Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Spero che Torino non imiti Roma nello scempio delle piazze senza alberi

  • Postato il 4 agosto 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Spero che Torino non imiti Roma nello scempio delle piazze senza alberi

Scrissi tanti anni fa, esattamente il 26 settembre 2015, un pezzo qui su Il Fatto, intitolato “Giubileo 2015, opere di sobrietà o di banalità”, denunciando uno scempio che si stava preannunciando e cioè l’asfaltatura di piazza Esedra e di altre vie del centro storico di Roma. Intervennero Alessandro Onorato, all’epoca all’opposizione della Giunta Marino, e diversi cittadini indignati, scrissero poi anche nei commenti del post i selciaroli, che amano più di tutti la tipica pavimentazione romana, non solo bella ma più salutare dell’asfalto.

Ora in tutto il mondo, tenuto conto dei devastanti cambiamenti climatici, si stanno prendendo contromisure per evitare che la terra delle nostre città sia un attrattore di calore, il cosiddetto depaving, ossia la pratica di rimuovere l’asfalto e il cemento dalle aree urbane per restituire permeabilità al suolo; ne ho scritto una settimana fa su Il Corriere della Sera ed. Torino. Roma che ha una buona percentuale di verde, considerando i tanti parchi urbani, sta viceversa attuando una politica di non manutenzione delle alberature cittadine, specie degli iconici pini marittimi, così tipici, tanto da aver ispirato ad Ottorino Respighi una delle sue opere più belle. Ma lo scempio più evidente è il restyling del piazzale antistante la Stazione Termini, frutto di un bando, ahimè poco attenzionato, come scelta del progetto vincitore.

Una spianata di cemento senza un filo d’erba, brutta a vedersi e terribile a passarci, tenuto conto anche che, per molti turisti è la prima immagine di Roma che vedono. Non vorrei che a Torino, per imitazione, il Comune bandisse un concorso per la nuova sistemazione di piazza Carlo Felice, ora un oasi di verde con alberi d’alto fusto, davanti alla Stazione di Porta Nuova.

Già il restyling di via Roma, che è la direttrice dalla stazione al centro, è stato oggetto di un costosissimo quanto imbarazzante progetto. Purtroppo i sindaci sono dotati di un potere assoluto, quasi dittatoriale e le proteste dei cittadini non valgono nulla. Mi ricordo il caso della piazza della Stazione di Milazzo, dove i cittadini si mossero, appena venuti a conoscenza di una folle idea che prevedeva di abbattere sia alberi secolari che la fontana storica. Fui contattata da alcuni di loro e ne scrissi qui su Il Fatto Quotidiano: seguirono vibranti proteste in tutte le fasi di attuazione del progetto ma il sindaco pervicacemente andò avanti nella sua furia devastatrice, anzi irridendo sia i suoi concittadini che me, rea di averne scritto e fatto quasi quotidiane dirette su una tv locale.

L’aspetto più sorprendente è che, quando si critica un progetto, la risposta è sempre che si era trattato di un bando, quasi a sfilarsi da responsabilità senza aggiungere che tali bandi vengono poi esaminati dal Comune stesso. A volte ho l’impressione che gli articoli 9 e 41 della Costituzione, che tutelano il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione, non siano mai stati letti dai nostri Amministratori che deturpano anziché tutelare la bellezza delle nostre città.

L'articolo Spero che Torino non imiti Roma nello scempio delle piazze senza alberi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti