Serie D, Vado-Ligorna. Il presidente Saracco: “Momento magico. Pullman di sostenitori? Ce n’è più di uno”
- Postato il 13 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Il Ligorna è la capolista inaspettata del campionato di Serie D. Non del tutto un’outsider. Ci si aspettava, infatti, un campionato di livello da parte dei genovesi. Tuttavia, non si pensava che potessero competere con la corazzata Vado. Anche perché i rossoblù non hanno di certo viaggiato a ritmo basso. In caso di vittoria domenica al Chittolina, il Ligorna si porterebbe a +4 rendendo quindi difficile la rincorsa della squadra di Sesia, che avrebbe così ancora più pressione rispetto a quella già notevole che si porta sulle spalle in quanto grande favorita. Il presidente Albero Saracco racconta a IVG la sua attesa.
Presidente. Cinque anni fa, era giugno, al Chittolina il Ligorna batteva la Cairese tornando in Serie D. Era una finale. Insomma, ottimi ricordi nell’impianto vadese. Questa non sarà una finale, ma poco ci manca.
Vero, il Chittolina mi riporta a ricordi meravigliosi. Secondo me però non sarà determinante. Certo, se andiamo a +4 avremmo un bel bonus. Sarà indubbiamente importante.
Si respira un’aria magica intorno al Ligorna…
Dalla 10^ di campionato sto vivendo un sogno. Fino a fine novembre non pensavamo che ci potessimo giocare il campionato. Il Vado, con tutto rispetto, sta facendo quanto era nelle previsioni. Noi stiamo facendo qualcosa di super: non solo per la vicinanza ai rossoblù in classifica ma anche guardando al distacco con le squadre dietro di noi.
L’innesto in inverno di un attaccante come Vuthaj è stato il suo “segnale”?
Visto che eravamo già in lotta per qualcosa di importante, abbiamo migliorato la squadra. Altrimenti avremmo fatto scelte diverse, come l’anno scorso quando abbiamo pensato maggiormente alla valorizzazione dei giovani.
C’è grande interesse per l’avventura del Ligorna. Almeno questa è l’impressione. Conferma?
Si respira un’aria magica che coinvolge tutto il nostro ambiente. Non dico tutta la città ma si sta percependo che comunque vada si sta facendo qualcosa di importante. Noi siamo in un quartiere dove ci sono altre 4/5 società. Penso che questo campionato sia merito di tutti. E non della fortuna: per le prestazioni, meriteremmo qualche punto in più. Ora noto che le persone mi fermano per chiedermi della squadra. Anche perché a livello di comunicazione stiamo lavorando in modo molto professionale. So anche io che questo interesse è figlio del momento e che ora molti salgono sul carro. Ma noi speriamo che questa esperienza porti qualche simpatizzante in più anche per i prossimi anni.
Non sarà un carro ma un pullman quello che porterà i vostri sostenitori al Chittolina. Sicuramente fa piacere, come era accaduto anche nella trasferta contro il Sestri Levante…
Ti correggo. Non sarà un pullman. Ma più di uno. E alcuni verranno con mezzi propri. Ho saputo che anche qualcuno di altre società limitrofe ha organizzato un pulmino per sostenerci.
Cosa ci dice di mister Matteo Pastorino oltre a ciò che già sappiamo: meticoloso, attento alla proposta di gioco ecc?
È anche molto aziendalista. L’anno scorso avevamo scelto di non rinforzarci a dicembre ma di valorizzare la rosa mettendo in secondo piano il risultato. Lui ha capito la società e ci ha seguito. Ha le sue richieste ma non sono mai imposizioni. Penso che da noi abbia trovato l’ambiente giusto. Veniva dalle giovanili, seppur della Sampdoria, dove il risultato non è la prima cosa. Qui ha potuto e può lavorare con serenità.
Questione stadio. Qualora fosse Serie C, dove potreste giocare?
Il Comune dà il Ferraris a Genoa e Sampdoria e pertanto dovrebbe trovare una sistemazione anche a noi. Penso che bastino pochi lavori all’impianto della Sciorba per poter ospitare partite di Serie C. Facciamo calcio per il posto in cui viviamo, non avrebbe senso giocare stagioni intere a chilometri di distanza. Infine, ci tengo a sottolineare che in mondo del calcio fatto di fondi e di situazioni più o meno opache, il Ligorna e il Vado di Tarabotto sono due squadre con presidenti appassionati e siamo rimasti in pochi.