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Savona 2027, sondaggio IVG/4 – Oltre i numeri: una città delusa e disillusa, ma Russo può farcela per mancanza di avversari

  • Postato il 30 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona 2027, sondaggio IVG/4 – Oltre i numeri: una città delusa e disillusa, ma Russo può farcela per mancanza di avversari

Savona. Nella prima puntata abbiamo scoperto che il consenso attorno al sindaco di Savona Marco Russo e alla sua giunta, al momento, è basso. Nella seconda abbiamo capito che non è sufficiente cambiare il candidato per ribaltare un malcontento evidentemente più “strutturato”. Nella terza abbiamo visto come, a oggi, non ci sia un avversario davvero forte da contrapporre a destra: qualche chance per Fabio Orsi, ma il vantaggio è minimo. E’ quanto emerso nei tre articoli in cui abbiamo illustrato il sondaggio commissionato da IVG a Demetra-Opimedia sul gradimento di cui godono a Savona i potenziali candidati sindaci per il 2027.

Il sondaggio, inevitabilmente, ha fatto parlare nei palazzi e discutere sui social. C’è chi lo ritiene prematuro, chi partigiano, chi poco rappresentativo; in ogni caso ha dato una “scossa” alla scena politica mettendo i vari attori davanti a freddi numeri, raccolti con rigore statistico da una azienda specializzata, e non più alle percezioni delle varie fazioni.

Ma il sondaggio non è solo freddi numeri. O meglio, leggendo tra le pieghe di questi è possibile trovare altre indicazioni utili a chi si propone di governare la città nei prossimi anni. Oggi vogliamo quindi concludere analizzando ciò che il sondaggio racconta al di là dei dati già diffusi, che città disegna e quali possono essere gli scenari più probabili nei prossimi mesi.

1. Savonesi delusi e disillusi, soprattutto chi lavora

Sui dati che riguardano il consenso di Russo, poco da dire: non sono affatto buoni per un sindaco in carica. Lo testimonia non tanto il dato secco (i giudizi negativi sono il doppio di quelli positivi) quanto l’analisi per età: su tutte le fasce fino ai 75 anni gli scontenti sono il 71%.

Generico aprile 2026

Una analisi più nel dettaglio (ricordiamo che il campione è stratificato per età e sesso ma anche per professione) rivela poi che tra giovanissimi, disoccupati e pensionati il dato non è così negativo: a trainare in basso i numeri è soprattutto il voto delle persone “economicamente attive”, quelle che a Savona lavorano o fanno impresa.

Questa disillusione di fondo non riguarda solo il giudizio su Russo, ma emerge prepotente lungo tutto il sondaggio: gli indecisi sono quasi sempre numerosi nelle varie domande, e soprattutto il 51/52% degli intervistati non ha voluto votare per nessuno dei 6 candidati proposti (7 se contiamo anche Piero Santi) nel corso della rilevazione.

“La sensazione – conferma Paolo Ghibaudo, CEO di Opimedia Consulting – è che la città viva un momento di smarrimento e incertezza soprattutto tra le fasce d’età economicamente e lavorativamente attive. Tale diffusa sensazione di incertezza si trasforma in un parziale rifiuto delle possibilità di individuare un rappresentante politico che sia reputato davvero soddisfacente: una sensazione che si legge nel centro sinistra come nel centro destra. Ad aggiungere margine al dato di crisi e incertezza nel vivere questa città in questo momento storico anche fattori più contingenti, come il servizio di nettezza urbana che contribuisce in modo forte ad un posizionamento critico“.

Una città che, per certi aspetti, “deve ritrovare motivazioni e obiettivi chiari e percepibili – aggiunge Ghibaudo – con particolare riferimento al mondo dell’economia e del lavoro che appare in città quello che più sconta la fase storica critica che stiamo vivendo”.

2. A sinistra serve cambiare marcia, non candidato

Probabilmente pochi, prima del sondaggio, avrebbero scommesso su un consenso sostanzialmente equivalente tra Marco Russo e Roberto Arboscello. Di certo non se lo aspettava chi, quella sostituzione, la caldeggiava come possibile soluzione di tutti i mali.

E invece, almeno stando al sondaggio (che, lo ripetiamo, non è una “scienza esatta” ma ha una rigorosa base statistica e un margine d’errore ragionevole del 3,1%), Arboscello ha più o meno le stesse chance di vittoria di Russo. Anzi, appare più indietro in partenza (ha meno consensi totali e meno nel centrosinistra) ma con più margine di crescita (dato il maggior numero di indecisi).

