Tragedia Ceriale, in migliaia alla “passeggiata solidale” per Sofia e Emma. La mamma: “La giustizia farà il suo corso”
- Postato il 22 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Ceriale. Ceriale abbraccia Sofia ed Emma, le due ragazze rimaste coinvolte nel terribile incidente avvenuto tre notti fa lungo la via Aurelia. Una marea umana si è mossa tra le strade della cittadina. Ceriale cammina insieme, in silenzio per Sofia e con speranza per Emma.
Questa sera in migliaia, con un palloncino bianco, si sono ritrovati in piazza della Vittoria per la camminata per le strade del paese promossa dall’associazione Young Ceriale per condividere, in maniera collettiva, il dolore ed il lutto innescati dal terribile evento che è costato la vita a Sofia Barberi e per mantenere accesa la speranza per Emma, che è ancora ricoverata in prognosi riservata in rianimazione a Santa Corona.
Tantissimi giovani e diversi sindaci e amministratori del territorio.
“Ceriale questa sera è tutta qui in piazza. Guardiamo soprattutto i giovani, vogliamo dirvelo chiaramente. Le ragazze e i ragazzi che vogliamo sono questi. Quelli che stasera hanno lasciato il divano, gli impegni, le scuse e sono scesi in strada per stare vicino a queste ragazze che magari non conoscono personalmente ma che sentono tutti come parte di questa comunità”, le parole che aprono la serata di una rappresentante dell’associazione.
“Sofia ed Emma hanno 22 anni, un’età fatta di sogni ancora da costruire, di strade da scegliere, di amori da vivere, di lavoro, di studi, di vita vera davanti, di concerti di Vasco da andare a vedere insieme. Sono legate da qualcosa che va oltre l’amicizia, gli amici che diventano la famiglia che ti scegli, quelli con cui condividi tutto. Legami forti, legami che restano, sempre. Quello che è successo ci ha toccati nel profondo, come comunità, come genitori, come amici. Ci ha toccato ancora di più perché Barbara è una di noi. Stasera il nostro pensiero va a lei, a Sofia e a Emma che sta lottando con tutta la forza che le auguriamo di trovare”, prosegue.
“Come genitori sappiamo che la perdita di un figlio è il dolore più contronatura che esista. Non c’è ordine delle cose che lo preveda, non c’è parola che lo giustifichi. In questi giorni attorno a questa tragedia si è creato un rumore che ci ha fatto ancora più male. Ci siamo sentiti impotenti, arrabbiati, immagini condivise, commenti scritti senza pensare, una storia trattata come spettacolo, il dolore di persone reali trasformato in contenuto. Esattamente da qui dobbiamo partire, da qualcosa di cosi doloroso deve nascere qualcosa di buono. La conferma se mai ce ne fosse ancora bisogno è che i ragazzi hanno bisogno di noi: di adulti presenti, non distratti. Una comunità che non guarda dall’altra parte – aggiunge -. Quello che è successo a Sofia ed Emma ci ha resi più consapevoli e più motivati, ci spinge a credere ancora di più che progetti come il nostro e tanti altri abbiano un senso profondo di esistere. Dare ai ragazzi i mezzi per vivere questo mondo con consapevolezza e rispetto, un’educazione affettiva e digitale che li renda più consapevoli dell’altro, empatici, li renda consci che il virtuale è reale, che il male non fa più views, non fa più engagement e non dovrebbe mai diventare intrattenimento”.
“Per questo stasera vi chiediamo un gesto piccolo ma che per noi ha un significato grande: lasciate il telefono a casa, se lo avete con voi spegnetelo, non per uno scatto, non per una stories, non per un video, spegniamo i riflettori, abbassiamo i toni, lasciamo spazio solo al silenzio, ai nostri pensieri e un po di riflessione vera, fatta camminando fianco a fianco guardandoci negli occhi invece che attraverso lo schermo. Camminiamo per Sofia, camminiamo con la forza che vogliamo arrivi a Emma, camminiamo per tutti i ragazzi qui presenti perché come canta Vasco ‘siamo tutti in fondo un po’ anime fragili’ e proprio per questo abbiamo bisogno gli uni degli altri. Questa sera Barbara è qui con noi e come potete facilmente intuire non è stato facile essere qui con noi per lei e stare in mezzo a così tante persone che le vogliono bene. Vi chiediamo l’accortezza di rispettare il suo dolore e la sua voglia di stare in disparte. Grazie per la comprensione”, conclude dal palco.
