Savona, Lucia Bacciu va in pensione: pregi e difetti dei sindaci Berruti, Caprioglio e Russo. Il futuro: “No a un’eventuale candidatura”
- Postato il 15 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Savona. L’1 maggio Lucia Bacciu, segretario generale del Comune di Savona, andrà in pensione e lascerà quindi il suo incarico. È una persona dalla carriera immacolata, professionalmente preparata, con una cultura politica che ha saputo mettere da parte al momento giusto.
È donna colta, sincera e sensibile. Non sarà facile sostituirla. Laureata in giurisprudenza, master alla Bocconi, tappe a Cavallerleone, Lesegno e Garessio prima di approdare a Vado Ligure e poi Finale e Savona. Per la parte politica, è stata assessore ai servizi sociali nella prima giunta Berruti.
In questa nostra intervista ci siamo però interessati più al futuro che al passato, anche se è d’obbligo ripercorrere intanto la sua lunga esperienza.
Lucia Bacciu, non dev’essere stato facile concludere la carriera in modo così immacolato, perché nel ruolo di segretario generale, pur dando ovviamente per scontata l’onestà intellettuale, si incontrano ogni giorno mille insidie dovute alla burocrazia.
“Si’, in effetti è un ruolo delicato, anche perché siamo inquadrati nel Ministero dell’Interno. Mi sono sempre doverosamente ispirata all’articolo 98 della Costituzione, che definisce i principi fondamentali della Pubblica Amministrazione: equilibrio di bilancio, imparzialità, azione amministrativa trasparente ed equa al servizio dei cittadini”.
Ma qualsiasi lavoro si faccia, una persona si porta dietro le sue idee…
“Quelle bisogna lasciarle fuori, pensare per prima cosa a mettere in sicurezza l’Ente. Ammetto di avere un carattere passionale, mi relaziono in modo diretto, ma occorre sempre lavorare per la soluzione più giusta, anche a costo di confrontarsi in modo deciso con gli amministratori. È faticoso ma indispensabile”.
Lei a Savona ha lavorato con Federico Berruti, Ilaria Caprioglio e Marco Russo. Tra l’altro Caprioglio ha dovuto imporla alla sua amministrazione per via dei precedenti politici di segno diverso. Quali sono le caratteristiche di questi tre sindaci?
“Hanno tutti caratteri forti, determinati anche se diversi nello stile. Con l’importante caratteristica comune del rispetto per le regole, che alla fine facilita il lavoro”.
Vediamo però qualche caratteristica. Federico Berruti.
“La velocità nell’intuire le cose”.
Ilaria Caprioglio.
“Era quella che conoscevo meno, ma ci siamo intesi subito. Di lei direi la prontezza nell’affrontare il contesto, una studiosa e grande lavoratrice”.
Marco Russo.
“La grande dedizione e coerenza nel lavoro quotidiano”.
Proviamo con i difetti…
“Non ne troverei, anche se hanno stili differenti. Tutti e tre hanno rispetto per le istituzioni, sono attenti e riflessivi. Credo di essere impegnativa, ma tutti mi hanno mostrato rispetto di fronte alle problematiche del lavoro quotidiano per risolvere le criticità”.
Quali sono stati i momenti più difficili?
“Il periodo del Covid, ovviamente, e quello del riequilibrio di bilancio, anche se abbiamo potuto contare sulla professionalità e sull’esperienza di Silvano Montaldo che, con competenza ed equilibrio politico e amministrativo, ci ha permesso di affrontare con tranquillità un periodo che si preannunciava difficile”.
Usciamo da Savona…
“Forse sono stata fortunata, ma ho avuto sempre esperienze positive. A Finale con Richeri, a Quiliano con un giovane Isetta, a Vado con due sindaci del calibro di Peluffo e Giacobbe nel periodo decisivo delle grandi trasformazioni. Poi tanti altri amministratori che si sono rivolti a me per un parere, un supporto”.
In questi anni io e lei abbiamo parlato tante volte di Aurelia bis. Come vede la situazione?
“Quell’opera deve andare finalmente a concludersi, soprattutto perché sono state impiegate tante, troppe risorse pubbliche. Forse si potevano risparmiare anni con un commissariamento durante la prima crisi, ma ormai bisogna pensare all’oggi”.
Parliamo del suo futuro, la cosa che ci incuriosisce di più. È attratta da nuove esperienze?
“Più che a esperienze lavorative posso pensare finalmente alla mia famiglia, alla Sardegna, al teatro e alla musica. Comunque la legge dice che per tre anni non potrei incrociare attività che riportano in qualche modo al mio precedente lavoro”.
Da questo è esclusa la politica… Marco Russo ha già annunciato la sua ricandidatura, ma non è un mistero che sono in molti a pensare che se, ipoteticamente, dovesse scegliere un’altra strada, come il Parlamento, lei sarebbe una candidata ideale per posizione politica e competenza amministrativa.
“Mi sembra un ragionamento troppo ipotetico e fantasioso, poi a ognuno il suo mestiere. Savona è la mia città elettiva per scelta precisa, se qualcuno mi chiedesse aiuto io ci sarei in tanti modi, ma come ho detto non con un impegno diretto”.