Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Spedizione punitiva dalla Calabria alla Valtellina, gruppo di fuoco partito da Crotone

  • Postato il 8 ottobre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Spedizione punitiva dalla Calabria alla Valtellina, gruppo di fuoco partito da Crotone

Il Quotidiano del Sud
Spedizione punitiva dalla Calabria alla Valtellina, gruppo di fuoco partito da Crotone

Sono di Crotone tre dei sei arrestati per una spedizione punitiva in Valtellina, sullo sfondo uno sgarro per un debito di droga


CROTONE — Un viaggio di quasi tremila chilometri tra andata e ritorno per riscuotere un debito e compiere una spedizione punitiva armata nel parcheggio di un centro commerciale in Lombardia. Sono crotonesi tre dei sei arrestati su ordine del gip di Sondrio Antonio De Rosa, nell’ambito di un’inchiesta che documenta una spregiudicata trasferta. In carcere sono finiti Gianluca Sitra, di 51 anni, ritenuto al vertice e mandante, Leonardo Maria Mannarino e Adam Bensaci, ventenni, considerati gli esecutori materiali del tentato omicidio. In carcere, per traffico di stupefacenti, anche gli albanesi Artan Xhelilli e Xhulio Rexepi e il lombardo Filippo Gianoncelli. Al centro delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Sondrio supportati dai loro colleghi di Crotone, una fibrillazione feroce legata al controllo del traffico di stupefacenti e a un credito non onorato di 5.500 euro. Un conto in rosso che ha fatto scattare la mobilitazione di un vero e proprio “gruppo di fuoco” partito direttamente dalla Calabria con due auto.

LEGGI ANCHE: Operazione “Lampo”, 6 arresti, commando calabrese in Valtellina per tentato omicidio – Il Quotidiano del Sud

La trasferta in parallelo e l’incontro a Sondrio

La ricostruzione investigativa, avvalorata dai tabulati telefonici e dai lettori di targa, fotografa una pianificazione meticolosa. Tra il 30 giugno e il primo luglio scorsi, i tre calabresi lasciano Crotone muovendosi in parallelo. Sitra, insieme a un quarto uomo, utilizza un’Audi “A3” noleggiata a Cutro, mentre Mannarino e Bensaci pernottano viaggiano a bordo di una Volkswagen “Golf”. Sostano in due hotel poco distanti, nel Parmense.

Il 2 luglio i due equipaggi convergono a Sondrio. Dalle immagini delle telecamere e dai tabulati dei cellulari emerge che le auto viaggiano a brevissima distanza l’una dall’altra. Nel capoluogo valtellinese Sitra, ritenuto anche al vertice di un giro di drogam incontra il referente locale, il cittadino albanese Artan Xhelili, per pretendere i 5.500 euro di mancato guadagno derivante da una partita di droga. L’incontro non sortisce l’effetto sperato. Xhelili non paga. È a quel punto che, secondo gli inquirenti, scatta l’ordine punitivo.

Tra “roba buona”, “porcheria” e minacce di morte

Il livello dello spessore criminale e la natura dei traffici emergono in modo plastico dalle intercettazioni telefoniche e ambientali agli atti dell’inchiesta. In una conversazione chiave intercettata, Sitra discute apertamente di ingenti quantitativi di stupefacenti e menziona la qualità della merce contrapponendo «quella buona» alla «porcheria» trattata da altri sodali.

La tensione per i soldi non versati si trasforma rapidamente in terrore puro. Nelle carte compaiono i messaggi espliciti che Xhelili, pressato dai calabresi, invia a un intermediario locale per avvisarlo delle conseguenze. «Lui vuole 5.500 euro adesso che ha perso ieri… Se lui viene da te non è una bella cosa… Ti ammazza». La stessa vittima designata comprende che l’albanese è solo un livello intermedio e che dietro di lui ci sono i calabresi, ben più pericolosi e disposti a tutto pur di lavare l’affronto.

La sparatoria a Castione Andevenno

Il pomeriggio del 2 luglio, la situazione degenera drammaticamente nell’area commerciale di Castione Andevenno. Mannarino e Bensaci intercettano la Mercedes di Xhelili. Secondo quanto confermato dai testimoni oculari, Mannarino spruzza spray al peperoncino al volto dell’albanese per neutralizzarlo, mentre Bensaci impugna una pistola calibro 9×21.

Il piano omicida fallisce solo per una serie di circostanze fortuite. Bensaci preme ripetutamente il grilletto ma l’arma si inceppa. Incurante del malfunzionamento, l’indagato scarrella per due volte l’arma ed esplode un colpo che si conficca nella portiera posteriore della vettura, mentre la vittima riesce miracolosamente a scappare. Per il giudice, la determinazione omicida è inequivocabile. I due giovani sono partiti dalla Calabria come braccio armato per difendere la reputazione criminale e l’autorità di Sitra, poiché tornare a mani vuote da una missione di riscossione avrebbe rappresentato uno “sgarro” intollerabile nei circuiti criminali d’origine. Anzi, come scrive il pm nella richiesta di misura, lo spessore criminale di Sitra sarebbe “diminuito” pur in presenza di quel debito non rilevante. Uno sgarro, insomma, pagato «a caro prezzo». L’ordinanza del gip di Sondrio smantella così un asse criminale tra la fascia jonica calabrese e la Valtellina.

Il Quotidiano del Sud.
Spedizione punitiva dalla Calabria alla Valtellina, gruppo di fuoco partito da Crotone

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti