Omicidio di Luigi Esposito: il giornalista prima sparato e carbonizzato. Disposta l’autopsia
- Postato il 20 luglio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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A Eboli si consuma un crimine efferato: il giornalista sportivo Luigi Esposito è stato ucciso con colpi di arma da fuoco e successivamente bruciato. Le modalità omicidio richiamano le pratiche violente dei cartelli criminali organizzati. Le autorità hanno disposto l'autopsia per il 21 luglio 2026, al fine di determinare le cause precise del decesso e raccogliere elementi investigativi. Il caso solleva interrogativi sulla sicurezza dei professionisti dell'informazione in Italia.
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Omicidio di Luigi Esposito: il giornalista prima sparato e carbonizzato. Disposta l’autopsia
Omicidio a Eboli, domani 21 luglio 2026 si svolgerà l’autopsia del giornalista sportivo Luigi Esposito, ucciso e dato alle fiamme.
Giornalista ucciso a colpi di pistola, cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme. Come avviene per tanti cronisti morti per mano dei cartelli criminali messicani. Questa volta il delitto in stile narcos ha come teatro Eboli, cittadina della costa salernitana. La vittima è il giornalista sportivo Luigi Esposito (noto come Luca) era originario di Nocera Inferiore, nel Salernitano: il cronista si dedicava esclusivamente al racconto del rettangolo verde, seguendo da vicino la Salernitana e i campionati di Serie C. Non era sposato e non aveva figli. Il delitto è avvenuto a Eboli, territorio con il quale non sembra avesse legami: Esposito era originario di Nocera Inferiore e, da quanto emerge, risiedeva poco nella Valle dell’Irno.
IL RITROVAMENTO DEL CADAVERE DEL GIORNALISTA ESPOSITO A EBOLI E L’AVVIO DELLE INDAGINI DELLA PROCURA PER OMICIDIO
Sarebbe stato ucciso a colpi di pistola (i carabinieri avrebbero recuperato dei bossoli) e poi dato alle fiamme tra la vegetazione. Alle 3 del mattino di domenica 19 luglio i vigili del fuoco sono intervenuti in via Contrada Bivio Cioffi, a Eboli, per spegnere un piccolo incendio che si presentava come un comune rogo di sterpaglie: durante lo spegnimento hanno rinvenuto il corpo, devastato dalle fiamme tanto che in un primo momento non era stato possibile determinare se si trattasse di un uomo o di una donna. Poi la svolta nelle indagini con il ritrovamento della vettura di Esposito, e i controlli che hanno permesso di accertare come dell’uomo si fossero perse le tracce. Sul caso indaga la procura di Salerno, diretta da Raffaele Cantone.
Gli investigatori, nel massimo riserbo, stanno lavorando su ogni fronte per comprendere quale sia il movente di questo delitto. A lui i carabinieri sono arrivati soprattutto grazie all’auto ritrovata a due passi, intestata appunto a Luigi Esposito. Una volta che l’autopsia avrà confermato che si tratti proprio di lui, le indagini si concentreranno soprattutto su due domande: chi e perché. Soprattutto, non è chiaro se l’omicidio possa essere maturato per ragioni legate al suo lavoro giornalistico oppure per altre ragioni. Iscritto all’albo dei pubblicisti, non aveva mai lavorato ad inchieste di cronaca nera o giudiziaria, cosa che farebbe escludere un coinvolgimento della criminalità nell’esecuzione. Gli investigatori stanno ascoltando amici, colleghi e conoscenti per ricostruire anche la rete di relazioni personali di Esposito.
IL PROFILO DELLA VITTIMA DELL’OMICIDIO: IL GIORNALISTA LUCA ESPOSITO, LA CARRIERA NEL GIORNALISMO SPORTIVO E LE REAZIONI DEGLI ORDINI
Esposito, 53 anni, di cui era stato erroneamente detto in un primo momento che fosse un dirigente dell’Arpac (agenzia regionale per l’ambiente) ma con la quale non ha in realtà alcun rapporto lavorativo, era noto come giornalista pubblicista in ambito sportivo: collaborava con il quotidiano La Città di Salerno, con l’emittente tv Ottochannel e dirigeva il sito di informazione calcistica Tuttosalernitana.com. All’anagrafe Luigi, si faceva chiamare da sempre Luca e così firmava i propri articoli e servizi televisivi. Laureato in biologia e con una seconda laurea in lettere, era appassionato da sempre di sport. Seguiva la Salernitana e le altre squadre di Serie C. Era un opinionista Tv ed editorialista.
Nato il 4 luglio 1973, era iscritto all’Ordine dei Pubblicisti della Campania dal 2012. Ai suoi 15mila follower su Instagram parlava di sport e di calciomercato. Chi ha blavorato con lui lo descrive come un professionista «senza peli sulla lingua, che difendeva con forza le sue idee, soprattutto quelle sportive». Nell’ambiente giornalistico c’è sconcerto per la morte di Esposito, soprattutto per la modalità con cui è stato ucciso. Non era sposato né aveva figli. Alcuni escludono che il movente sia da ricercare nell’attività professionale, poiché si occupava principalmente di sport.
«UNA MORTE INAUDITA»
L’Ordine dei giornalisti della Campania, presieduto da Ottavio Lucarelli, chiede alle forze dell’ordine e alla magistratura che «si faccia chiarezza sulla morte di Luigi Esposito, fatto di una gravità inaudita».
«Massima chiarezza sul barbaro omicidio del giornalista Luigi Esposito» viene chiesta, infine, dal sindacato dei giornalisti Figec. La Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, componente dell’organismo permanente del “Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sottolinea, infatti, che “un assassinio gravissimo, come quello del giornalista campano, impone il massimo sforzo per accertarne al più presto il movente e assicurare alla giustizia i responsabili”.
IL CORDOGLIO E IL RICORDO DI OTTOCHANNEL PER IL PREZIOSO COLLABORATORE
«La notizia della scomparsa di Luca Esposito ci lascia sconvolti e addolorati, ma soprattutto increduli rispetto all’orribile esecuzione di cui è stato vittima». A dirlo, in una nota, il direttore di OttoChannel, Pierluigi Melillo, per il quale Esposito collaborava come opinionista. «Luca – si legge nella nota – è stato per noi un prezioso collaboratore come opinionista, certamente scomodo ma mai banale e soprattutto sempre coraggioso nel difendere le sue opinioni sul mondo del calcio. In questo momento difficile ci stringiamo alla famiglia che vive un dolore cosi terribile e speriamo che le forze dell’ordine possano fare piena luce su una tragedia che suscita forte preoccupazione nell’opinione pubblica, assicurando i responsabili alla giustizia. Come Otto Channel siamo profondamente addolorati anche perché Luca sarebbe stato per la prossima stagione uno degli opinionisti di punta delle nostre trasmissioni sportive. Con Annibale Discepolo avrebbe riformato una coppia divertente e brillante nella trasmissione dedicata all’Avellino calcio. Luca era popolarissimo e faceva discutere, sempre e comunque».
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Omicidio di Luigi Esposito: il giornalista prima sparato e carbonizzato. Disposta l’autopsia