Tra dazi, sovranismo e rinuncia all’istruzione, l’America si avvia verso il suo declino
- Postato il 3 aprile 2025
- Blog
- Di Il Fatto Quotidiano
- 1 Visualizzazioni
.png)
di Carmelo Zaccaria
Nel grande libro del Tao c’è scritto: “Gli esseri giungono al culmine della forza, poi declinano”. La storia antica, da Atene a Roma, dalla Francia di Carlo Magno all’Inghilterra vittoriana, dimostra che anche alle nazioni è riservato lo stesso destino. Nel presente, l’America sembra trovarsi in un una parabola discendente molto simile. L’apice del suo vigore è stato superato, la sua “spinta propulsiva” esaurita, non ha più molto da dire al mondo. Ciò non significa che nell’immediato debba estinguersi come potenza mondiale, però può cessare di essere quella società che, nel bene e nel male, abbiamo sempre considerato all’avanguardia, dove sono nate le migliori idee e nuovi modelli di vita, dove sono germogliate le tendenze culturali e le tecnologie più innovative.
L’America che abbiamo tanto ammirato, ma anche tanto avversato, sembra aver smesso di aggiornarsi, di rigenerarsi, di presentarsi come guida e baluardo dei più fervidi principi democratici. Le carte, direbbe Donald Trump, stanno passando di mano, e velocemente. L’America da qualche tempo sembra disattenta, non si prende più cura di se stessa, avvolta nella sua megalomane mestizia, incurvata in quella che Massimo Recalcati ha chiamato deriva “melanconica”, non riesce più a guardare quale mondo gli viene incontro, non mostra più alcun desiderio di evolversi in un nuovo progetto di American dream, di sperimentare forme aggiornate di empatia opponendo, come tutte le società declinanti, lo scudo arcigno del disprezzo e dell’intolleranza.
La modernità inquieta non rappresenta più il suo campo da gioco. Il sovranismo imperante di Trump, sbrigativo e impertinente, non tollera alcun confronto, snobba le altrui ragioni, rigetta le criticità della società contemporanea facendo mostra dei muscoli. Si mette a guardia del mondo, ma si rifiuta di comprenderlo. L’idea sovranista è quella di potercela fare da soli, quella di voler costruire la Pax Trumpiana sulla punta delle baionette, calpestando norme e diritti acquisiti o sfilandosi da accordi internazionali ampiamente consolidati. E naturalmente si sfila dall’istruzione. Il popolo bue, privo di mezzi cognitivi ha sempre avuto un fascino particolare su ogni comandante in capo che pensa di poterlo sottomettere al suo volere incondizionato.
La mossa di Trump di affidare il dipartimento dell’Istruzione a Linda McMahon con l’incarico di delegare la didattica alle comunità locali ne è una prova emblematica. Ed è proprio da brividi ciò che ha detto la signora dopo il suo insediamento: “Come madre e nonna – ha dichiarato – so che non c’è nessuno più qualificato di un genitore per decidere al meglio l’istruzione dei propri figli”.
L’istruzione e il dispotismo sono i due lati nevralgici della stessa medaglia. Il sovranismo populista si nutre di questa ambivalenza e scaccia l’istruzione come inutile e dannosa, mentre preserva l’arte bellica, la sola capace di sobillare e ammansire gli animi inquieti, di far presa sulla paura e sulla frustrazione della gente smarrita, in cerca di protezione. Le armi, in mano alla spocchia del sovranista, legittimano l’arroganza e l’esclusività del potere, anche quando afferma, proditoriamente, di cercare la pace, mentre l’istruzione ne denuncia l’imbroglio, ne inibisce la soverchieria.
Senza cultura non c’è differenza. Dentro uno stato di ignoranza consapevole e compiaciuta rimane tutto piatto e amorfo, per cui viene legittimato ogni forma di sadismo ed ogni prepotenza. Trump nasconde l’istruzione al popolo, gettando le basi per far crescere le prossime generazioni allo sbando, accondiscendenti, inesperti di mondo, prive di senso critico, facile preda di messaggi retrivi e istinti bestiali. Ogni autocrate, nel suo piccolo, dà per scontato il principio che per vincere non c’è bisogno di istruzione, a sua volta considerata una merce urticante. L’ignoranza tuttavia è un dogma insopportabile e lo è persino per uno come Trump che si compiace della sua ignoranza e odia sentirsi meno ignorante di qualcun altro.
Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!
L'articolo Tra dazi, sovranismo e rinuncia all’istruzione, l’America si avvia verso il suo declino proviene da Il Fatto Quotidiano.