Sampdoria, Fredberg e Branco spiegano il mercato. Il ceo football: “Vogliamo lottare per i playoff”
- Postato il 4 settembre 2026
- Calcio
- Di Genova24
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Genova. Jesper Fredberg e Américo Branco hanno fatto il punto sul mercato in un’intervista rilasciata al canale ufficiale della Sampdoria.
“Questa prima finestra in Italia l’ho vissuta in modo personalmente divertente ma con grande senso di responsabilità − dice Branco − perché c’era tanto da fare, tante entrate e uscite, il club deve essere sempre più ambizioso. La Sampdoria non può giocare a perdere, dobbiamo avere in testa le variabili: tempistiche, questioni economiche, non si può iniziare come football manager e tagliare tutto il passato”.
Il ceo Football Jesper Fredberg commenta: “Non c’è dubbio che c’è una grande differenza tra l’anno scorso e quest’anno. Partiamo dall’alto, ora. C’è chiarezza relativamente alla proprietà, mr. Tey, abbiamo un cda che è rappresentativo di questa struttura. Abbiamo due amministratori delegati: sport e area corporate e stiamo costruendo una struttura nella parte sportiva con un direttore sportivo, un direttore tecnico, un comitato relativo ai trasferimenti. Abbiamo i vari dipartimenti, ognuno con un responsabile dedicato. Per noi diventa più facile essere allineati sia a livello comunicativo, ma anche definire la direzione in cui vogliamo andare e come perseguirla”.
Sul mercato Fredberg spiega: “Per noi era fondamentale avere una strategia chiara riguardo l’approccio da utilizzare. Ovviamente mi dà più sicurezza essere all’interno del club da un anno. Questo è un club speciale in molti bellissimi aspetti, ma è anche un club difficile. Più aspetti conosci più è facile prendere decisioni forti. Per noi la strategia è stata cercare giocatori che avessero la volontà di rappresentare la Sampdoria, non solo per la sua storia, ma anche per il suo futuro. Era importante trovare giocatori a titolo definitivo che avessero voglia di rischiare qualcosa, che fossero in linea con le ambizioni della proprietà. Tra due anni vogliamo essere in una posizione diversa rispetto a ora. Crediamo sia più semplice arrivarci prendendo giocatori che abbiano ottenuto risultati e anche dal punto di vista dell’ambiente questo è un potenziale vantaggio per il club per fare quello step in più”.
Più giocatori a titolo definitivo e meno prestiti, dunque.
“Volevamo anche mettere alla prova alcuni giocatori giovani all’inizio della finestra di mercato. Krastev è un buon esempio perché vediamo un buon prospetto in lui e gli abbiamo prolungato il contratto”, sottolinea Fredberg.
Su Insigne Fredberg ha poco da dire: “La sua carriera non ha bisogno di presentazione, ci ha interessato la sua leadership dentro e fuori dal campo e la sua esperienza. Ci ha colpito come ha giocato gli ultimi sei mesi al Pescara”.
“Sinani ha vinto delle categorie − dice Branco − era un giocatore che ci serviva per diversi ruoli e ha mostrato la volontà di fare un passo in un Paese diverso. Su Begic abbiamo fatto qualcosa di importante, lui è un asset dentro e fuori dal campo anche per il futuro. Lauritsen è la punta che abbiamo cercato, ha struttura, ha già fatto gol in un campionato importante. Il lavoro di gruppo con Jesper Fredberg e Lorenzo Ariaudo ha funzionato per convincerlo a trasferirsi in Italia, aveva tante richieste, è stata una lunga trattativa”.
