Aggressione ad Andora, i Giovani Comunisti: “Servono piani di educazione, rieducazione e formazione per docenti e studenti”
- Postato il 26 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Andora. I Giovani Comunisti di Savona e Imperia intervengono sull’aggressione avvenuta qualche giorno fa ad Andora ai danni di un ragazzo di 19 anni.
“Auguriamo una pronta guarigione a Matteo, un ragazzo di 19 anni di Torino che ad Andora è stato brutalmente assalito con un cartello stradale, riportando gravi ferite alla testa. L’aggressione da parte di una baby gang è scattata perché Matteo ha tentato di difendere un’amica dalle molestie del gruppo. È sconcertante lo stato di degrado, di apatia e di violenza con cui la nostra generazione di ragazze e ragazzi è costretta a convivere; un contesto in cui i legami sociali e di amicizia vengono meno in favore di una sorda solitudine emotiva, che provoca una rabbia non solo verbale, ma anche fisica”.
Secondi Giovani Comunisti “è necessario riprendere il controllo di una situazione che è ormai sfuggita di mano: bisogna combattere con ogni mezzo, soprattutto culturale, fin dall’infanzia, a scuola e nelle famiglie, contro questa cultura della sopraffazione, della violenza e dell’abuso. Che si tratti di giovani provenienti dalle fasce economicamente più deboli o dalle belle case dei quartieri bene delle belle città, (ricordiamo i fatti di Forte dei marmi ad esempio) la cultura della violenza e della sopraffazione è sempre più radicata tra i nostri coetanei, che non ha più alcun punto di riferimento ideale. Uno dei motivi è sicuramente la sistematica ‘distruzione’ delle ideologie, che ha creato intere generazioni di nichilisti ed individualisti; un secondo motivo non può non essere la continua escalation di violenza nel dibattito pubblico”.
“A cosa serve militarizzare le scuole, come è nel programma di qualche forza politica, quando la violenza è principalmente fuori da esse, nelle discoteche e nei luoghi di movida, ma soprattutto nelle menti e nella cultura dei nostri coetanei? Chiediamo quindi un impegno concreto da parte delle istituzioni e della politica, affinché vengano avviati seri piani di educazione, rieducazione e formazione per docenti e studenti. Servono interventi ben finanziati, mirati e personalizzabili in base alle esigenze dei diversi territori per garantirne una reale efficacia. Nella nostra classe dirigente manca una reale conoscenza pratica della scuola, sostituita da una visione puramente teorica e lontana dai contesti reali in cui la gioventù si forma e cresce”.