UFC 330, Makhachev campione da record: sfuma l'impresa per Machado Garry, ma l'irlandese esce a testa alta
- Postato il 16 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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And still, Islam Makhachev resta campione dei pesi welter, difendendo con successo la propria cintura nel main event di UFC 330, che si è svolto nella notte (italiana) di Ferragosto in quel di Philadelphia. Niente fa fare per Ian Machado Garry, che dopo cinque round per 25 minuti di match si è visto decretare la sconfitta per decisione unanime (49-46, 49-46, 48-47).
- Makhachev campione UFC da record
- Il match tra Makhachev e Machado Garry
- Perché Machado Garry esce a testa alta da UFC 330
- "Rispetto Machado Garry, è migliorato anche nel grappling"
- Anche Mackenzie Dern conferma il proprio status da campionessa
Makhachev campione UFC da record
Il daghestano aggiorna le sue statistiche a 29 incontri vinti e 1 perso in tutta la sua carriera nelle MMA, ma non solo: oltre alla vittoria e alla cintura mantenuta (lui che era già stato campione dei pesi leggeri, debuttando nella scoppiettante divisione dei welter a novembre 2025 e prendendosi subito il titolo contro Jack Della Maddalena), il sempre stabile n.1 nella classifica pound-per-pound certifica pure il record di 17 vittorie di fila in UFC, battendo quello precedente di 16 appartenente al membro della Hall of Fame della promotion, Anderson Silva, tra il 2006 e il 2013.
Il match tra Makhachev e Machado Garry
Qualcosa di impressionante per colui che, secondo il capo dell’UFC Dana White, è sulla giusta strada per diventare il più grande di tutti i tempi. Il match che si è svolto in Pennsylvania ha rappresentato, come ha scritto sui social il telecronista Giacomo Brunelli, “un manuale di MMA di altissimo livello degli anni Venti”: Makhachev ha mantenuto il controllo dal primo all’ultimo round, sfoderando le specialità della casa daghestana, come i takedown e la lotta a terra. E nel secondo è arrivato pure un calcio diretto alla testa del rivale che poteva pure essere decisivo.
Ma va detto che Machado Garry non ha fatto la vittima sacrificale, gestendo pure lui l’incontro sino alla fine, pur mancando l’occasione di mettere a terra il rivale prima del limite in virtù delle sue qualità nello striking (e anche di lettura strategica del match).
Se è vero che l’irlandese non ha colto l’occasione della carriera (ma ci auguriamo possano essercene altre), fallendo l’accesso alla cintura e diventando il secondo della sua terra dopo l’amico Conor McGregor a laurearsi campione, va anche detto che la sua è stata una sconfitta onorevole e a testa alta.
Perché Machado Garry esce a testa alta da UFC 330
Cercando di evitare la facile retorica (nello sport si vince e si perde, stop), Machado Garry ha onorato l’ottagono e non ha cercato scuse, dimostrando di essere uno dei rari galantuomini di questo sport, dove non è che abbondino, tutt’altro.
Allargando poi il perimetro fuori dalle MMA, quello di ieri è stato anche uno scontro tra due mondi, e se vogliamo due civiltà, opposte: da una parte il pupillo di Khabib Nurmagomedov, che sfidando le censure ha espresso il suo disprezzo per la comunità LGBTQ+ per motivi di cultura, nazionalità e religione; dall’altra l’amico di McGregor che è stato criticato per il rapporto con la moglie (di cui ha preso il cognome), solo perché lei non si limita a fare il complemento di arredo in casa come diversi altri fighter, spesso di area MAGA, vedono le donne (e Garry aveva persino osato dire che se ci fossero più donne leader il mondo sarebbe un posto migliore, un sacrilegio per certi lottatori e anche lottatrici che hanno interiorizzato il maschilismo).
Ma tra i due sfidanti c’è sempre stato grande rispetto. Per grazia del Cielo ci hanno risparmiato trash talking, offese sul personale e insulti: i due hanno espresso sempre stima nei confronti dell’altro, pur evitando fortunatamente buonismi alla volemese bene, comunque.
“Rispetto Machado Garry, è migliorato anche nel grappling”
Parlando con Joe Rogan subito dopo il match, Makhachev ha tributo gli onori a Machado Garry: “È un grande fighter, è anche una brava persona e lo rispetto molto. E mi ha dato del filo da torcere, però in ogni match che disputo dimostro sempre il mio valore. Ian è comunque migliorato molto, si allena con uno dei migliori per il combattimento a terra, Demian Maia. E infatti si è migliorato anche nel grappling”.
Dal canto suo Machado Garry dovrà vedersela con la concorrenza di Carlos Prates e Michael Morales, rispettivamente primo e terzo del ranking con l’irlandese secondo, per avere un’altra chance titolata nei welter. Intanto la scorsa notte ha dimostrato di poter almeno scalfire l’aura di inscalfibilità di Makhachev: è vero, quest’ultimo ha vinto, ma non è stato un dominio totale e il rivale lo ha fatto sudare più del previsto. Oltre a dare prova di essere un uomo vero, accettando la sconfitta senza cercare scuse patetiche o provando a rovesciare la realtà dei fatti.
Anche Mackenzie Dern conferma il proprio status da campionessa
Altrettanto atteso era il co-main event di UFC 330, con un altro titolo in palio. Parliamo della cintura dei pesi paglia femminili, difesa con successo da Mackenzie Dern (17-5), che con il suo grappling ha avuto la meglio su Gillian Robertson (17-9). Dern, alla sua prima difesa del titolo, ha vinto anche lei per decisione unanime (49-46, 49-46, 48-47).