Fine dell’emergenza incendi, le Guardie Ambientali avvertono i Comuni: “Non abbassate la guardia nel savonese”
- Postato il 30 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Provincia. “La fine formale dell’emergenza regionale non coincide con la scomparsa del rischio incendi boschivi”. Con questo richiamo tecnico e operativo, la sezione provinciale delle Guardie Ambientali d’Italia (G.A.D.I.T. OdV) ha formalmente invitato i Sindaci dei Comuni del savonese ad adottare tempestivamente ordinanze locali a tutela del territorio, con particolare riguardo alla regolamentazione e limitazione dell’abbruciamento di residui vegetali e sfalci agricoli.
L’iniziativa segue la revoca, scattata lo scorso 21 settembre, dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi precedentemente dichiarato da Regione Liguria.
“Il decadimento del regime di divieto assoluto regionale non deve tuttavia tradursi in un abbassamento della guardia. Il comprensorio savonese presenta una marcata vulnerabilità strutturale: versanti a forte pendenza, continuità spaziale delle masse boscate e un’estesa e frammentata fascia di interfaccia urbano-rurale e boschiva, dove il contatto ravvicinato tra insediamenti antropici e formazioni forestali espone abitazioni e infrastrutture a pericoli severi in caso di innesco. In tali contesti, l’azione combinata di scarsa umidità della lettiera, accumulo di combustibile vegetale fine e regimi anemometrici anche moderati (venti di caduta o brezze sostenute) può accelerare drasticamente la velocità di propagazione del fronte di fiamma”.
Attraverso una nota formale trasmessa alle amministrazioni comunali, alla Prefettura, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e ai Carabinieri Forestali, l’associazione ha evidenziato come l’abbruciamento incontrollato in loco di residui colturali e potature rappresenti una delle cause primarie di incendio per colpa: “Un focolaio rurale apparentemente circoscritto può trasformarsi, per salto di favilla o rapido irraggiamento, in un rogo di vaste proporzioni nell’arco di pochissimi minuti”, avvertono.
L’associazione richiama inoltre la cittadinanza al rigoroso rispetto delle normative ambientali vigenti: “Si rammenta categoricamente che le pratiche di smaltimento del materiale vegetale all’aperto non possono in alcun caso includere materiali eterogenei o rifiuti di qualsiasi genere. La combustione di plastiche, teli per pacciamatura, tubi di irrigazione, cassette, imballaggi o scarti sintetici e domestici costituisce una violazione penale, con il rilascio immediato nell’aria e sul terreno di inquinanti tossici persistenti come diossine, furani e particolato fine, altamente nocivi per la salute pubblica e per l’ecosistema”, aggiungono.
Per tali ragioni, G.A.D.I.T. OdV “sollecita i primi cittadini ad attivare le proprie prerogative sindacali mediante specifiche ordinanze contingibili e urgenti, volte a introdurre finestre temporali rigide, distanze minime di sicurezza da boscaglie e fabbricati, stringenti prescrizioni d’estinzione e sanzioni severe per gli inosservanti, accompagnando le misure con una costante informazione a residenti, conduttori agricoli ed escursionisti”.
Il Presidente della sezione savonese della G.A.D.I.T. sottolinea come l’appello nasca “con spirito di leale collaborazione sussidiaria verso gli enti locali, confermando la piena disponibilità dei volontari nello svolgimento delle attività di monitoraggio territoriale, perlustrazione e tempestivo avvistamento. La salvaguardia del nostro patrimonio forestale non è un mero dovere conservativo fine a se stesso: il bosco e la macchia mediterranea svolgono un ruolo primario di regimazione idrologica e presidio contro il dissesto idrogeologico ed erosivo dei versanti. Prevenire il degrado termico del suolo significa proteggere la stabilità delle nostre valli, le economie rurali e, soprattutto, l’incolumità fisica di tutta la nostra comunità”.