Fredberg non si nasconde su Lauritsen: “Penso che l’anno scorso una delle cose di cui siamo rimasti delusi sia stata la nostra capacità di segnare gol. E se c’è qualcosa che amo, che la gente ama e che i nostri tifosi amano, è proprio segnare gol: vogliamo condividere questi momenti insieme e festeggiare, e per noi il numero nove era davvero importante. Lo era anche all’inizio del mercato, perché sapevamo che non ce ne sono molti in giro con quella qualità, ed era la nostra priorità assoluta fin da subito. C’è voluto un po’ più di tempo con lui, ma c’era anche una forte concorrenza per prenderlo, e questa è una delle cose che ci rende davvero orgogliosi: essere riusciti a battere altri club di campionati migliori nella corsa per un giocatore del genere. Ma va dato merito anche a lui per la fame che ha dimostrato nel voler venire qui e fare bene. È un fattore cruciale per noi in un 4-3-3. Abbiamo bisogno di un nove e di diverse soluzioni per quel ruolo, ma lui ci garantisce dei punti di forza molto chiari nel suo gioco. Ed è anche per questo che per noi era importante assicurarselo rapidamente, considerando i giocatori che ha intorno. Crediamo di poterlo sfruttare a livello individuale sotto molti aspetti, ma anche in un contesto collettivo con la palla al piede: creerà spazi anche per alcuni dei nostri altri giocatori”.
Il livello tecnico è stato alzato con Verschaeren, aggiunge Fredberg: “Portare qui elementi che si adattino al nostro stile di gioco e alla mentalità che vogliamo mostrare significa che vogliamo controllare quante più partite possibile. Per farlo, avevamo bisogno di giocatori con un livello di abilità tecnica molto alto, e Yari Verschaeren è uno che riteniamo si adatti perfettamente a questo profilo. Ha talento tecnico e ottima visione di gioco. Ho avuto il piacere di lavorare con lui per due anni e mezzo all’Anderlecht e lo conosco non solo come calciatore, ma anche come persona. E questo è un altro aspetto davvero fondamentale per noi quando portiamo giocatori qui: ci servono elementi che possano fare la differenza in campo, ma anche persone che possano dare qualcosa al club e che sentiamo possano integrarsi nell’ambiente. Yari ha un potenziale enorme secondo me; la gente lo ha visto molto presto nella sua carriera. Poi è stato sfortunato con alcuni infortuni, ma sono davvero sicuro che in questo ambiente potremo riportarlo di nuovo a quel livello. Anche lui ha mostrato una grande fame di unirsi a noi, e i colloqui che abbiamo avuto sono stati sempre positivi e aperti. Credo che nel 4-3-3 che giochiamo sia un giocatore davvero interessante, in grado di dare qualcosa in più alla squadra”.
“Makoumbou − commenta Branco − ha fatto la Serie B e la Serie A anche l’anno scorso in Europa ha coperto diversi ruoli, giocare la Serie B non è semplice, ma lui ha avuto subito un impatto”.
In difesa, spiega il direttore sportivo, il cambio di modulo ha indotto tanti cambiamenti: “È importante avere giocatori complementari. Mattia Viti è stato quello che ha voluto di più restare alla Sampdoria, siamo tutti tristissimi per lui. Ha fatto una grossa impressione a noi in questi mesi. Sta passando ore brutte, ma la qualità che ha lo farà riprendere e la Sampdoria sarà qui per lui. Gartenmann ha dimostrato di avere le caratteristiche adatte per la categoria”. Branco è soddisfatto anche di tutti gli altri arrivi nel comparto arretrato.
“Penso che per noi ci fossero dei ruoli sul mercato in cui era davvero importante capire se potessimo trovare giocatori capaci di entrare, creare una forte concorrenza e magari anche rinforzare la posizione − sostiene Fredberg − per noi il terzino sinistro era fondamentale. Avevamo solo un giocatore a coprire quel ruolo e Bjorn Meijer era un profilo su cui speravamo di poter contare, pur sapendo che sarebbe stato difficile da portare qui, ma per noi è il candidato perfetto. È giovane e ha già molta esperienza anche in campionati di livello superiore e sul piano internazionale”.
Su Corradi Branco dice: “È un allenatore giovane di club, ma ha già lavorato tanto in nazionale, sa tutte le dinamiche, è molto facile lavorare con lui”.
