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Sciopero dei sindacati di base, presidio davanti alla Prefettura di Savona

  • Postato il 28 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Sciopero dei sindacati di base, presidio davanti alla Prefettura di Savona

Liguria. Le sigle sindacali CONFEDERAZIONE CUB, ADL VARESE, SBG, SI COBAS, USI-CIT e le Sigle aderenti SBM, FI-SI-FEDERAZIONE INTERNAZIONALE SINDACATI INDIPENDENTI, CUB PI, hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata di venerdì 29 maggio.

L’astensione dal lavoro è stata proclamata nel rispetto della disciplina dei servizi pubblici essenziali, ma non si escludono possibili disagi a seguito della protesta sindacale.

A Savona è in programma un presidio indetto dalle organizzazioni sindacali promotrici della mobilitazione, con inizio alle ore 10.00.

“Il sindacalismo di base, aderendo ad una specifica richiesta dei portuali impegnati nel blocco dell’invio delle armi via mare e del movimento per la pace e per la fine del genocidio del popolo palestinese, ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore, contro la politica guerrafondaia del Governo Italiano che continua ad inviare armi in Israele e in Ucraina e che adotta in politica estera due pesi e due misure: da una parte, applicando inutili e controproducenti sanzioni alla Russia e. dall’altra, sostenendo il governo genocida israeliano” affermano le sigle sindacali.

“Persino di fronte al rapimento in acque internazionali dei membri della Flotilla in missione umanitaria verso Gaza od agli attacchi contro i caschi blu dell’ Unifil, il governo si è limitato balbettare qualche protesta di facciata”.

“A pagare sono i lavoratori e le masse popolari, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello dei diritti, individuali e collettivi. Esiste un filo che lega tra di loro: le politiche di guerra, i cui costi vengono scaricati attraverso l’aumento dei prezzi ed il taglio dei servizi pubblici; la politica repressiva nei confronti dei lavoratori, con limitazioni del diritto di sciopero e la repressione degli stessi, con garanzia di impunità per le Forze dell’Ordine grazie al Decreto Legge Sicurezza ( convertito nella Legge 24 Aprile 2026 n. 54); l’abbattimento delle tutele sul lavoro ( precariato selvaggio, sicurezza inesistente, salari da fame); la privatizzazione dei servizi pubblici (sanità, scuola, trasporti)”.

Autore
Il Vostro Giornale

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