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Progetto di vita per le persone con disabilità: chi può fare domanda all’INPS e come

  • Postato il 9 agosto 2026
  • Di Panorama
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Progetto di vita per le persone con disabilità: chi può fare domanda all’INPS e come

Al via le domande online all’INPS per il progetto di vita per persone con disabilità. In 51 province italiane parte la sperimentazione e si può chiedere l’avvio del percorso di valutazione multidimensionale. È il passaggio che dà concretamente il via, sul piano pratico, a uno dei cardini della riforma della disabilità: la creazione di un progetto costruito insieme alla persona con disabilità, che tenga conto delle sue esigenze di autonomia, casa, lavoro, istruzione e relazioni sociali.

Cos’è il progetto di vita e perché serve una domanda

Il progetto di vita non è un sussidio né un nuovo accertamento di invalidità: è un percorso di sostegno su misura, elaborato dall’ATS competente insieme alla persona con disabilità, che parte da una valutazione dei bisogni individuali. La domanda all’INPS non richiede l’invio di alcun documento: serve solo per autorizzare l’Istituto a trasmettere all’ATS il certificato di disabilità e gli altri dati utili per far partire la procedura.

Chi può fare domanda: i requisiti per accedere

Possono presentare domanda per il progetto di vita le persone con alcuni requisiti:

  • invalidità civile superiore al 33%;
  • residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi, o perimetro binoculare inferiore al 10%;
  • sordità con deficit uditivo di almeno 75 decibel nell’orecchio migliore, insorta entro i 12 anni di età;
  • necessità di sostegno almeno di livello lieve;
  • per i minori: difficoltà persistenti nei compiti propri dell’età, oppure ipoacusia superiore a 60 decibel;
  • per gli ultra-67enni: difficoltà persistenti di livello lieve, corrispondenti a un’invalidità tra il 33,3% e il 66,6%.

In alternativa, è sufficiente essere in possesso della Legge 104, ottenuta prima dell’entrata in vigore della riforma: chi ha già questo attestato può fare domanda senza dover attendere il nuovo certificato di disabilità. Non è previsto alcun limite ISEE: l’accesso dipende solo dalla condizione di disabilità certificata e dalla residenza in una delle province della sperimentazione. La domanda non è per accedere a una prestazione economica né a una nuova istanza di accertamento della disabilità: non fa quindi ottenere alcun beneficio in denaro né una nuova invalidità, ma serve unicamente ad attivare la valutazione multidimensionale da cui nascerà il progetto di vita. Non possono presentare l’istanza gli ultrasettantenni non autosufficienti già titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta.

Le 51 province coinvolte nella sperimentazione

Sono 51 le province coinvolte. Le prime sono partite il 1 gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste. Poi il 30 settembre 2025 si sono unite: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza. Infine, il 1 marzo 2026 sono arrivate: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona. Ed ora si può avviare la procedura sul portale dell’INPS, se si risiede in queste province. Chi invece abita altrove non può, per ora, presentare la domanda tramite il servizio telematico dell’INPS: dovrà attendere il proprio turno nel calendario di estensione della sperimentazione.

Come presentare la domanda: la procedura online

La domanda va inoltrata esclusivamente online. Il primo passo è collegarsi al sito www.inps.it e entrare nella sezione “Sostegni, Sussidi e Indennità”. A questo punto selezionare “Per disabili/invalidi/inabili” e autenticarsi con un’identità digitale valida: SPID almeno di livello 2, CIE almeno di livello 3, CNS oppure eIDAS. Poi accedere al servizio “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita” e confermare la richiesta. Non serve allegare alcun documento: basta autenticarsi e dare il proprio assenso, perché è l’INPS a recuperare e trasmettere in automatico all’ATS del proprio Comune di residenza il certificato di disabilità, il questionario WHODAS se già disponibile e i dati di contatto forniti online. Anche eventuali aggiornamenti successivi del certificato vengono inviati automaticamente all’ATS, senza bisogno di presentare una nuova istanza.

Chi può presentare l’istanza per un’altra persona

Oltre alla persona con disabilità, la domanda può essere presentata dal genitore, se il richiedente è minorenne, oppure dal tutore, curatore o amministratore di sostegno, purché abbia i poteri previsti dal decreto di nomina e sia in possesso della delega per accedere con SPID, CIE o CNS dell’interessato. Quindi se la persona con disabilità non è in grado di presentare la domanda da sola, può farlo un familiare o un altro soggetto legittimato, se ha la delega digitale necessaria.

Cosa succede dopo l’invio della domanda

Una volta trasmessa la documentazione, è l’ATS territorialmente competente a contattare direttamente l’interessato per avviare la valutazione multidimensionale, condotta da un’équipe di professionisti (assistenti sociali, medici, educatori). Da questo confronto nasce il progetto di vita, che potrà poi essere aggiornato nel tempo in base all’evoluzione delle esigenze della persona. La domanda online all’INPS non è obbligatoria: chi preferisce può comunque presentare la domanda in forma libera, in qualsiasi momento, direttamente all’ATS del proprio Comune di residenza o all’ente individuato dalla propria Regione. Il canale telematico dell’INPS resta però la via più semplice e veloce, perché permette di evitare code agli sportelli e la ricerca autonoma dei documenti da presentare.

Autore
Panorama

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