Vannacci ad Albissola, l’Anpi: “La sua presenza non è gradita, la vera sicurezza è rispettare la Costituzione”
- Postato il 10 maggio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Albissola Marina. “Se il signor Vannacci può andare a parlare di sicurezza ‘a tolleranza zero’ o di remigrazione, è perché abbiamo una Costituzione talmente democratica che tutela la libertà di tutti, anche di chi come lei afferma disvalori e progetta programmi lontani dai principi costituzionali. Questa libertà le è concessa, come quella a noi nel dirle che la sua presenza non è affatto gradita”. Lo dichiara l’Anpi provinciale in merito all’incontro pubblico con Roberto Vannacci, promosso dal comitato “Futuro Nazionale Savona 280”, in programma mercoledì ad Albissola Marina.
“Sicurezza e remigrazione sono il programma dell’incontro – proseguono -. A noi pare che usi con troppa disinvoltura le parole che hanno un valore sociologico per piegarle a fini politici: i tratti somatici di una persona, che sono fortunatamente tutti diversi uno dall’altro, sono assolutamente ininfluenti per qualsiasi considerazione, dato che apparteniamo tutti alla razza umana. Se la sicurezza è un valore importantissimo, tutelata tra l’altro dai corpi di polizia, che comunque debbono rispettare delle regole e rispondere del loro agire, è solo degli Stati autoritari l’impunità per chiunque si armi, spari e uccida, se vittima di un reato, e non per autodifesa. La remigrazione è un’evidente violazione di ogni diritto umano che palesa come siano i più poveri e i più deboli a pagare il prezzo delle ingiustizie nel mondo: guerre, invasioni, sfruttamento, cambiamenti climatici dovuti alla predatoria politica ambientale, da parte dei Paesi ricchi, costringono a un ‘emigrazione non voluta, sofferta e lacerante”.
“Vannacci, che ha ricoperto un’alta carica militare, ricorderà sicuramente di aver giurato fedeltà alla Repubblica italiana e alla Costituzione, soprattutto nei suoi principi fondamentali che non sono modificabili. Ha forse invece dimenticato che la Repubblica italiana è nata dalla lotta contro la dittatura fascista prima e il nazifascismo poi, da una Resistenza che ha visto nelle sue file italiani di tutte le classi sociali con culture e idee politiche diverse, anche stranieri – francesi, polacchi, tedeschi, russi, slavi e persino etiopi – accomunati dagli stessi valori antifascisti. E forse non sa che siamo l’unico dei Paesi sconfitti che ha potuto scrivere la propria Costituzione – alla Germania e al Giappone è stata imposta dagli Stati Uniti – solo perché gli Alleati hanno riconosciuto l’importante ruolo della Resistenza nella Liberazione. E lo sapeva che l’Italia ha aderito alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) per cui tutti gli esseri umani qualunque sia la loro origine, etnia, colore della pelle, religione, lingua cultura, nascono liberi e eguali in dignità e diritti?”, hanno concluso.