Albenga, strage di germani nel rio Avarenna. La rabbia delle volontarie di Vadino: “Ne raccogliamo morti ogni giorno”
- Postato il 25 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Una vera e propria moria di germani reali sta flagellando in questi giorni il rio Avarenna, nel quartiere di Vadino, ad Albenga. Famiglie intere di anatre, nate e cresciute lungo il corso d’acqua, stanno morendo a decine sotto gli occhi dei residenti e dei volontari di zona.
La denuncia arriva dalla voce di Anna, residente a Vadino e impegnata in prima persona nelle operazioni di soccorso insieme ad un gruppo di volontarie: “Siamo tutte persone che vivono in questa zona e non chiediamo altro che risposte – spiega Anna ai microfoni di IVG -. Non è possibile che ogni anno, tra luglio e agosto, sul rio Avarenna dobbiamo veder morire famiglie intere di germani. Saranno una ventina, forse anche di più: ne stiamo raccogliendo diversi ancora in queste ore, ormai stesi e stremati. Gli animali vanno lì per bere e mangiare, ma trovano la morte”.
Alla base del problema ci sarebbe una combinazione di fattori legata alla gestione della foce del rio: “Il ristagno del fiume – spiega – porta a sviluppare tossine dannose, come quelle del botulino aviario. È un tratto che non viene quasi mai pulito, quest’anno è stato fatto solo una volta. Si crea un ambiente malsano per questi animali che lì nidificano in primavera, per poi morire puntualmente ogni estate”.
Per quanto riguarda il rio Avarenna, non essendo presente una vera e propria foce, il rio sbocca direttamente sulla spiaggia. Qui la risacca del mare tende naturalmente ad accumulare la sabbia, creando una barriera, chiamata barra, che forma una sorta di piccola duna e può trattenere le acque del rio. Si tratta quindi di una chiusura del tutto naturale e non artificiale. Quando le piogge ingrossano il corso d’acqua, la maggiore portata del rio rompe la barriera sabbiosa, consentendo all’acqua di defluire direttamente in mare. In assenza di precipitazioni, invece, il mare ricrea gradualmente la duna davanti allo sbocco, arrivando a chiudere nuovamente la foce.
Una situazione ciclica che, sempre secondo il gruppo di volontarie, si ripete da anni senza che si arrivi ad una soluzione definitiva, nonostante le continue segnalazioni inviate agli enti competenti: “Siamo stanche di vedere sempre la stessa scena – conclude -. Abbiamo scritto e segnalato il problema più volte senza ricevere risposte adeguate. Chiediamo solo che si faccia qualcosa per evitare che questo scempio continui a ripetersi ogni anno”.