Raddoppio, il 30 gennaio incontro pubblico ad Albenga. Il Comitato territoriale: “Molti sindaci si credono assolti, ma saranno coinvolti”
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Provincia. Era la fine del 2025, nel mese di novembre per la precisione, quando il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, nel suo intervento in occasione degli 80 anni di Confcommercio Imperia, annunciava il possibile avvio dei lavori per lo spostamento della ferrovia a monte tra Finale Ligure e Andora nel 2026.
Superate abbondantemente le festività natalizie, ora che il 2026 sta iniziando a mettersi in moto, ecco che ritorna in primo piano uno dei temi centrali per il futuro della viabilità (e non solo) della provincia di Savona.
Infatti, mentre Governo, Regione e gli stessi amministratori locali coinvolti guardano all’opera con ottimismo (con le dovute sfumature tra i sindaci, in particolare nell’albenganese), il fronte del “no” al raddoppio non solo non arretra, ma sembra essere sempre più agguerrito, forse proprio perché questa volta, a differenza del passato, il vento sembra essere cambiato. Nasce così l’idea di un confronto pubblico, in programma il 30 gennaio prossimo alle 20.30 presso l’auditorio San Carlo di Albenga, durante il quale i promotori dell’iniziativa proveranno a rispondere ad una semplice domanda: “Perché un progetto così impattante, atteso e costoso non è mai stato spiegato ai cittadini che vivono nel nostro territorio?”.
A farlo sapere è il Comitato Territoriale, che da sempre si batte contro la realizzazione dello spostamento della ferrovia a monte: “Molti sindaci vivono il progetto di spostamento a monte della ferrovia come un’opera decisa dal governo centrale. In realtà non è così: le responsabilità delle amministrazioni comunali sono evidenti, perché sottovalutano le conseguenze dell’opera sul nostro territorio. Come dimostrato dal Comune di Pietra Ligure, che non condivide il progetto attuale di spostamento a monte, gli enti locali hanno la possibilità di tutelare il loro territorio: lo ha già fatto il Comune di Ceriale che, a metà degli anni ’90, aveva bocciato il progetto dell’epoca”.
L’anno scorso – ricordano dal Comitato “il consiglio comunale di Pietra Ligure, all’unanimità, ha chiesto diverse modifiche progettuali per evitare pesanti ripercussioni dal punto di vista imprenditoriale, ambientale e archeologico. Se lo spostamento a monte della ferrovia dovesse proseguire, il Comune ha dichiarato di voler rinunciare all’inutile fermata, prevista al confine con Tovo San Giacomo e Giustenice. Inoltre il Consiglio comunale di Pietra si è rifiutato di votare il progetto senza che prima venisse pubblicata la Valutazione di impatto ambientale”.
“Perché tanti sindaci hanno votato il progetto a scatola chiusa, senza conoscere la valutazione di impatto ambientale? Il sindaco è il primo responsabile della salute dei cittadini e dovrebbe tutelarli dal rischio di inquinamento delle falde, dell’aria e dal consumo di suolo. Perché un progetto così impattante, atteso e costoso non è mai stato spiegato ai cittadini che vivono nel nostro territorio? Proveremo a dare una risposta a questa domanda venerdì 30 gennaio ad Albenga. Il Comitato Territoriale darà il suo contributo all’assemblea pubblica informativa sul progetto di spostamento a monte, rispondendo in maniera esauriente alle domande del pubblico”.