Vuelta, Pogacar acconsente al tributo norvegese al defunto Re Harald V: vince Leknessund davanti a Johannessen, poi Van Aert
- Postato il 28 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Ieri non gli hanno fatto prendere una borraccia negli ultimi 15 chilometri di corsa e se l’è avuta a male (“Davvero una brutta sensazione: corriamo con temperature estreme ed è una rottura di scatole non poter avere acqua negli ultimi 15-20 minuti di corsa”), così oggi Tadej Pogacar ha deciso di prendersela comoda. E di lasciare andare alla fuga, che puntuale è arrivata al traguardo col successo della coppia scandinava di casa Uno-X Mobility. Vince Andreas Leknessund, che nel finale stacca Tobias Halland Johannessen e lo lascia dietro di una trentina di secondi. Ma la festa è tutta dei norvegesi, che ormai nel ciclismo che conta sono una realtà conclamata.
L’omaggio norvegese al defunto Re Harald V
Per dire: in Norvegia, dove la bicicletta non può certo essere contemplata a sport nazionale (per motivi puramente climatici), c’è una squadra che corre nel World Tour e ci sono tanti corridori che dicono la loro nelle corse più importanti. Hanno vinto una tappa anche al Tour con Soren Waerenkjold, l’avevano fatto precedentemente al Giro con Fredrik Dversnes, hanno lasciato la loro impronta anche alla Vuelta in un giorno peraltro tutto particolare, perché in Norvegia piangono la scomparsa di Re Harald V (regnava dal 1991), cui succederà il figlio Haakon.
Avevano insomma qualcosa per cui valesse la pena prendere un rischio, così da onorare la monarchia norvegese in una giornata tanto triste per il Paese. Hanno deciso di fare le cose perbene, dominando sin dalle battute iniziali una tappa nella quale s’è dato un gran da fare anche Wout Van Aert, che ha chiuso al terzo posto, incamerando punti pesanti nella lotta alla maglia verde, quella della classifica a punti, che come quella a pois degli scalatori è attualmente sulle spalle di Pogacar (ma la indossa Van Aert proprio perché lo sloveno deve indossare quella rossa di leader della generale).
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/RuedaPedal/status/2093365413870489835" profile_id="RuedaPedal" tweet_id="2093365413870489835"/]Pogacar guadagna senza forzare troppo: è un dominio…
A proposito di Pogacar: detto della querelle legata alla borraccia negata dall’organizzazione (che s’è difesa spiegando che aveva specificato che l’ultimo rifornimento era posto ai -20 km dall’arrivo: non averla concessa al leader della corsa faceva parte di quanto previsto dal regolamento), anche oggi qualche secondo l’ha rosicchiato agli uomini di classifica: 6 secondi su Felix Gall, 19 su Enric Mas (che ieri era riuscito a riprenderlo in salita: l’ultimo che riuscì a fare altrettanto fu Vingegaard due anni fa al Tour), 29 su Roglic e Onley.
Non è crollato, ma ha perso comunque tanto Carapaz, arrivato a un minuto e mezzo dalla maglia rossa. Anche senza forzare (perché oggi non ha forzato), lo sloveno ha comunque trovato il modo per portare a casa la pagnotta. Quanto agli italiani, Filippo Zana era tra i fuggitivi di giornata, ma ha chiuso 12esimo a quasi tre minuti da Leknessund. Siamo spettatori non paganti: anche nel ciclismo (come nel calcio) la Norvegia ci mangia sulla testa.