Alassio 2028, suggestione ricandidatura per il sindaco Melgrati: “Uno più bravo di me? Vediamo se ci sarà, ma ne dubito”
- Postato il 10 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Alassio. Marco Melgrati la “manita” dell’Inter 2010 se la ricorderà eccome: stagione da sogno, cinque trofei in bacheca e nerazzurri in versione schiacciasassi.
Ma ad Alassio, quando si parla di elezioni amministrative 2028, quella “manita” cambia completamente senso. Non è più calcio, è politica allo stato puro: la suggestione di una possibile quinta corsa a sindaco per il primo cittadino. Già, perché Melgrati oggi è al quarto mandato, senza contare i due anni da assessore e l’esperienza in Regione da consigliere.
ASCOLTA “LA TELEFONATA” CON IL SINDACO DI ALASSIO MARCO MELGRATI
Un curriculum lungo, non sempre in discesa, tutto giocato sul campo del territorio — soprattutto quello della sua Alassio: “Un amministratore si ricorda dai segni che lascia alla sua città. Io credo di averne lasciati parecchi – ricorda -. Il Gran Hotel con piazza Partigiani e il centro talassoterapico, il campo sportivo con parcheggio interrato su due piani, l’ampliamento del porto, il rifacimento delle passeggiate e del centro storico”.
MELGRATI: “VERREMO RICORDATI PER QUELLO CHE ABBIAMO FATTO, TANTE OPERE PUBBLICHE”
E oggi? Nel podcast di IVG “La Telefonata” (clicca qui per ascoltarlo) si è parlato delle opere dell’amministrazione Melgrati, di cantieri e interventi sparsi in tutta la città. Il sindaco rivendica una stagione amministrativa costruita soprattutto sulle opere pubbliche: “Questa amministrazione verrà ricordata per quello che ha fatto”.
E secondo Melgrati l’elenco è lungo: “Oltre 10 milioni investiti sulle scuole, con la demolizione e ricostruzione della scuola media Ollandini, trasformata in una struttura a emissioni zero, i fondi PNRR intercettati per Villa Fiske e per il nuovo asilo, ormai in fase di completamento e pronto per l’inaugurazione, senza dimenticare la nuova sezione primavera di via Pera destinata ai bimbi tra i 24 e i 36 mesi, pensata anche per ridurre le liste d’attesa del nido e aiutare le famiglie lavoratrici”.
Poi il capitolo parcheggi e viabilità, altro tema storico per Alassio: “Il multipiano di via Pera è ormai realtà: quattro piani – sottolinea nel podcast -, circa 200 posti auto al posto dei vecchi 65 stalli e un investimento da 3,5 milioni di euro. E presto partirà anche il progetto definitivo del parcheggio della Piccola, vicino alla stazione. Passeremo dagli attuali 60 posti a 176 posti auto in pieno centro”.
Sul tavolo c’è anche la riqualificazione di via Dante, con pista ciclabile, nuove luci e palme, mantenendo comunque la viabilità.
Tra i simboli del recupero urbano c’è anche il Mattatoio, definito da Melgrati “una ferita aperta della città”: sono partiti i lavori finali del cantiere da 684 mila euro che restituirà al quartiere Fenarina due volumi utilizzabili dai cittadini e soprattutto un nuovo parco pubblico con giochi e attrezzature ginniche. “Un modello già testato con successo nell’area ex Adelasia e che verrà replicato anche sulla passeggiata Ciccione, dove arriveranno nuove strutture sportive all’aperto. Sempre sulla Ciccione è stato completato anche il tratto verso Laigueglia, demolito e ricostruito dopo i problemi strutturali: un intervento da oltre un milione di euro”, spiega il sindaco.
Infine il capitolo energia e sostenibilità: “Il Comune ha ottenuto quasi 800 mila euro di finanziamenti per realizzare impianti fotovoltaici sopra il parcheggio multipiano di via Pera e sulla piscina comunale – ricorda Melgrati -. L’energia prodotta servirà anche ad alimentare la scuola Ollandini, con un forte risparmio per le casse comunali. A questo si aggiunge un secondo impianto da oltre 600 mila euro previsto nell’area del campo sportivo, coperto al 70% dai fondi ottenuti tramite bando pubblico”.
“UN QUINTO GIRO DA SINDACO? VEDREMO”. FRECCIATA SULL’IPOTETICO RITORNO DI AVOGADRO
“Il mio intento – ha aggiunto – è ridare a questa città un aspetto più decoroso. E questo mi viene riconosciuto soprattutto dai turisti, da chi compra casa ad Alassio, che se oggi ha i valori immobiliari che ha, lo deve al fatto che è una città sicura, tranquilla, ma anche qualificata. Anche la pulizia, spesso criticata: quando passo per strada non vedo un pezzo di carta per terra”.
Nel podcast di IVG gli abbiamo chiesto a Melgrati cosa pensa dell’idea di rimettersi in gioco tra due anni. Che sembrano lontani sulla carta, ma per chi mastica un po’ di politica sono praticamente dietro l’angolo: “Vedremo – ha detto nel corso del podcast -, l’anno prossimo inizierò a pensarci seriamente”.
Ma mentre Melgrati prende tempo, c’è chi, come l’ex sindaco alassino Roberto Avogrado, ha già fatto sapere – ai microfoni di IVG – di voler archiviare l’esperienza amministrativa in corso per fare spazio “a nuove idee”. E Melgrati qui ha scoccato la frecciata all’ex collega: “Certo che se le nuove idee sono l’inversione di via Dante e una nuova una cineraria nel cimitero, siamo a posto”.
POLITICA ED ETÀ, MELGRATI: “SCAJOLA FA ANCHE IL PRESIDENTE DI PROVINCIA E MI SUPERA DI MOLTO…”
E proprio sulle critiche, tra social e politica, Melgrati non ha nascosto un cambio di prospettiva: “Una volta mi scivolavano addosso, con la vecchiaia e con i social inizio a patire un po’ di più”. Ma quindi l’età in politica è un problema? Secondo il sindaco alassino no: “Se guardiamo qui vicino, Claudio Scajola (sindaco di Imperia, ndr) fa il sindaco e il presidente di Provincia e mi supera in età di molto. Io mi sento fresco mentalmente: questo è un servizio per la città. E se la gente non lo percepisce più così, mi dispiace: allora avanti un altro e vediamo se qualcuno è più bravo di me, ma ne dubito… ”.
Infine, il sindaco di Alassio ha ricordato l’importanza del gruppo con cui amministra: “Non è Melgrati 4. È la mia squadra, ed è importantissima. Consiglieri, assessori di oggi e di ieri, persone che lavorano per la città. Non li cito uno per uno, ma quella di oggi è la squadra migliore che ho avuto da quando faccio il sindaco di Alassio”.
Una squadra compatta, almeno oggi. Poi però la politica insegna che tutto può cambiare. E da qui al 2028, tra ricandidature, equilibri e possibili colpi di scena, capire se quella “manita” resterà davvero unita è tutta un’altra partita.