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A Trento si sono svolti un forum sui consumi e un festival sull’aviazione. Ma solo uno ha conquistato i media

  • Postato il 21 settembre 2026
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 4 min di lettura
In sintesi

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A Trento si sono svolti un forum sui consumi e un festival sull’aviazione. Ma solo uno ha conquistato i media

Sabato 19 settembre a Trento è andato in scena un curioso paradosso. E forse racconta molto sul nostro modo di intendere la sostenibilità.

Da una parte, a Trento Fiere, nell’ambito di LivingAlp, si svolgeva un Forum tecnico dedicato a risparmio energetico, efficienza degli edifici, riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale. Dall’altra, praticamente nelle stesse ore, i cieli della città erano protagonisti di “Festivolare”, manifestazione dedicata al mondo dell’aviazione. Indovinate quale dei due eventi ha conquistato l’attenzione dell’informazione.

Il risparmio energetico? Poco interessante. Al Forum si è parlato di questioni molto concrete: riqualificazione energetica degli edifici esistenti, pompe di calore, riduzione della dipendenza dal gas, sistemi costruttivi ad alta efficienza, materiali, nuove tecnologie e modularità degli impianti. Ma soprattutto di un principio elementare: prima di domandarci come produrre più energia dovremmo chiederci quanta possiamo evitare di consumarne. Perché l’energia risparmiata è denaro che una famiglia o un’impresa non devono spendere, energia che non deve essere prodotta ed emissioni che possono essere evitate.

Un tema particolarmente importante nei territori alpini, caratterizzati da lunghi periodi di riscaldamento e da un patrimonio immobiliare in larga parte precedente alle moderne normative sull’efficienza energetica. Eppure nessun organo di stampa ha ritenuto opportuno mandare qualcuno a seguire il Forum.

Nello stesso fine settimana Festivolare ha ottenuto ben altra attenzione. E qui la contraddizione diventa difficile da ignorare. Mentre dentro una sala si spiegava come consumare meno energia, sopra la città volavano aeroplani per offrire spettacolo. Mentre qualcuno parlava di riduzione delle emissioni e dell’impatto ambientale, qualcun altro bruciava inevitabilmente carburante per consentire quelle esibizioni, con relativo impatto emissivo e acustico.

Non è una crociata contro gli aeroplani o contro chi ama il volo. Il punto è un altro: la coerenza. Viviamo in un’epoca nella quale politica e istituzioni utilizzano continuamente parole come “sostenibilità”, “transizione energetica”, “decarbonizzazione” e “cambiamenti climatici”. Parliamo della sofferenza dei ghiacciai alpini e chiediamo alle famiglie di cambiare caldaie, efficientare gli edifici, sostituire automobili e modificare abitudini. Alle imprese chiediamo di ridurre consumi ed emissioni.

Poi qualcuno organizza una giornata nella quale tecnici e professionisti spiegano come farlo concretamente. E quasi nessuno sembra interessato a raccontarlo. Gli aerei, invece, fanno rumore. Un aeroplano sopra una città si vede, si sente, si fotografa. Produce immagini spettacolari. Un kilowattora risparmiato non si vede e non fa rumore. Ma significa meno soldi spesi, meno energia da produrre e minore impatto ambientale.

Dal Forum è emerso chiaramente che l’efficienza energetica non dipende da una singola tecnologia, ma da un sistema: progettare correttamente, ridurre le dispersioni, utilizzare materiali e impianti efficienti e produrre soltanto l’energia realmente necessaria. Perché molto spesso l’energia più conveniente è semplicemente quella che riusciamo a non sprecare.

C’è infine un aspetto sul quale sarebbe interessante fare chiarezza. La Giunta comunale di Trento, con la deliberazione n. 161/2026, ha adottato un provvedimento relativo alla valutazione dell’interesse pubblico e all’“assegnazione di vantaggi economici” nell’ambito dell’avviso per il sostegno di eventi in città, comprendendo tra gli eventi interessati anche Festivolare.

E allora qualche domanda è legittima. Quali vantaggi economici sono stati concessi a Festivolare 2026? Quanto è costata complessivamente la manifestazione alla collettività? Non parlo soltanto di eventuali contributi diretti, ma di servizi, concessioni, agevolazioni, strutture, supporto logistico, personale e altre eventuali forme di sostegno pubblico, naturalmente distinguendole dalle risorse degli organizzatori e degli sponsor privati. Non per demonizzare Festivolare, ma perché quando entrano in gioco risorse pubbliche è legittimo chiedersi quale modello culturale, ambientale ed economico la collettività stia contribuendo a sostenere.

Alla fine resta una domanda. La transizione energetica ci interessa davvero oppure ci piace soltanto parlarne? La prova di coerenza arriva quando bisogna decidere cosa finanziare, cosa promuovere, cosa raccontare e a cosa dare spazio. Ed è qui che quel sabato trentino diventa una fotografia del nostro tempo. Da una parte professionisti e tecnici spiegavano come ridurre concretamente consumi, costi ed emissioni. Dall’altra gli aeroplani riempivano il cielo.

Il secondo evento ha fatto spettacolo. Il primo quasi non ha fatto notizia. Forse dovremmo chiederci perché. Perché la sostenibilità non può essere una regola da imporre soltanto agli altri. E la transizione energetica non può essere una bella parola da pronunciare davanti a un microfono per poi dimenticarla quando si spengono le telecamere.

Altrimenti resta un paradosso piuttosto amaro: chiediamo ai cittadini di spegnere una lampadina per risparmiare energia, mentre applaudiamo ciò che di energia ne consuma molta di più perché, almeno, fa spettacolo.

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Il Fatto Quotidiano

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