Addio a un’icona del Lago di Garda, al suo posto passerà la ciclovia: era la “Casa della Trota”
- Postato il 21 luglio 2026
- Notizie
- Di SiViaggia.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
La celebre Casa della Trota sul Lago di Garda, simbolo storico della zona rimasto inutilizzato per anni, viene trasformato in un progetto di rigenerazione ambientale. L'area sarà interessata da lavori di demolizione e bonifica paesaggistica, lasciando spazio a una nuova infrastruttura cicloturistica che collegherà le sponde del lago. Un intervento che combina la memoria storica con la modernizzazione della mobilità sostenibile e l'accessibilità turistica della regione.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Il paesaggio sul lago di Garda è pronto a cambiare a partire da uno dei suoi simboli più iconici: la Casa della Trota, l’edificio aggrappato alla roccia e un tempo hotel e ristorante di lusso, oggi entra nelle mani della provincia di Trento che ha un progetto ambizioso… trasformarlo per dare un nuovo passaggio alla ciclovia. Il luogo un tempo frequentato da campioni sportivi e attori sta per rinascere.
La Casa della Trota acquistata dalla Provincia di Trento
L’investimento da parte della provincia di Trento è stato significativo: la trattativa ha fatto concludere la vendita a 2,3 milioni di euro. Perché era così importante per il territorio entrarne in possesso? Il progetto è quello di sbloccare un nuovo passaggio per la Ciclovia del Garda intervenendo sulle parti prive di vincoli e deteriorate per demolirle; verrà invece mantenuto il nucleo più antico che sarà recuperato.
La ciclovia del Garda si amplia
Qual è l’obiettivo del progetto? Sicuramente ampliare la ciclovia del Garda offrendo un nuovo percorso. L’attività in programma dall’autunno prevede la rimozione dei ruderi e la pulizia della falesia per riportare a vista il vecchio sentiero che collegava il lago al tracciato del Ponale; attraverso quel percorso si poteva raggiungere la valle di Ledro. Il presidente Fugatti ha spiegato che l’operazione servirà a tenere insieme la mobilità sostenibile il recupero ambientale. Secondo il governatore verrà restituito valore a uno dei tratti più suggestivi dell’Alto Garda con una soluzione costosa che ha però evitato un intervento decisamente più impattante nella costruzione della ciclovia.
Grazie a questo investimento si potrà sostituire il tutto con un percorso all’aperto di circa 300 metri con una vista sul lago tra le zone della galleria Orione e della foce del Ponale per collegarsi poi alle gallerie dei Titani e Aurora.
Secondo le previsioni i lavori dovrebbero partire a ottobre 2026, dopo che la stagione turistica più intensa è stata ufficialmente lasciata alle spalle; la Regione si aspetta vantaggi economici e tecnici per questa operazione che il presidente Maurizio Fugatti ha presentato come capace di tenere insieme mobilità sostenibile e recupero ambientale.
La storia della Casa della Trota
Se osserviamo lo stato attuale sembra difficile pensarlo, ma la Casa della Trota è stata per anni un simbolo luxury del turismo sul lago di Garda tanto da aver portato la fama di Riva del Garda oltre i confini nazionali. Andiamo indietro nel tempo quando nell’Ottocento già esisteva un’osteria proprio lì ma è con l’apertura della Gardesana e il progetto del ristoratore Mitzi Cicciarello che negli anni ’30 la location fu trasformata in un locale chic con piatti del territorio proponendo un menù a base di pescato locale con la trota freschissima in varie versioni.
Il boom economico del dopoguerra fece il resto alimentando la crescita del ristorante fino a rendere possibile la creazione di un albergo esclusivo con camere dotate di una vista pazzesca e una veranda a sbalzo da sogno, l’hotel Ponale è diventato un punto di riferimento per il territorio.
Fino alla fine degli anni Settanta l’albergo Ponale-Casa della Trota restò un punto fermo del turismo gardesano. Tra gli ospiti, nomi che oggi fanno un certo effetto: Fausto Coppi, l’attrice Monica Vitti (all’anagrafe Maria Luisa Ceciarelli) e persino l’ex cancelliere tedesco Willy Brandt.