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Scuola e caldo record in Calabria: Possibile rinviare l’avvio delle lezioni

  • Postato il 4 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Scuola e caldo record in Calabria: Possibile rinviare l’avvio delle lezioni

Il Quotidiano del Sud
Scuola e caldo record in Calabria: Possibile rinviare l’avvio delle lezioni

Scuola e caldo record in Calabria: Possibile rinviare l’avvio delle lezioni. L’assessore Micheli: i singoli istituti possono decidere in autonomia. Resta invariato il via ufficiale fissato dalla Regione per il 15 settembre.


Il calendario scolastico resta invariato: in classe il 15 settembre. Ma i singoli istituti possono valutare se posticipare l’avvio delle lezioni oppure no. È quanto fa sapere l’assessore regionale all’Istruzione, Eulalia Micheli. Ma l’eventuale rinvio deve   tener conto della necessità di completare il calendario entro la fine dell’anno scolastico. Il provvedimento firmato dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, stabilisce l’inizio delle lezioni per martedì 15 settembre 2026 e il termine per martedì 8 giugno 2027, con conclusione il 30 giugno 2027 per le scuole dell’infanzia, per un totale di 206 giornate obbligatorie di lezione.

IL DIBATTITO SUL CALDO A SCUOLA E LA CONSULTAZIONE REGIONALE SULLA POSSIBILITÀ DI RINVIARE L’AVVIO DELLE LEZIONI

La questione del rinvio delle lezioni ha animato il dibattito pubblico non solo in Calabria per via del caldo eccessivo che continua a mordere. L’assenza totale o la scarsità di condizionatori rende oggettivamente difficile stare in aula con temperature così alte. L’assessore regionale all’Istruzione della Regione Calabria, Eulalia Micheli, ha dichiarato: «Comprendiamo pienamente le preoccupazioni manifestate dal sindacato soprattutto in presenza di condizioni climatiche eccezionali che possono incidere concretamente sul benessere degli studenti e sulla regolare organizzazione delle attività didattiche».

Nella nota presente sul sito della Regione Calabria si legge che le date proposte dall’assessorato sono state sottoposte alla condivisione del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale e dei presidenti di Unioncamere Calabria, Confesercenti, Upi Calabria, Anci Calabria e delle organizzazioni sindacali della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda-Unams e Anp. «In risposta alla consultazione non è pervenuto alcun contrario avviso» – riporta il sito dell’Ente.

RINVIARE L’AVVIO DELLE LEZIONI IN CALABRIA PER IL CALDO: L’IMPORTANZA DELLA PROGRAMMAZIONE OMOGENEA E L’AUTONOMIA SCOLASTICA

La Micheli fa notare come il calendario e l’avvio delle lezioni non è solo una questione che investe la singola scuola ma famiglie, Comuni, trasporto scolastico, servizi di refezione, organizzazione del lavoro e attività produttive. E solo una programmazione omogenea può consentire a tutti gli attori coinvolti di organizzarsi per tempo e nel miglior modo possibile.

Non tutti gli istituti scolastici hanno però la necessità di posticipare l’inizio delle lezioni. Ci sono scuole che stanno valutando la possibilità di anticipare il suono della campanella  e quindi l’inizio delle attività didattiche. Si pensi ai territori montani. «Questo aspetto – sottolinea ancora l’assessore all’Istruzione – è particolarmente importante perché l’autonomia scolastica permette alle istituzioni di tenere conto delle specificità del proprio territorio e di affrontare situazioni che non possono essere sempre previste mesi prima, quando viene approvato il calendario regionale. È quindi necessario distinguere  tra una modifica generalizzata del calendario regionale, che richiederebbe un nuovo intervento dell’amministrazione regionale, e gli adattamenti che possono essere valutati dalle singole istituzioni scolastiche nell’ambito della propria autonomia, oppure gli interventi che possono rendersi necessari davanti a condizioni eccezionali e imprevedibili».

ADATTAMENTI COLLOGIALI E INTERVENTI STRUTTURALI SUGLI EDIFICI

L’autonomia scolastica consente adattamenti del calendario scolastico attraverso una deliberazione degli organi collegiali e rispettando il monte ore annuale e la comunicazione a famiglie, enti locali e Ufficio scolastico regionale (Ambito territoriale provinciale competente). È del tutto evidente che il problema del caldo con temperature ben superiori alla media stagionale non può essere affrontato solo con misure emergenziali. Un altro elemento sul quale le istituzioni dovranno interrogarsi è la condizione effettiva di ogni singolo istituto scolastico, la presenza di impianti di climatizzazione, caratteristiche delle aule e indicazioni delle autorità competenti.

«È importante, inoltre – aggiunge Micheli – che il tema del caldo nelle scuole venga affrontato anche attraverso interventi strutturali. In questa direzione va considerato positivamente lo stanziamento di 20 milioni di euro annunciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per contribuire alle spese degli enti locali destinate alla dotazione degli edifici scolastici di impianti per il condizionamento dell’aria. Sono risorse che possono rappresentare un primo intervento concreto  perché il problema non può essere affrontato soltanto attraverso eventuali modifiche delle date di inizio delle lezioni. Occorre lavorare anche sull’adeguamento degli edifici e degli ambienti di apprendimento, affinché le nostre scuole siano in grado di garantire condizioni adeguate agli studenti e al personale anche in presenza di temperature particolarmente elevate».

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