Stellantis non è al collasso
- Postato il 10 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Stellantis non è al collasso

Caso Stellantis, l’assessore regionale Francesco Cupparo rassicura sul futuro del polo automobilistico di Melfi, ma rilancia sui settori emergenti. L’assessore sottolinea il rapporto coi lucani ai vertici della casa automobilistica
QUELLO che stanno attraversando il polo dell’automobile di Melfi e quello dei divani di Matera non è un «collasso» né un «cataclisma», ma la manifestazione «di una stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero regionale, legata ai cambiamenti tecnologici, ai costi energetici, alla concorrenza internazionale e alla riorganizzazione delle catene produttive».
IL RAPPORTO PRIVILEGIATO DELLA BASILICATA CON STELLANTIS
D’altronde una regione come la Basilicata può ancora contare su un rapporto privilegiato con i dirigenti lucani di Stellantis.
È questo il messaggio rassicurante lanciato ieri, venerdì 9 gennaio 2026, dall’assessore regionale alle attività produttiva Francesco Cupparo (Fi).
In assenza – causa influenza – del governatore Vito Bardi, è toccato a Cupparo rappresentare l’amministrazione di via Verrastro durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale convocata su richiesta della minoranza per affrontare le principali crisi industriali in Basilicata.
LE RASSICURAZIONI DELL’ASSESSORE CUPPARO
Di fronte a un paio di centinaia di lavoratori accorsi a Potenza per presidiare il parlamentino lucano, oltre ai sindaci dei comuni di Rapolla e Melfi, Biagio Cristofaro e Maglione, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Basilicata, Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli, e il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa Melfi, Ciro Fanelli, l’assessore alle Attività produttive ha annunciato l’intenzione di «investire in un un nuovo polo strategico nei settori emergenti, fondato sulle competenze già presenti». Quindi: «meccatronica, componentistica energetica, lavorazioni tecnologiche avanzate».
STELLANTIS, INVESTIMENTI E MELFI
Cupparo ha precisato che si tratta di un investimento «non per sostituire l’automotive, ma per affiancarlo, rafforzando la resilienza del sistema produttivo regionale». Tanto più che gran parte dell’indotto della grande fabbrica di Melfi «non ha intercettato le nuove forniture».
«Siamo dentro una cruciale fase di transizione seria, complessa, che richiede governo, visione e responsabilità istituzionale». Ha aggiunto l’assessore. Prima di sottolineare che il nuovo management di Stellantis «vede oggi ai vertici figure tecniche cresciute professionalmente a Melfi e lucane di origine». Una circostanza che «sicuramente facilitare le interlocuzioni necessarie» per rilanciare la produzione e rassicurare le migliaia di lavoratori coinvolti.
CUPPARO: «TUTTO PARTE DA MELFI»
«È stato più volte affermato pubblicamente che “tutto parte da Melfi”». Ha concluso l’assessore. «Questo fatto ha rappresentato, per noi, non solo un motivo di orgoglio, ma anche una leva istituzionale importante. Infatti, abbiamo intensificato le interlocuzioni con Stellantis affinché questa forte presenza lucana ai vertici del gruppo possa tradursi in scelte industriali concrete su Melfi, con nuovi investimenti, nuova capacità produttiva e una prospettiva stabile di lungo periodo».
IL DIBATTITO
Dopo la relazione dell’assessore si è aperto un dibattito al termine del quale sono state annunciate due risoluzioni che saranno illustrate e messe ai voti durante la prossima seduta consiliare, prevista per martedì 13 gennaio.
Dalla minoranza, in particolare, è emersa un’analisi condivisa su una crisi industriale profonda e diffusa. Criticata l’assenza di una strategia regionale organica e di una vera politica industriale, a fronte di promesse nazionali non tradotte in risultati concreti e di «una Regione spesso assente anche fisicamente dai presìdi dei lavoratori».
STELLANTIS, LE RICHIESTE
Di qui la richiesta «di superare l’assistenzialismo e di puntare su re-industrializzazione, attrazione di nuovi investimenti, riduzione del costo dell’energia e del lavoro, semplificazione burocratica, infrastrutture, ricerca e innovazione». Forte anche il richiamo all’unità tra politica, sindacati e imprese e alla costruzione di un “patto per la Basilicata”.
Di una crisi industriale come «fenomeno di lungo periodo, inserito in una trasformazione europea e globale che investe automotive, manifattura ed energia, e che non può essere affrontato con risposte strutturali», invece ha parlato la maggioranza. Difendendo l’azione dell’amministrazione in carica e chiedendo l’apertura, a Roma, di una vera e propria “vertenza Basilicata”.
LA VERTENZA BASILICATA
Dalla maggioranza hanno anche sottolineato la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche e le polemiche sulle responsabilità storiche, puntando invece su unità politica e sociale, collaborazione con il governo nazionale e accordi anche interregionali.
Al termine della seduta lo stesso ha incontrato i sindacati e i lavoratori dei due comparti in crisi.
«La concretezza deve essere la vera risposta alla crisi». È stato il commento del sindaco di Melfi Maglione. «La ripartenza infatti deve riguardare non solo Stellantis, ma tutta l’area industriale di Melfi».
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