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Rimborsopoli, in Appello prescrizioni e pene ridotte per gli ex big della politica regionale

  • Postato il 16 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Rimborsopoli, in Appello prescrizioni e pene ridotte per gli ex big della politica regionale

Il Quotidiano del Sud
Rimborsopoli, in Appello prescrizioni e pene ridotte per gli ex big della politica regionale

Pene ridotte nel processo d’Appello sulla Rimborsopoli calabrese per gli ex big della politica regionale per la prescrizione dei peculati


REGGIO CALABRIA — A più di dieci anni dall’inchiesta sulla Rimborsopoli calabrese, il processo di secondo grado si chiude con la prescrizione di parte dei reati di peculato, la sopravvivenza dei residui falsi ideologici in atto pubblico relativi ai rendiconti delle spese e una netta riduzione delle pene. Le condanne inflitte in primo grado dal Tribunale di Reggio Calabria, nel luglio 2025, erano a pene elevate per i big della politica regionale. Cinque anni di reclusione per l’ex assessore Luigi Fedele; 4 anni e 8 mesi per il senatore Giovanni Bilardi; 4 anni e 8 mesi per l’ex assessore (ed ex sindaco di Rocca di Neto) Alfonso Dattolo; 4 anni di reclusione per l’ex segretario-questore Giovanni Nucera; 3 anni e 6 mesi per l’ex consigliere Pasquale Tripodi; 3 anni e 6 mesi per l’assistente personale Carmelo Trapani.

Pene rideterminate

La Corte d’Appello ha riformato quel verdetto rideterminando le pene a tre anni di reclusione per Bilardi, Dattolo e Fedele, in seguito alle prescrizioni scattate in appello per specifici capi d’imputazione. I giudici hanno revocato la confisca dei beni nei confronti di tutti gli imputati. Cancellata anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, sostituita con un’interdizione temporanea di cinque anni.

Per gli imputati assolti in primo grado, la Procura non ha impugnato la sentenza, rendendo di fatto definitive quelle assoluzioni per 20 ex consiglieri e assessori.

Il processo d’appello

Particolarmente acceso il dibattito in aula, segnato dalla discussione sul calcolo dei termini di prescrizione durante il periodo dell’emergenza Covid. L’avvocato Vincenzo Ioppoli, in particolare, ha contestato i criteri di sospensione del Tribunale invocando l’applicazione della norma del decreto Cura Italia con un parametro ridotto rispetto a quello applicato. Nel merito, il collegio difensivo — di cui fanno parte anche gli avvocati Nico D’Ascola, Priolo, Giuseppe Albanese, Umberto Abate e Nunzio Raimondi — ha insistito sull’insussistenza del reato. L’assenza del falso farebbe cadere anche il peculato per mancanza di spese inconferenti o estranee alle funzioni. Tra gli argomenti difensivi anche il difetto dell’elemento psicologico e la scriminante dell’errore.

La Procura generale aveva concluso chiedendo la prescrizione per i peculati e condanne per i falsi non prescritti, sollecitando in tal caso una riduzione della pena a due anni. La Corte ha accolto solo in parte queste istanze.

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