Roberto Occhiuto presenta il libro "Il coraggio di governare: "Ecco le mie idee liberali, non sono l'anti-Tajani"
- Postato il 30 settembre 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Roberto Occhiuto presenta il libro "Il coraggio di governare: "Ecco le mie idee liberali, non sono l'anti-Tajani"
"Non è un libro autobiografico, racconto alcune esperienze vissute nella mia bellissima e difficile terra, la Calabria...", esordisce Roberto Occhiuto, microfono in mano, presentando il suo nuovo libro Il Coraggio di governare alla Galleria Sordi di Roma, a pochi passi da palazzo Chigi.
Seduto su un piccolo palco allestito davanti all'ingresso della libreria Mondadori, il governatore risponde alle domande di David Parenzo e subito mette in chiaro: "Racconto più che altro un metodo di governo e alcune idee liberali, che hanno funzionato nella Regione. Con un po' di coraggio la maggioranza di governo potrebbe applicarle in tutta Italia per avere una centrodestra molto più liberale...".
Forte della vittoria alle suppletive di Reggio Calabria dell'avvocato romano Fabio Roscioli (considerato vicino alla famiglia Berlusconi) contro il candidato vannacciano, l'ex azzurro Domenico Giannetta, Occhiuto torna a sferzare la sua Forza Italia: "Berlusconi ci ha sempre lasciato liberi di assumere le posizioni che meglio ritenevamo di dover assumere sui diritti civili, ha avuto sempre una grande apertura mentale, e forse anche per questo, Fi era vista come un partito con grande appeal da parte dei giovani. Ora mi chiedo: i giovani guardano ancora a noi come un partito moderno, capace di parlare a loro come se non fossero, invece, i loro nonni? O magari vedono una Fi un po' ingiallita, che rischia di far ingiallire anche il centrodestra, nonostante Meloni sia un leader straordinario?".
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In prima fila c'è proprio Roscioli, vicino a lui Deborah Bergamini, vice segretaria nazionale forzista, Mara Carfagna ( ora con Noi moderati), il capogruppo al Senato, Stefania Craxi. Il parterre è formato per lo più da deputati e senatori azzurri, ci sono molti esponenti della 'vecchia guardia', anche del 'cerchio magico' berlusconiano. Si contano più di 24 parlamentari e due ministri, Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo più la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano (moglie di Occhiuto) e il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto.
Dall'altro lato dalla sala, spunta, tra gli spettatori in piedi, Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del Guardasigilli, Carlo Nordio. Nelle prime file anche Luigi Bisignani, Francesca Pascale, ex compagna del Cavaliere per circa dieci anni, e Maria Rosaria Rossi, già tesoriere del partito dal 2015 al 2016 (si salutano con un bacio tra i flash dei fotografi). Il senatore Claudio Lotito, presidente della Lazio, arriva in ritardo e si accomoda in 'solitaria' su una sedia vicino alla pedana degli oratori. Sono presenti l'ex governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, attuale presidente della commissione Salute della Camera, Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, le deputate Erica Mazzetti e Patrizia Marrocco, Cristina Rossello, coordinatrice cittadina di Milano, Andrea Orsini, i senatori Francesco Silvestro, Raffaele De Rosa e Mario Occhiuto (fratello del presidente della Regione Calabria). E ancora: i parlamentari campani Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, Giovanni Aruzzolo, Isabella De Monte, Paolo Emilio Russo, capogruppo di Fi alla Prima di Montecitorio, il presidente del Molise, Francesco Roberti.
Tra i primi ad arrivare, Alessandro Cattaneo, responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito, che si presenta con Luigi Marattin, segretario del Partito liberaldemocratico, che scherza: "Accompagno il compagno Cattaneo...". Si fanno vedere Pino Galati, Michele Vietti. Passa anche l'ex direttore de 'Il Riformista', Andrea Ruggieri, che organizzò un evento a palazzo Grazioli, sede della stampa estera, con ospite d'eccezione proprio Occhiuto. "Io sono il solo il vice di Tajani, non sono l'anti-Tajani...", ripete più volte il governatore assediato da tv e stampa, smentendo "ambizioni di leadership" e spiega il perché ai giornalisti più riottosi a crederlo: "Non ho nessuna ambizione personale, perché sono stato rieletto da poco presidente della mia Regione: quindi, ho 4 anni davanti a me e proprio per questo sono libero di poter pensare e dire certe cose sul partito...".
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