Raccolta olio esausto ad Albenga, Boscaglia all’amministrazione: “Incapaci di gestire il servizio, hanno scelto di eliminarlo”
- Postato il 11 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. “La decisione dell’Amministrazione comunale di rimuovere i contenitori per la raccolta degli oli alimentari esausti rappresenta l’ennesima dimostrazione di come questa maggioranza affronti i problemi: invece di risolverli, elimina il servizio”. A dichiararlo è l’ex assessore Manlio Boscaglia, che ricorda come il servizio fosse stato sviluppato proprio per favorire il corretto conferimento di un rifiuto altamente inquinante.
“Negli anni avevamo lavorato per creare una rete di raccolta presso supermercati e punti di aggregazione dei cittadini, distribuendo gratuitamente apposite tanichette per agevolare le famiglie. Era una scelta moderna, intelligente e perfettamente in linea con i principi dell’economia circolare. Con l’apertura di nuovi supermercati sul territorio mi sarei aspettato un potenziamento del servizio, estendendolo ulteriormente e rafforzandolo anche nelle frazioni, non certo la sua soppressione”.
Secondo Boscaglia il problema non è il servizio, ma la sua gestione: “Se alcuni contenitori venivano utilizzati in modo improprio, il compito dell’Amministrazione era quello di aumentare i controlli, garantire la pulizia delle postazioni e sanzionare i responsabili. Fa riflettere che il problema sia emerso concretamente soltanto dopo la denuncia pubblica del consigliere comunale Guido Lugani. Possibile che nessuno si fosse accorto prima della situazione?”.
L’ex assessore evidenzia poi quella che considera una contraddizione politica: “Ancora più incomprensibile è che una scelta simile venga assunta da una maggioranza che si richiama costantemente ai temi dell’ambientalismo e che vede il sostegno di Alleanza Verdi e Sinistra. Da anni si parla di sostenibilità, economia circolare e tutela dell’ambiente, ma poi si elimina uno dei servizi che meglio rappresentano questi principi nella vita quotidiana dei cittadini” Boscaglia sottolinea inoltre le possibili conseguenze ambientali della decisione.
“Non tutti i cittadini saranno disposti a recarsi all’isola ecologica per conferire pochi litri di olio esausto. Il rischio concreto è che una parte di questo rifiuto venga smaltita in modo scorretto attraverso gli scarichi domestici, finendo nella rete fognaria e, indirettamente, nel nostro mare. Una prospettiva che preoccupa ancora di più considerando che ci troviamo all’inizio della stagione turistica e che la tutela delle acque dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per qualsiasi amministrazione”.
E conclude: “Un’Amministrazione seria affronta le criticità e le risolve, non rinuncia ai servizi pubblici. Mi permetto di utilizzare una metafora calcistica: questa decisione assomiglia al comportamento del giocatore scarso che, non riuscendo a giocare la partita, prende il pallone e se ne va. È una scelta che dimostra impotenza, non capacità amministrativa. Se il problema era il controllo si aumentavano i controlli, se il problema era la gestione si migliorava la gestione. Eliminare il servizio significa semplicemente ammettere di non essere stati capaci di governarlo. Albenga non ha bisogno di amministratori che arretrano di fronte alle difficoltà. Ha bisogno di amministratori che trovano soluzioni. Sopprimere la raccolta degli oli esausti non è una scelta ecologica, non è una scelta moderna e non è una scelta responsabile. È soltanto una resa”.