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Verità invisibili, un nuovo progetto per guarire

  • Postato il 3 novembre 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Verità invisibili, un nuovo progetto per guarire

Ho scritto negli anni fiumi di parole sulla sanità e sulla possibilità, in poche mosse, di salvare il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Chi mi legge probabilmente si sente tediato dal mio dire ma la voglia di continuare non si è ancora spenta e la vita a volte mette di fronte alla realtà facendo fare incontri che aiutano a completarsi reciprocamente e cercare nuove strade da percorrere.

Questo mi è successo nell’ultimo anno. Ho incontrato un giovane gruppo di musicisti, amalgamati da Claudio “Bube” Iannuzzi, che mi ha fatto comprendere che il percorso deve continuare. Questa volta con parole, musica e teatro. Pezzi di vita che messi insieme possono interessare tutti racchiusi in quella “Italia dei controsensi” che conosciamo bene.

Un nuovo format che “mette alla luce, in modo satirico e riflessivo, i dubbi e le difficoltà dell’italiano medio verso una nazione che fa di tutto tranne ciò di cui abbiamo bisogno”. Prendendo spunto anche dalle mie idee nasce così l’ep “Verità invisibili” con due pezzi che hanno come impronta il teatro-canzone di Giorgio Gaber.

La mongolfiera e Paese multifocale, che potete ascoltare qui, sono diventati un vinile che traccia una nuova rotta che spero dia il ritmo, scandito dalla necessità che tutti partecipino, ognuno nel proprio, al vero cambiamento. Io ho messo le idee e i concetti per una sanità migliore a cui cerco di arrivare ormai da anni coinvolgendo i giovani che sono il nostro futuro, e che potranno curarsi solo se non lasciamo andare tutto al privato. Proviamo a difendere il nostro SSN anche con musica e parole.

Le parole del primo pezzo: Servirebbe un maggiore controllo, la sanità, ha bisogno di equilibrio per curare, e Se non si tiene la bocca troppo aperta per parlare. Se non si chiudono le orecchie per
ascoltare. Si può continuare a volare; e quelle del secondo: Da vicino il medico vede una persona; da lontano vede una lista d’attesa. Da vicino c’è un malato, da lontano c’è un numero. Da vicino ti dicono “abbiamo preso in carico il paziente”; da lontano il paziente sta ancora aspettando. Da vicino la sanità è un diritto; da lontano sembra quasi un miraggio; sono emblematiche del mio pensiero e della mia voglia di diffondere, anche attraverso la musica, i miei concetti per i quali scrivo per il “nostro” giornale da anni.

Nella pagina web dedicata potrete leggere del nostro incontro, della scelta condivisa di percorrere insieme un pezzo di strada. Potrete scaricare i testi e ascoltare il lavoro finale che spero verrà presentato al più presto in giro per quella “Italia dei controsensi” che stanno preparando.

Ed ecco le parole di recensione dello storico chitarrista di Lucio Battisti, Massimo Luca: “Ho ascoltato più volte questi due brani con attenzione e nello stesso tempo con grande curiosità. Man mano che La Mongolfiera scorreva, la mia curiosità cresceva. In prima istanza sembrerebbe che l’origine di questo progetto sia da attribuire a Giorgio Gaber ma proseguendo nell’ascolto ci si rende conto che Gaber è stato solo un’ispirazione in quanto la musica-teatro è di sua invenzione. Però in questo contenitore ci si può trovare anche Enzo Jannacci. In realtà poi BUBE, dopo un primo approccio, si stacca dalla larva e diventa farfalla con nuovi punti di riferimento….i suoi! Satira feroce e chirurgica sulla gestione del popolo (La Mongolfiera) ma introspezione onesta quanto spietata sulle responsabilità dell’individuo stesso (Paese Multifocale). Mi auguro che questo progetto diventi la prima pietra di un nuovo e rinnovato ciclo di musica/teatro perché le premesse di un grande e coinvolgente risultato ci sono tutte!”.

Ascoltate, fate ascoltare e, se credete, fatevelo regalare.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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