogni camera può risultare ridondante rispetto alle esigenze reali delle strutture ricettive”, si legge nella relazione della giunta. Inoltre l’obbligo “rischia di produrre effetti controproducenti in edifici esistenti oggetto di interventi di recupero, laddove la realizzazione di un posto auto per ogni camera è spesso impossibile da realizzare o incompatibile con le esigenze di tutela del patrimonio storico culturale e con l’obiettivo di riduzione del traffico privato. Ne può derivare il paradosso per cui gli ambiti meglio serviti dal trasporto pubblico locale risultano talvolta penalizzati nell’attrarre investimenti di qualità”. “A ciò si aggiunge la considerazione che i centri storici e i centri urbani consolidati sono, per definizione, i contesti meglio serviti dalla rete del trasporto pubblico locale, da sistemi di mobilità condivisa e da infrastrutture pedonali e ciclabili”. Considerazioni che, secondo quanto riferito in aula dall’assessore all’Urbanistica Marco Scajola, sono arrivate in Regione proprio dalla giunta Salis che amministra il Comune di Genova.
Nuove costruzioni e ristrutturazioni, via libera alle autorizzazioni anche senza Puc
Altra modifica destinata a incidere sulle trasformazioni urbanistiche è quella che abroga un passaggio del testo unico regionale in materia di paesaggio, cioè il divieto di rilasciare autorizzazioni paesaggistiche per interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia e ristrutturazioni nei confronti dei Comuni che non abbiano adottato il Puc entro il 31 dicembre 2026. Resta però il divieto di adottare o approvare varianti al proprio strumento urbanistico generale.
Secondo la giunta sono tre le motivazioni principali. Anzitutto la complessità intrinseca nella redazione del Puc: “Molti Comuni, specialmente quelli di piccole dimensioni, scontano una cronica carenza di personale tecnico e di risorse finanziarie che rende oggettivamente arduo rispettare le scadenze imposte dalla legge”. Poi la costante evoluzione del quadro normativo, con nuovi strumenti alternativi al Puc come il Psi e il Pul. E infine l’impatto straordinario del Pnrr che “sta assorbendo in via prioritaria le limitate risorse umane e amministrative degli uffici tecnici comunali”.
Per Avs si tratta di una norma salva-cemento: “Rimanderà ancora la stesura degli strumenti urbanistici regolatori, indispensabili in una terra martoriata dal cemento come la Liguria, e faranno la gioia di chi vuole ancora edificare, nonostante anni di cementificazione selvaggia – accusa la capogruppo Selena Candia -. La nostra proposta è quella di sostenere i piccoli comuni nella preparazione dei Puc col supporto del personale tecnico della Regione, perché spesso i Comuni non hanno i dipendenti in organico e le risorse essenziali per elaborare i propri strumenti urbanistici: sarebbe il modo migliore per sostenere gli enti locali che sono in ritardo”.
Le altre misure: trasporto pubblico e liquidità alle Arte
Un’altra norma contenuta nel ddl Omnibus rende definitiva la possibilità di anticipare il 100% dei fondi statali a disposizione della Regione per il rinnovo delle flotte di trasporto pubblico: l’obiettivo è “portare a termine gli investimenti del settore e garantire la continuità del servizio in quanto le aziende, ormai di prassi, si trovano a sostenere importanti anticipazioni di cassa, con ricorso al sistema creditizio e quindi ulteriori spese da affrontare”.
L’unica misura che incide sulla spesa è quella che concede anticipazioni di liquidità a favore delle Arte fino a un massimo di 3 milioni di euro all’anno. In questo modo la giunta non dovrà passare dal Consiglio regionale.