Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Sicurezza, incontro a Roma tra la sindaca Salis e il ministro dell’Interno Piantedosi

  • Postato il 6 agosto 2026
  • Copertina
  • Di Genova24
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Sicurezza, incontro a Roma tra la sindaca Salis e il ministro dell’Interno Piantedosi

Genova. Un piano di azione mirato per la sicurezza in centro storico. Riparte da qui, per ora, il dialogo tra il Comune di Genova e il ministero dell’Interno, arenato, nei giorni scorsi, sulle questioni di taser e cpr.

Un’azione per potenziare la presenza delle forze dell’ordine e coordinarla con quella della polizia locale nella “città vecchia”, al centro di numerosi episodi di degrado e criminalità, è stato uno dei punti affrontati questa mattina a Roma in un incontro che ha visto allo stesso tavolo la sindaca di Genova Silvia Salis e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“L’incontro di oggi è stato fondamentale per chiarirsi dopo mesi di interlocuzioni a distanza e ringrazio il ministro Piantedosi per la disponibilità dimostrata a ricevermi e ad ascoltare le richieste della città – ha detto Salis – Se da un lato, i dati sulla criminalità mostrano un lieve decremento, dall’altro siamo perfettamente consapevoli che la percezione dei cittadini è diversa. I nostri vicoli vengono ancora vissuti come un’area di particolare concentrazione di degrado e disagio, e come istituzioni abbiamo il preciso dovere di dare risposte concrete a questa legittima preoccupazione”.
La strategia condivisa a Roma non si limiterà alla riorganizzazione e al potenziamento dei presidi delle forze dell’ordine, ma verrà studiato un vasto piano di interventi su cui il Comune è già al lavoro da diversi mesi. Sarà, per esempio, previsto un deciso potenziamento dell’illuminazione pubblica per eliminare le zone d’ombra, unito a un incremento radicale della pulizia e del decoro urbano. Grande attenzione sarà data all’aspetto abitativo, attraverso la realizzazione di studentati diffusi per garantire un presidio sociale sano e costante, e una maggiore capillarità dei servizi sociali sul territorio.
A queste azioni si affiancheranno nuovi interventi integrati per favorire la vivibilità, come il progetto Darsena h24, e l’assegnazione al nucleo centro storico di una parte significativa dei nuovi agenti assunti nella polizia locale, così da garantire una presenza più fitta e rassicurante di tutte le realtà che concorrono al mantenimento della sicurezza e del decoro.
“La sicurezza si costruisce non solo controllando il territorio, ma anche riqualificandolo e riempiendolo di vita – conclude Salis – L’impegno condiviso oggi con il ministro, e che rinnovo in prima persona con la città, è chiaro: l’obiettivo di questa amministrazione è cambiare in modo definitivo la percezione del nostro centro storico, che deve tornare a essere sinonimo di bellezza, cultura, vitalità e sicurezza. Stiamo mettendo in campo ogni sforzo per raggiungere questo traguardo”.

Da settimane la questione è al centro del dibattito politico e una visita del ministro era attesa a Genova alla fine di luglio. Visita mai calendarizzata ufficialmente ma saltata in maniera definitiva.

Il percorso per arrivare alla firma dei “patti per la sicurezza” chiesti dall’amministrazione genovese – quindi per avere un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio – si era incagliata, appunto, sulla proposta del ministero di realizzare a Genova un Cpr, un centro di detenzione per immigrati irregolari, e di dotare la polizia locale di taser.

L’introduzione dell’arma a impulsi elettrici con fine soprattutto deterrente – per cui ultimamente la Lega ha lanciato una petizione e fortemente caldeggiata anche dalle fila di Futuro Nazionale – era stata avviata in forma embrionale durante il governo Bucci, con l’acquisto di due dispositivi mai realmente entrati in funzione non essendo mai stato approvato un regolamento ad hoc. Con il cambio di amministrazione la sperimentazione era stata troncata definitivamente sul nascere anche sulla scia dei fatti di cronaca: nell’estate del 2025 il cittadino Elton Bani era rimasto ucciso dopo essere stato colpito dal dardo di un taser lanciato da un carabiniere durante un’operazione di polizia a Sant’Olcese (Genova).

Anche la costruzione di un Cpr era stata definita dal Comune “irricevibile”. Si tratta di una soluzione che già in passato era stata presa in considerazione dal Viminale e rigettata, anche dalla precedente amministrazione di centrodestra.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti