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Processo Teorema a Crotone, no del gup a negoziati, Manica e Combariati a dibattimento

  • Postato il 16 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Processo Teorema a Crotone, no del gup a negoziati, Manica e Combariati a dibattimento

Il Quotidiano del Sud
Processo Teorema a Crotone, no del gup a negoziati, Manica e Combariati a dibattimento

Tangenti alla Provincia di Crotone, il gup dice no a riti alternativi, Manica e Combariati verso il dibattimento nel processo Teorema


CROTONE – Arriva a un crocevia fondamentale la vicenda giudiziaria legata all’inchiesta “Teorema”, con cui Procura e Guardia di finanza hanno scoperchiato un presunto sistema di tangenti alla Provincia di Crotone. La gup Elisa Marchetto ha respinto le richieste di riti alternativi avanzate dai principali imputati coinvolti nell’indagine, chiudendo di fatto la strada a soluzioni negoziate in udienza preliminare.

No a negoziati

Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia (assistito dagli avvocati Roberto Coscia e Francesco Gambardella), aveva avanzato istanza di rito abbreviato condizionato all’assunzione di alcune testimonianze. Parallelamente, Giacomo Combariati (difeso dall’avvocato Antonio Domenico Rizzuto), considerato il suo ex braccio destro, aveva richiesto un patteggiamento a 2 anni e 11 mesi, una pena peraltro già formalmente concordata con la Procura.

Con il rigetto di queste istanze decade la possibilità di definire il procedimento in questa fase con riti premiali. Per Manica e Combariati si spalancano dunque le porte del dibattimento, con il giudizio immediato già fissato per il prossimo 14 ottobre per cinque imputati.

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Appello a Nordio

Tra loro Rosaria Luchetta, che ha inviato una lettera aperta al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e ai presidenti dei Tribunali Penali di Crotone e Catanzaro. Un atto che nasce come un sollecito istituzionale durissimo, volto a denunciare una presunta disparità di trattamento subita rispetto a Manica e Combariati. «Ho subito un grave torto, avevo chiesto di essere risentita dalla Procura ma nessuno mi ha voluto sentire», afferma Luchetta. Nel documento, l’imputata (assistita dall’avvocato Sabrina Rondinelli) punta il dito contro il mancato riscontro alle istanze formali presentate per essere nuovamente ascoltata dalla Procura, un’opportunità che, a suo dire, sarebbe servita a chiarire sia la sua posizione sia quella del coniuge e coimputato Luca Bisceglia.

La denuncia: arresti di serie A e serie B

Luchetta ha scoperto, tramite il suo legale, che altri coindagati sono stati invece ammessi a plurimi e prolungati interrogatori. Da qui la sua sensazione di trovarsi di fronte a una giustizia selettiva, con arresti di “serie A” e di “serie B”. Nel mirino di Luchetta finiscono gli interrogatori dei pesi massimi dell’inchiesta, Fabio Manica e Giacomo Combariati, i cui verbali risulterebbero inseriti nel fascicolo quasi come «capi d’accusa».

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