Trasporti in Calabria, il centrodestra punta al blitz sulla riforma
- Postato il 25 luglio 2026
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Trasporti in Calabria, il centrodestra punta al blitz sulla riforma
La proposta di legge che sopprime ArtCal e istituisce AmCal, ridefinendo la governance dei trasporti in Calabria, ha iniziato l’iter in commissione: si prevedono tempi stretti per portare la riforma in aula entro la prima settimana di agosto
La proposta di legge Ferrari che ridisegna la governance del trasporto pubblico in Calabria, istituendo una nuova società per azioni, ha iniziato il suo iter in quarta commissione, a Palazzo Campanella. Un iter che, si dice nei corridoi del Consiglio regionale, sarà rapidissimo, perché l’obiettivo è quello di portare il testo in aula a stretto giro. Forse già in occasione della seduta che dovrebbe essere fissata per il 6 o 7 agosto.
Tempi strettissimi, obietta qualcuno, per una riforma che spazza via un ente – Art-Cal, l’autorità regionale dei trasporti – per rimpiazzarlo con un altro. Non si tratta peraltro di una mera sostituzione di acronimi, perché il soggetto che nascerà sulla ceneri di Art-Cal – la nuova Agenzia per la mobilità in Calabria, in sigla Amcal – aggiungerà alle funzioni di regia e pianificazione dell’autorità anche compiti gestionali o fin qui in capo alla Giunta regionale. Richiederà inoltre, come SpA a capitale interamente pubblico, l’ingresso come soci, accanto alla Regione, anche di Province e Comuni. «Inaccettabile e inquietante» bollava la proposta nelle scorse ore l’ex presidente Mario Oliverio, richiamando la necessità di «un confronto pubblico ampio, trasparente e rigoroso».
L’ESAME IN COMMISSIONE
Giovedì scorso, intanto, in prima lettura, il progetto di legge ha incassato il parere favorevole degli uffici. C’è qualcosa da rivedere, hanno detto i dirigenti, ma invieranno le loro proposte di correzione. Per il resto, l’impianto complessivo del provvedimento, per la burocrazia regionale, è promosso. «È necessaria una profonda revisione del settore sotto il profilo infrastrutturale e organizzativo – ha detto Claudio Moroni, dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture – L’attuale sistema del trasporto pubblico locale, caratterizzato dal ricorso a proroghe e deroghe nell’affidamento dei servizi, ha mostrato evidenti limiti operativi».
Il dirigente del Dipartimento Agricoltura e Trasporti, Giuseppe Iiritano, ha ricordato che la legge del 2015 – quella che ora si andrebbe a riformare – «non ha trovato piena attuazione, anche a causa della mancata costituzione di alcuni organismi previsti dalla normativa». Ovvero l’Agenzia per le reti e la mobilità, anche questa concepita in forma di società per azioni e che sarebbe dovuta nascere con una scissione parziale di Ferrovie della Calabria.
«Un aggiornamento dell’assetto vigente» è quindi necessario, ha detto Iiritano. Della riforma Ferrari apprezza il servizio a chiamata «che consentirebbe di adattare l’offerta alla domanda effettiva, riducendo i costi di gestione» e l’accentramento di funzioni fin qui assegnate a organismi diversi in capo a un unico soggetto «con conseguenti benefici organizzativi, gestionali e fiscali». Un assetto, ha argomentato Iiritano, che «consentirebbe una gestione più efficace dei servizi, compresa la bigliettazione integrata, nonché l’acquisizione diretta dei mezzi di trasporto da parte della Regione, favorendo una più razionale utilizzazione delle risorse».
GLI INTERVENTI POLITICI
Il dibattito politico, in questa prima seduta, è stato abbastanza essenziale. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Angelo Brutto ha condiviso le finalità della riforma, soffermandosi sull’opportunità di evitare duplicazioni di servizi e valorizzare il trasporto a chiamata. Ha poi proposto di estendere le agevolazioni tariffarie agli studenti universitari e agli appartenenti alle Forze dell’ordine. Sul fronte dell’opposizione, il resoconto della seduta registra l’intervento della sola pentastellata Elisa Scutellà, che ha preso la parola per aderire alla proposta di Brutto. «La questione delle agevolazioni tariffarie richiede un approfondimento con il dipartimento Bilancio, per verificarne la sostenibilità finanziaria e la compatibilità con le risorse disponibili» ha avvertito Iiritano.
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