San Basile, la scuola riapre con le famiglie dei centri di accoglienza
- Postato il 16 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
San Basile, la scuola riapre con le famiglie dei centri di accoglienza
A San Basile piccolo borgo nel cuore del Pollino la campanella della scuola torna a suonare grazie ai figli delle famiglie dei centri di accoglienza
SAN BASILE – La campanella è tornata a suonare anche a San Basile, piccolo borgo italo-albanese di circa 900 abitanti nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Un rito quotidiano che quest’anno nel borgo italo – albanese ha rischiato concretamente di interrompersi a causa del calo demografico e della carenza di alunni, minacciando di privare la comunità di un presidio educativo e sociale fondamentale.
RIAPRE LA SCUOLA DI SAN BASILE DOVE LO SPOPOLAMENTO SI COMBATTE CON L’INTEGRAZIONE
A evitare la chiusura del plesso scolastico l’ingresso nelle aule dei figli delle famiglie accolte attraverso il progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) attivo sul territorio comunale. L’arrivo dei giovani studenti, portatori di storie e percorsi differenti, ha consentito il raggiungimento del numero minimo di iscrizioni, dimostrando come le politiche di accoglienza possano rappresentare una risposta concreta allo spopolamento dei piccoli centri interni.
I GIOVANI STUDENTI DELLA SCUOLA DI SAN BASILE: «NON SONO SOLO NUMERI MA PARTE INTEGRANTE DELLA COMUNITÀ»
«Non voglio che questa storia venga raccontata dicendo semplicemente che alcuni bambini hanno permesso di raggiungere il numero necessario per mantenere aperta la scuola», dichiara Caterina Pugliese, consigliera comunale con delega alla Scuola e responsabile del progetto SAI. «Significherebbe ridurre una storia umana a una questione di numeri. Quei bambini oggi sono alunni della nostra scuola, compagni di banco, amici e parte integrante della quotidianità del paese. Il significato più profondo dell’accoglienza è proprio questo: non limitarsi a ospitare, ma creare le condizioni affinché ciascuno possa sentirsi parte della comunità».
La vicenda di San Basile riaccende i riflettori sulle sfide che i piccoli Comuni montani affrontano ogni anno per garantire i servizi essenziali. «Quando chiude una scuola non perdiamo soltanto delle aule, perdiamo un pezzo di futuro», conclude Pugliese.
«Un piccolo paese non può arrendersi all’idea di perdere ogni anno un pezzo di sé. Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare nuove forme di comunità, di accoglienza e di inclusione».
Il Quotidiano del Sud.
San Basile, la scuola riapre con le famiglie dei centri di accoglienza