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Ritardo digitale, per l’Istat la Calabria tra le ultime regioni

  • Postato il 23 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Ritardo digitale, per l’Istat la Calabria tra le ultime regioni

Il Quotidiano del Sud
Ritardo digitale, per l’Istat la Calabria tra le ultime regioni

Secondo l’Istat, la Calabria registra un forte ritardo digitale in Italia per accesso, competenze e utilizzo dell’identità digitale e IA.


Calabria ancora tra le regioni d’Italia con maggiore ritardo digitale. Accesso, utilizzo e competenze sono tutti inferiori alla media nazionale. È quanto emerge dal report dell’Istat. Solo l’80,1% di famiglie ha un accesso a Internet, la media italiana è 83,1%. Il 74,3 % di utenti negli ultimi tre mesi ha usato Internet, nove punti sotto la media nazionale. Altro dato che fa riflettere è quello sulle competenze digitali in Calabria: solo il 42,2 % possiede quelle di base contro una media italiana del 54,3%. Altro riferimento che fa pensare è quello relativo all’identità digitale (Spid e Cie). In Calabria li utilizza il 33,8% contro una media nazionale dell’83%. Il dato italiano invece mostre competenze digitali in crescita. Nel 2025 è pari al 54,3% la quota di persone di 16-74 anni con competenze digitali almeno di base, 8,4 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Resta però lontano l’obiettivo europeo che punta, entro il 2030, a una quota dell’80%.

L’ISTAT IN CALABRIA: IL DIVARIO GENERAZIONALE DIGITALE E TERRITORIALE IN ITALIA

E’ quanto emerge da un report dell’Istat. In Italia, come in altri Paesi europei, le competenze digitali sono caratterizzate da forti divari associati a specifiche caratteristiche socio-culturali della popolazione. Nel 2025 il 71,7% dei ragazzi di 20-24 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi ha competenze digitali almeno di base. Una quota che scende rapidamente con l’età, per arrivare al 49,1% tra i 55-59enni e attestarsi al 27,4% tra le persone di 65-74 anni. Nel 2025 l’87,3% delle famiglie dispone di un accesso a Internet (+1,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente). L’analisi territoriale evidenzia un persistente ritardo del Mezzogiorno, pari circa 5 punti percentuali in meno rispetto al Centro-Nord. Le regioni con la maggiore percentuale di famiglie connesse sono la Toscana (90,9%), la Provincia Autonoma di Trento (90,6%) e il Veneto (89,5%); quelle con le percentuali più basse sono, invece, la Sicilia (82,0%), la Basilicata (81,8%) e la Calabria, come già anticipato, con l’80,1%.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL GAP DI GENERE

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, l’Italia si colloca agli ultimi posti in Europa. La media dei paesi membri dell’UE è di 32,7% con un’età compresa tra 16 e 74 anni. In Italia drastica discesa con un 19,9%. Solo la Romania fa peggio di noi con il 17,8%. L’utilizzo di strumenti di IA è particolarmente diffuso tra i giovani: in Italia ne fa uso il 51,2% dei 14-19enni e il 43,1% dei 20-24enni. Nel complesso, l’uso dell’IA è più elevato tra gli uomini (19,6%) rispetto alle donne (16,1%). Tuttavia, questa differenza non si riscontra nelle fasce di età più giovani: tra i 14 e i 19 anni ha utilizzato strumenti di IA il 53,3% delle ragazze a fronte del 49,1% dei coetanei maschi. Solo a partire dai 25 anni la differenza di genere cambia segno, con un maggiore utilizzo tra gli uomini.

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