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Il 19 maggio a Loano una giornata di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile

  • Postato il 11 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Il 19 maggio a Loano una giornata di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile

Loano. Martedì 19 maggio a Loano si terrà una giornata di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile, con una camminata tematica.

Nell’occasione sarà collegato in videoconferenza Paolo Sarullo, la cui storia è all’origine dell’impegno della Fondazione a lui intitolata. Il 19 maggio 2024, infatti, la sua vita è cambiata per sempre a seguito di un’aggressione nata da un motivo banale (un monopattino) ma sfociata in un gesto di violenza inaudita. Un singolo pugno ha segnato un prima e un dopo, evidenziando con forza quanto tali episodi siano evitabili e quanto sia urgente intervenire sul piano educativo e culturale.

L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, si terrà a partire dalle 9 presso l’istituto Falcone. Dopo la presentazione della storia di Paolo Sarullo presso la sala conferenza dell’istituto, alle 10 i partecipanti alla camminata si ritroveranno sul lungomare, di fronte all’istituto, passeranno davanti al murales della legalità dedicato a Falcone e Borsellino, proseguiranno sul lungomare e raggiungeranno piazza Italia per il momento conclusivo.

Alla giornata parteciperanno, oltre a Rossella Lamarra e Paolo Sarullo (in videoconferenza), Kiro Attia (cugino di Aba, il ragazzo ucciso tra i banchi di scuola a Spezia) e rappresentanti di forze dell’ordine e istituzioni.

La Fondazione sottolinea come sia “fondamentale che sempre più scuole e Comuni aderiscano a questo progetto su scala nazionale, contribuendo alla creazione di una rete educativa diffusa e consapevole. Allo stesso tempo, si auspica un segnale concreto da parte della Regione Liguria e da tutte le istituzioni politiche intervenendo in azioni strutturate e condivise. La prevenzione della violenza giovanile è una responsabilità collettiva che richiede il contributo di istituzioni, scuole e comunità. Educare oggi significa proteggere il futuro”.

Il sindaco Luca Lettieri e l’assessore alle politiche giovanili e scuola Manuela Zunino dichiarano: “Il Comune di Loano si distingue come primo Comune in Italia ad aver aderito concretamente a questo percorso, dimostrando sensibilità e impegno verso un fenomeno sempre più allarmante, quello della violenza tra giovanissimi, spesso sottovalutato e impropriamente derubricato come ‘bravate’, ma in realtà portatrice di conseguenze gravi e talvolta irreversibili. La giornata del 19 maggio rappresenta un momento simbolico di grande valore e il primo passo di un progetto più ampio: a partire dall’anno scolastico 2026/2027, saranno avviate ulteriori iniziative, tra cui contest e borse di studio, finalizzate a promuovere la cultura della non violenza, del rispetto e della responsabilità tra le nuove generazioni”.

Generico maggio 2026

Aggiunge il presidente del consiglio comunale Monica Caccia: “Il Comune di Loano aderisce e collabora con piacere all’importante iniziativa proposta dall’istituto Falcone per promuovere il progetto nato dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS. La prevenzione della violenza giovanile è una responsabilità collettiva che richiede il contributo di istituzioni, scuole e comunità. Educare oggi significa proteggere il futuro”.

La presidente della Fondazione Uniti per Paolo, Rossella Lamarra, spiega: “Il nostro obiettivo è fare in modo che questa iniziativa possa essere riconosciuta e adottata a livello nazionale, attraverso il coinvolgimento del Consiglio dei Ministri e dell’intero Parlamento, affinché diventi un appuntamento strutturato e continuativo nel sistema educativo italiano”.

Il dirigente scolastico dell’istituto Falcone Mosè Laurenzano: “Molti comportamenti devianti nella preadolescenza e nell’adolescenza sono, prima di tutto, un grido di aiuto: un modo distorto per dire ‘guardatemi’, ‘ascoltatemi’, ‘ho bisogno’. Il punto è se noi adulti, scuola, famiglie, istituzioni, scegliamo davvero di esserci. Non solo per intervenire dopo, ma per accompagnare, educare e sostenere prima. La scuola ha una responsabilità decisiva: essere un punto di riferimento stabile, credibile, presente. Esserci significa ascoltare, costruire relazioni autentiche, educare alla gestione delle emozioni e dei conflitti, prima che diventino violenza. Significa educare al rispetto, al dialogo e alla responsabilità delle proprie azioni. La giornata del 19 maggio nasce da qui: non come un evento simbolico, ma come un impegno concreto. Perché educare alla non violenza significa educare alla libertà vera: quella che nasce dal rispetto dell’altro e dalla consapevolezza delle proprie scelte. Il nostro auspicio è che il 19 maggio possa diventare una Giornata nazionale contro la violenza giovanile, perché questo non è un tema della scuola, ma una responsabilità di tutti”.

Autore
Il Vostro Giornale

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