Albenga, Cattedrale gremita per l’ultimo saluto a don Giorgio Brancaleoni
- Postato il 2 ottobre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Una Cattedrale gremita e una comunità profondamente commossa hanno accompagnato ad Albenga l’ultimo saluto a monsignor Giorgio Brancaleoni, per tutti don Giorgio, figura centrale e di rilievo nella storia della Diocesi di Albenga-Imperia.
Alle esequie erano presenti numerosi sindaci del comprensorio, il Vescovo emerito Mario Oliveri, il Vescovo della Diocesi di Imperia Tonino Suetta, insieme a rappresentanti delle istituzioni e a quanti, nel corso degli anni, avevano conosciuto e apprezzato il sacerdote.
Nato ad Alassio il 18 giugno 1959, don Giorgio è morto a Bologna il 28 settembre scorso, all’età di 67 anni, dopo una lunga malattia. La sua scomparsa ha lasciato un profondo vuoto nella comunità diocesana, alla quale aveva dedicato gran parte della sua vita sacerdotale.
A presiedere le esequie è stato il vescovo Guglielmo Borghetti, che ha definito la Cattedrale “il cuore pulsante della nostra famiglia ferita”.
“Il nostro cuore avverte il peso di un distacco profondo – ha detto il vescovo – Un amico fedele che ha speso ogni fibra per il bene della nostra diocesi”.
Nel ricordare don Giorgio, Borghetti ha ripercorso anche i quarant’anni trascorsi dalla sua ordinazione sacerdotale, un cammino vissuto accanto a intere generazioni. Un servizio, ha sottolineato, nel quale non ha mai cercato “il potere né il prestigio dei ruoli”, ma ha scelto di servire la Chiesa con discrezione e dedizione.
Don Giorgio era stato anche il braccio destro del vescovo Mario Oliveri, con il quale aveva condiviso una lunga stagione della vita della diocesi. Un ruolo importante, ma vissuto senza mai cercare il palcoscenico.
È proprio la sua discrezione uno degli aspetti sui quali il vescovo Borghetti si è soffermato maggiormente: “Una squisita, nobile mitezza”, una presenza fatta di gentilezza, di un sorriso dolce e della capacità di stare vicino alle persone.
“Non ha mai scelto il palcoscenico”, ha ricordato Borghetti, parlando di un sacerdote capace di essere vicino a tutti e di lasciare il segno senza imporsi.
Il vescovo ha ricordato anche il periodo della malattia e gli ultimi giorni trascorsi a Bologna, sottolineando come don Giorgio non sia mai stato solo, accompagnato dall’affetto dei familiari e degli amici.
Nel suo ricordo personale, Borghetti ha poi raccontato di aver scoperto nel tempo la profondità della sua persona: “Ti ho scoperto poco a poco e ho trovato grandi valori. Me lo diceva il Vescovo emerito Mario e gli do ragione”.
Parole accolte da un lungo applauso della Cattedrale. Un applauso con cui la comunità ha voluto ringraziare don Giorgio per il servizio svolto e per l’amore che, come ha sottolineato il vescovo, ha saputo donare alla sua Chiesa e alle persone che ha incontrato.