Generico aprile 2026
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Qualche indizio sul fatto che avrebbe forse chance migliori c’è: quando i savonesi sono stati chiamati a esprimersi non solo su di lui, ma in una comparazione diretta con Russo, il consigliere regionale è andato lievemente meglio. Troppo poco, però. Forse l’ipotesi Arboscello – ammesso sia mai esistita – è destinata a tramontare qui: quale partito spaccherebbe la base, sostituendo il sindaco uscente con un altro candidato, per un 2-4% stimato di vantaggio?

Generico aprile 2026
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“Per Arboscello il dato nasce da molti indecisi, soprattutto nel centrosinistra, che non hanno ancora valutato pienamente – spiega Ghibaudo di Opimedia – La candidatura di Russo mantiene quindi una logica numerica, per quanto bassa per un sindaco in carica, perché sostituire un sindaco tra il primo e il secondo potenziale mandato, a fronte di una difficoltà nell’individuare competitor molto competitivi, ha anche tassi di incertezza“.

3. Russo può ugualmente vincere

Perché Opimedia sostiene che Russo abbia ancora delle chance, nonostante il basso gradimento? Per due ragioni. La prima è che, se si prendono le aree politiche in cui gli intervistati si sono collocati, si vede come, a livello di coalizione, il centrosinistra conservi ancora un ampio vantaggio: solo il 40% si è detto di centrodestra, mentre il 51% ha risposto centrosinistra. E se anche a Savona si riuscisse a coinvolgere il M5S (5%) si raggiungerebbe il 56%. Insomma, i numeri “politici” ci sono: a pesare è quindi essenzialmente il malcontento sull’operato della giunta attuale. Un aspetto su cui si può lavorare: c’è un anno di tempo.

Generico aprile 2026

La seconda ragione è che, a destra, nessuno dei nomi proposti ha “scaldato i cuori” degli elettori. Il che significa che, ad oggi, non emerge un avversario davvero forte per Russo. Lo testimoniano i duelli che abbiamo proposto, in cui il sindaco ha perso solo con Orsi, e di poco.

Insomma a Russo quel poco consenso, unito a una forte base “ideologica” (persone che alla fine voteranno comunque centrosinistra) e all’assenza di un’alternativa forte, potrebbe comunque bastare.

4. A destra candidato cercasi. Ticket Orsi-Santi?

Quanto al centrodestra, come detto, non ci sono risposte chiare. L’attuale gradimento di Ilaria Caprioglio appare molto basso, ancor più di quello di Russo, ma poi nel duello diretto i due pareggiano. Cristina Rossello non fa malissimo ma, ad oggi, è solo una suggestione uscita sui giornali. Quanto a Claudia Morich le risposte al sondaggio, più che bocciarla, la certificano come sconosciuta. Gli indecisi sono la maggioranza assoluta: evidentemente il “nome giusto” non è ancora uscito, ammesso che esista.

I dati dicono però anche altre due cose. La prima: Fabio Orsi sembra quello con più consensi al di fuori dello schieramento. Lo si evince raffrontando i dati di coalizione con quelli generali: Orsi scende dal 20% “tra i suoi”al 15% totale, Caprioglio crolla dal 19 al 7%.

Generico aprile 2026
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La seconda: se non dovessero emergere candidature davvero forti, i numeri di Fabio Orsi e l’exploit di Piero Santi (il 10% del campione ha fornito spontaneamente il suo nome, che non era in elenco) suggeriscono che abbia almeno senso considerare un “ticket” tra i due, con uno vice dell’altro. Si partirebbe almeno da una base più solida di quella garantita da Claudia Morich.

Dati tecnici sul sondaggio

Il campione rappresentativo dell’intera Savona è composto da 600 persone, tutte maggiori di 18 anni e residenti nel territorio comunale. Il campione è stratificato per genere, età e professione come da rappresentatività Istat comunale (qui sotto il dettaglio). L’errore medio atteso nel 95% dei casi è calcolato in un +/-3,1%.

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La rilevazione è avvenuta dal 16 al 22 aprile 2026 con due sistemi di intervista: telefonica (68%) e online (32%). Su web non era ovviamente possibile votare in modo indiscriminato (come avveniva nella prima fase di test): per poter accedere al sondaggio era necessario rientrare nel campione.

Autore
Il Vostro Giornale

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