Schiaffi, pugni, calci, sputi e minacce col coltello alla compagna incinta: chiesto il rinvio a giudizio per un 43enne
- Postato il 28 luglio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Savona. La Procura della Repubblica di Savona ha chiesto il rinvio a giudizio di un uomo di 43 anni, residente nel ponente savonese, accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minacce ai danni dell’ex compagna e, in un episodio, anche della madre della donna.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona, Laura De Dominicis, ha fissato l’udienza preliminare per il 26 novembre, quando verrà valutata la richiesta avanzata dal pubblico ministero Maddalena Sala.
Secondo la ricostruzione contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio, l’imputato avrebbe sottoposto la compagna a una serie di condotte vessatorie e violente tra il 2021 e il luglio 2025.
Tra gli episodi contestati figurano presunti comportamenti di controllo ossessivo, insulti e umiliazioni, limitazioni nella gestione del denaro e ripetute aggressioni fisiche. La Procura contesta inoltre minacce rivolte alla donna, anche durante la gravidanza, e diversi episodi di violenza che sarebbero avvenuti in presenza dei figli minori o nei loro confronti. Nell’imputazione vengono richiamati schiaffi, pugni, spinte, calci, sputi, il lancio del telefono cellulare contro un muro, minacce con un coltello da cucina e l’allontanamento dall’abitazione con uno dei figli dopo un litigio.
Secondo gli atti, uno degli episodi più gravi risalirebbe al 30 novembre 2021, quando, al termine di una lite, l’uomo avrebbe minacciato la compagna, spintonandola e colpendola con schiaffi, pugni e calci. Nel corso del procedimento vengono inoltre contestati altri episodi verificatisi tra il 2022 e il 2025, con presunte aggressioni e minacce reiterate.
Oltre al reato di maltrattamenti aggravati, la Procura contesta anche un episodio di minaccia ai danni della madre dell’ex compagna, avvenuto nell’agosto 2025, e un episodio di lesioni personali aggravate contestato per fatti avvenuti nell’ottobre dello stesso anno, quando la donna avrebbe riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
Nel fascicolo confluisce una corposa attività investigativa, composta da denunce, testimonianze, verbali di sommarie informazioni, referti medici, registrazioni audio, messaggi WhatsApp, documentazione dei servizi sociali e atti acquisiti nell’ambito di procedimenti civili.