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XV edizione del Premio Caccuri: Cecilia Sala conquista la Torre d’Argento

  • Postato il 11 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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XV edizione del Premio Caccuri: Cecilia Sala conquista la Torre d’Argento

Il Quotidiano del Sud
XV edizione del Premio Caccuri: Cecilia Sala conquista la Torre d’Argento

Con “I figli dell’odio”, la giornalista Cecilia Sala si aggiudica il Premio Letterario Caccuri. Sul podio, a pari merito, Tommaso Cerno, Pietro Grasso e Luca Sommi. Un’edizione tra geopolitica, cultura, istituzioni e spettacolo che conferma Caccuri come uno degli appuntamenti più autorevoli della saggistica italiana.


CACCURI (CROTONE) – È Cecilia Sala, con “I figli dell’odio” (Mondadori), la vincitrice della XV edizione del Premio Letterario Caccuri. Una vittoria che chiude un’edizione tra le più autorevoli nella storia della manifestazione e che consegna alla giornalista e inviata la tradizionale Torre d’Argento, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, simbolo del Premio e riconoscimento riservato alla migliore opera finalista. La proclamazione è arrivata al termine della serata conclusiva, condotta da Gianluigi Nuzzi e Laura Freddi, davanti a un pubblico che ha accompagnato una delle edizioni più ricche e partecipate del Premio.

A custodire la visione e a guidare il cammino del Premio è il Comitato Direttivo, composto dal presidente Adolfo Barone, dal direttore della sezione saggistica Olimpio Talarico e da Cataldo Calabretta. Un lavoro corale fondato su competenza, passione e una precisa idea di cultura, che negli anni ha consolidato il prestigio della manifestazione attraverso una selezione rigorosa delle opere, la qualità degli incontri e una proposta in grado di interpretare il presente, intercettarne le domande e aprire nuovi spazi di confronto.

Con “I figli dell’odio”, Cecilia Sala ha portato al centro della competizione alcuni dei nodi più drammatici e complessi della contemporaneità, muovendosi tra conflitti, tensioni geopolitiche e crisi internazionali, con particolare attenzione al Medio Oriente e all’Iran. Un lavoro che restituisce attraverso lo sguardo della giornalista e dell’inviata la complessità di un mondo attraversato da guerre, ideologie e profonde fratture politiche e sociali.

Premio Caccuri 2026: un podio d’eccellenza

Se la Torre d’Argento va a Cecilia Sala, il verdetto finale restituisce un risultato altrettanto significativo per gli altri tre finalisti. Tommaso Cerno con “Le ragioni di Giuda” (Rizzoli), Pietro Grasso con “U Maxi” (Feltrinelli) e Luca Sommi con “Solo amore” (Paper First), hanno conquistato ex aequo il secondo posto. Un podio che mette immediatamente in luce il livello della competizione: quattro autori diversi per formazione, esperienze e prospettive, accomunati dalla capacità di misurarsi attraverso la saggistica con una realtà complessa e in continuo mutamento.

Dalla geopolitica alla magistratura, il grande confronto sul presente

A rafforzare il prestigio dell’edizione 2026 è stata la presenza di personalità di primo piano della cultura, delle istituzioni, della diplomazia, della magistratura, dell’economia e dell’informazione. Tra i momenti più significativi, il conferimento a Elisabetta Belloni del Premio Caccuri per l’alto servizio istituzionale, accompagnato da un confronto sulle principali sfide geopolitiche, sul futuro dell’Europa e sui fenomeni migratori. Al centro del programma anche gli interventi dell’economista Carlo Cottarelli e di Claudia Eccher, componente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Particolarmente seguito l’approfondimento con il procuratore Nicola Gratteri, dedicato alla criminalità organizzata e alle rotte internazionali del narcotraffico. Spazio inoltre alla letteratura, con Andrea Di Consoli e il suo omaggio a Grazia Deledda, alla medicina, con il professor Massimo Massetti, luminare della cardiochirurgia, e all’innovazione, con Alfonso Agnino, che ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale e medicina e le prospettive aperte dalle nuove tecnologie in ambito sanitario.

Premio Caccuri 2026 musica e spettacolo

Accanto alla riflessione e al confronto sui grandi temi del presente, il Premio Letterario Caccuri 2026 ha riservato spazio anche alla musica e allo spettacolo. È la doppia anima della manifestazione: da una parte l’autorevolezza del pensiero, la forza delle idee e il rigore del confronto; dall’altra la musica, lo spettacolo e la partecipazione di un pubblico sempre più ampio. Una scelta che consente al Premio di superare i confini della tradizionale rassegna letteraria e di trasformare le giornate caccuriane in un appuntamento culturale a tutto campo. Ed è proprio in questo equilibrio tra pensiero ed emozione che Caccuri trova la sua forza: un piccolo borgo dell’entroterra calabrese che per alcuni giorni diventa una grande piazza della cultura, dove i libri incontrano il mondo, le intuizioni diventano confronto e la cultura diventa faro per illuminare il presente e indicare nuove strade per il futuro.

Il Quotidiano del Sud.
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