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Reazione a catena, "insinuazioni di presunti atti sessuali": Le Pappardelle passano alle vie legali

  • Postato il 22 settembre 2026
  • Televisione
  • Di Libero Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
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Reazione a catena, "insinuazioni di presunti atti sessuali": Le Pappardelle passano alle vie legali
Reazione a catena, "insinuazioni di presunti atti sessuali": Le Pappardelle passano alle vie legali

"Non abbiamo mai risposto alle tante critiche, perché la libertà di opinione è sacrosanta e non abbiamo mai avuto la pretesa di piacere a tutto il pubblico. Tuttavia, se alcuni commenti sono rimasti educati anche nell'esprimere opinioni negative su di noi, altri hanno decisamente oltrepassato il limite non solo dell'educazione, ma anche della legalità": a dirlo Le Pappardelle, le campionesse di Reazione a Catena in un lungo post su un gruppo Facebook dedicato al programma. Il trio, composto dalle studentesse fiorentine Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbin, dopo essere stato sconfitto al gioco de "L'intesa vincente" ha detto addio al quiz show condotto da Pino Insegno su Rai 1. Le tre amiche hanno mantenuto il titolo di campionesse per ben 48 puntate, con un bottino complessivo di oltre 250mila euro.

Se da una parte c'è un pubblico che le ha sempre apprezzate, dall'altro c'è anche chi le ha ricoperte di odio, spesso superando i limiti del rispetto e dell'educazione. Tanto che il trio ha annunciato ufficialmente che agirà per vie legali contro gli haters. "Dall'altra parte dello schermo di un telefono ci sono delle persone, con le loro insicurezze e le loro fragilità, che per il solo motivo di essersi messe in gioco si trovano a dover gestire così tanta negatività. Quel che ci preme adesso è invece agire su questi commenti: insinuazioni di raccomandazioni, di presunti atti sessuali intrattenuti con la redazione, offese quali 'tr**e, pu***ne' ecc ecc, sono a tutti gli effetti passibili di denuncia", si legge ancora nel post.

 

 

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Le Pappardelle, poi, hanno chiesto l'aiuto del pubblico per trovare post, commenti e contenuti ingiuriosi finiti in rete, così da consegnarli direttamente alle autorità competenti per tutelare la propria immagine: "Ci sembra assurdo che nel 2026 ancora non sia chiaro che scrivere sui social ha delle conseguenze", hanno aggiunto. In ogni caso, hanno voluto "ringraziare con il cuore tutti coloro che ci hanno seguite, supportate e che hanno fatto il tifo per noi pur non conoscendoci: quel che più ci rende felici è che anche attraverso lo schermo sia passato il legame che ci unisce, e che ci caratterizza da sempre come amiche, molto prima che come concorrenti di un quiz".

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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