Taranto, omicidio Sako Bakari, il parrocco: «È razzismo»
- Postato il 12 maggio 2026
- Omicidio
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Taranto, omicidio Sako Bakari, il parrocco: «È razzismo»
Omicidio a Taranto, Sako Bakari ucciso da un gruppo di giovani. Fermati cinque ragazzi. Il parroco: «Muore due volte, anche per chi giustifica».
Un’alba qualunque si è trasformata in tragedia nel cuore della città vecchia di Taranto, dove Sako Bakari, 35enne originario del Mali, è stato ucciso con diverse coltellate in piazza Fontana, sabato 9 maggio 2026.
Una violenza improvvisa, brutale, che ha lasciato la città sotto shock e aperto una ferita profonda nel tessuto sociale.
OMICIDIO A TARANTO, LA DINAMICA DEI FATTI
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo sarebbe stato circondato da un gruppo di giovani e aggredito con pugni e spintoni. Poi il tentativo disperato di fuga, interrotto dalla rincorsa degli aggressori.
A colpire sarebbe stato un ragazzo di appena 15 anni, che avrebbe sferrato tre fendenti all’addome con un’arma da taglio. Ferite rivelatesi mortali.
Per il delitto sono stati fermati quattro minorenni e un 20enne. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli inquirenti.
«Abbiamo la vergogna sul volto»: la denuncia del parroco
A scuotere ulteriormente le coscienze sono le parole di don Emanuele Ferro, parroco di San Cataldo, che parla apertamente di razzismo e responsabilità collettiva.
«Abbiamo la vergogna sul volto», afferma. Poi l’accusa che pesa come un macigno: «Muore due volte questa giovane vittima: la prima per la futilità armata dal razzismo, la seconda per mano di chi giustifica e non invoca la vera giustizia».
Parole che riflettono un dolore che va oltre il singolo episodio e chiama in causa l’intera comunità.
Una città ferita, tra rabbia e interrogativi
L’omicidio di Bakari riaccende il dibattito su violenza giovanile, integrazione e clima sociale. Taranto si ritrova oggi a fare i conti con una vicenda che non è solo cronaca, ma specchio di tensioni più profonde.
Le indagini proseguono per chiarire ogni responsabilità, mentre resta forte la richiesta di giustizia e verità.
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Il Quotidiano del Sud.
Taranto, omicidio Sako Bakari, il parrocco: «È razzismo»