E poi via si parte per la marcia. A far da colonna sonora alla serata le canzoni di Vasco, uno dei cantanti preferiti dalle due inseparabili amiche. Tanta commozione e tanto dolore.
Infine, una volta tornati in piazza della Vittoria la mamma di Sofia è salita sul palco: “Ho ancora mia figlia Aurora lotterò per lei fino alla fine, io farò una guerra per tutto quello che mi stanno facendo sui social”.
“Ora lasciatemi seppellire mia figlia poi farò di tutto perché i responsabili di quanto accaduto paghino – prosegue Barbara De Stefano – la giustizia farà il suo corso. Voglio che le istituzioni facciano qualcosa per fermare quello che sta accadendo sui social: i video ci stanno rovinando la vita. Ora chiedo solo che mi facciano seppellire mia figlia in pace”.
E poi un ringraziamento a chi ha condiviso con la famiglia questi momenti tragici: “Ci siete stati tanto vicino, e ci ha aiutato. Ho avuto la forza di scendere perché mia figlia non mi avrebbe mai permesso di chiudermi in me stessa, grazie a tutti”, conclude la mamma della ventitreenne.
Sul palco anche il papà di Emma, Marco: “Sofia la conoscevo bene era la migliore amica di mia figlia. Era il giorno del 50esimo compleanno e siamo rimasti affascinati con mia moglie dalla sua limpidezza, una persona speciale e mia figlia lo ha capito subito”.
“Una parte di Sofia è in Emma, la parte di Sofia rimarrà dentro Emma, per sempre“, aggiunge.
Sul palco anche la sorella di Paolo Sarullo e la mamma: “Noi questo dolore lo capiamo, perché ci è successo due anni fa. Il fatto che siamo qui tutti insieme è sinonimo di forza: quella che trasmettiamo alla famiglia. Avete contribuito alla rinascita di Paolo, abbiamo fatto un appello come fondazione per un incontro con la premier Meloni, le istituzioni devono schierarsi dalla parte delle persone per bene”.
“Questa battaglia la faremo insieme. Ci saranno Emma insieme a Paolo per combattere questa battaglia insieme a noi. L’odio non va fomentato con i social, non è quello che vogliamo. Combatteremo per Sofia ma vi posso dire che non sarete mai soli”.
A chiudere il tutto la canzone Albachiara, come alla fine di ogni concerto di Vasco.
Cosa è successo
Nell’incidente sono rimaste coinvolti uno scooter, sul quale viaggiavano le due ragazze, e una Fiat 500. Il violento impatto non ha lasciato scampo a Sofia Barberi, figlia dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ceriale Barbara De Stefano, deceduta dopo essere arrivata in ospedale. Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 con automedica, la Croce Bianca di Albenga, la Croce Rossa di Ceriale, i vigili del fuoco e i carabinieri. Come di prassi in questi casi, il Pm incaricato di occuparsi del caso ha disposto l’esame autoptico.
Mentre l’altra ragazza, Emma Brasca, che era alla guida dello scooter è ricoverata ancora in prognosi riservata al Santa Corona di Pietra Ligure. A causa delle gravissime ferite riportate, i medici dell’ospedale Santa Corona hanno dovuto amputarle un piede.
La conducente della Fiat 500 è stata deferita in stato di libertà alla locale Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di omicidio stradale (art. 589-bis c.p.) e lesioni personali stradali gravissime (art. 590-bis c.p.).
All’esito dei primi accertamenti, alla conducente dell’autovettura – una ragazza neopatentata da appena tre mesi – è stata immediatamente ritirata la patente di guida. La giovane è stata contestualmente sottoposta agli accertamenti di rito per verificare l’eventuale presenza di uno stato di alterazione psicofisica al momento dell’impatto, con esito negativo.