Vingegaard ko, Armstrong come Pogacar: "Messi ha mai fatto controlli antidoping alle 2 prima di una finale?"
- Postato il 20 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Lance Armstrong riaccende il dibattito sui controlli antidoping nel ciclismo professionistico, commentando l'infortunio di Jonas Vingegaard al Tour de France. L'ex corridore statunitense solleva questioni etiche sui test notturni, tracciando paralleli con altri sport di élite e mettendo in discussione le modalità di verifica sanitaria degli atleti. Le sue dichiarazioni alimentano il dibattito sulla regolarità delle competizioni ciclistiche internazionali.
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Non si placano le polemiche per il grave infortunio rimediato da Jonas Vingegaard al Tour de France. Il danese è stato costretto al ritiro a causa di una caduta e subito dopo il “fattaccio” sono divampate le critiche per l’orario dei controlli antidoping che hanno preceduto la tappa incriminata, la numero 15: da Champagnole al Plateau de Solaison. Vingegaard, come peraltro Pogacar e altri corridori, è stato svegliato nel sonno per effettuare i test, che hanno avuto luogo intorno alle due di notte. Il giorno dopo, forse coi riflessi annebbiati a causa del mancato o insufficiente riposo, è incappato nella terribile caduta che lo ha messo ko. Solo un caso?
- Infortunio Vingegaard, il clamoros attacco di Pogacar
- Anche Armstrong contro UCI e Tour sul caso Vingegaard
- Armstrong e i test antidoping: Messi e Spagna-Argentina
Infortunio Vingegaard, il clamoros attacco di Pogacar
Non la pensa così Tadej Pogacar, che al termine della tappa ha solidarizzato col “rivale” e ha lanciato un attacco a UCI e Tour de France. “Il Tour non sarà lo stesso senza di lui”, ha detto – tra le altr cose – il fenomeno sloveno. “Oggi abbiamo avuto un controllo antidoping alle due del mattino e questa è una cosa che mi ha fatto pensare. Una notte in cui il sonno è rovinato e magari sei meno concentrato durante la discesa. Potrebbe esserci un collegamento tra queste due cose. Ma è stato davvero brutto da vedere”. Insomma, una presa di posizione forte. Non l’unica, nel panorama ciclistico.
Anche Armstrong contro UCI e Tour sul caso Vingegaard
Quando c’è da polemizzare sui controlli antidoping e contro l’UCI, ovviamente, Lance Armstrong non può tirarsi indietro. E in effetti attraverso il suo contenuto “The Move” il controverso ex campione statunitense si è schierato senza mezzi termini con Vingegaard, accodandosi a Pogacar: “Nessuno qui è a favore della mancanza di controlli, ma qui si esce dalla questione puramente e semplicemente sportiva”, ha spiegato il vincitore di sette edizioni della Grande Boucle, titoli tutti poi revocati per doping. “Fare controlli antidoping alle due di notte è quasi una questione di diritti umani violati. È un episodio che lascia senza parole. Perché il ciclismo permette tutto questo?”.
Armstrong e i test antidoping: Messi e Spagna-Argentina
Armstrong ha anche aggiunto: “Il Tour de France è la gara più faticosa di tutto il ciclismo e il riposo è essenziale. Durante la gara più faticosa al mondo non puoi trattare le persone in questo modo. Non penso che l’UCI trarrà grande beneficio da quel che è successo“. Quindi un paragone col calcio: “Cosa sarebbe successo se fossero andati a bussare alla porta della camera di Lionel Messi alle due del mattino, la notte prima della finale dei Mondiali contro la Spagna? Non sarebbe stato loro permesso. Avrebbero ricevuto un ‘no’ come risposta. In nessun altro sport queste cose vengono tollerate, invece nel ciclismo sì”.