Sulla rosa Fredberg svela: “Il nostro obiettivo era renderla più snella e più competitiva e penso che siamo riusciti a fare gran parte del lavoro. Ora abbiamo alternative in tutti i ruoli che desideravamo, e questo era il fattore chiave per noi. Se poi mi chiedessi se abbiamo raggiunto al 100% tutti i nostri scopi: no, non ancora. Ci sono ancora cose che vorremmo cambiare o fare, ma a volte non è possibile per vari motivi e allora sfruttiamo le opportunità a disposizione. Sono davvero molto felice della rosa attuale, a parte forse un paio di giocatori di troppo, ma ciò è dovuto anche a infortuni sfortunati nelle ultime partite, dove abbiamo dovuto reagire rapidamente per assicurarci di avere una squadra pronta a scendere in campo e competere. Per noi era importante avere equilibrio, ma anche un alto livello di competitività interna”.
Gli infortuni hanno un po’ rovinato il piano di Fredberg: “Non vedo l’ora di riavere la squadra al completo, con tutti pronti, perché allora credo che vedremo un gruppo davvero interessante, capace di spingersi a vicenda verso livelli che non si vedevano da molto tempo da queste parti. Si vede che c’è potenziale in molti dei nuovi arrivati. Al contempo, ciò che mi rende frustrato, infastidito e anche triste è il fatto che non sento che abbiamo ancora avuto la possibilità di mostrare davvero alla gente di cosa siamo capaci. Mi dispiace per il mio staff, per l’allenatore e per i giocatori, perché anche loro vogliono fare bene, ma mi dispiace anche per i nostri tifosi: il supporto che ci danno, sia in trasferta che in casa, è incredibile e la nostra più grande ambizione è proprio restituire loro qualcosa. È tutto ciò che vogliamo fare, ma ci sentiamo un po’ come se avessimo giocato con le scarpe sbagliate ai piedi, perché non siamo riusciti a esprimere appieno la forza che sappiamo di avere. A livello di prestazioni vediamo molte cose buone; a livello di risultati non è quello che volevamo né ciò in cui speravamo. Ciò che mi rassicura, però, è vedere che i singoli giocatori hanno un livello davvero altissimo. Quando riusciremo a mettere tutto insieme, sono sicuro che troveremo anche maggiore continuità”.
Gli acquisti sono stati studiati anche in un certo modo, spiega Branco: “Giocare nella Sampdoria non è la stessa cosa di altre squadre in Serie B, abbiamo preso gente che ha vinto in Serie B e comunque che ha avuto una pressione molto simile. Abbiamo preso gente che ha fatto minutaggi importanti nelle pari competizioni europee. La parte fisica è importante, ma anche quella mentale”.
Le ambizioni ci sono, lo dice espressamente Fredberg: “Giocare nelle posizioni che contano, dove ci si diverte. Vogliamo vincere decisamente più dell’anno scorso e voglio che ci troviamo in posizioni in cui si parla di promozione e play-off, guardando avanti invece che guardarci le spalle. Questo deve essere l’obiettivo per noi, anche con questa squadra. So anche che non si cambiano 11 o 12 giocatori in entrata, 10 in uscita, un nuovo staff e tutto il resto per poi pretendere che da un momento all’altro tutto sia perfetto. Non succede da nessuna parte e probabilmente non succederà neanche qui. Ma stiamo sicuramente facendo passi nella direzione giusta ora, lo vediamo e questo ci dà molta fiducia. Non deve essere una scusa per noi, perché saremo là in alto dove vogliamo essere. È vero che con l’inizio che abbiamo avuto, tra infortuni e cose simili, non abbiamo ottenuto ciò che volevamo all’inizio, ma sappiamo che ci arriveremo: questo è il nostro concetto chiave. Vogliamo una squadra che lotti per le posizioni che contano e penso che sia lecito aspettarselo e sperarlo per questa stagione”.
Branco rivela un retroscena nel finale: “Non cerco mai di portare la mia famiglia allo stadio, ma qui l’ho fatto. Mia moglie mi ha detto queste parole: ‘mi dispiace tantissimo, sono veramente triste perché vedo questi tifosi in sofferenza’. Mi vengono i brividi. Devo dire che non sono mai stati negativi con me i tifosi, io so che devo dare il 200%, poi le critiche ci saranno e accetto tutto. Posso solo dire che farò il massimo possibile”.