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PRIX ITALIA , LA RAI A L’AQUILA ACCENDE I RIFLETTORI SULLA TV EUROPEA: APRONO I DUE GRANDI ABRUZZESI BRUNO VESPA E GIANNI LETTA

  • Postato il 28 settembre 2026
  • Cultura
  • Di Libero Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni
  • 7 min di lettura
In sintesi

L'Aquila si prepara a ospitare la 78ª edizione del Prix Italia, il prestigioso concorso internazionale della Rai dedicato all'eccellenza audiovisiva europea. Dal 28 settembre al 2 ottobre, la città abruzzese diventerà centro mondiale di innovazione televisiva e radiofonica, con anteprime esclusive e dibattiti pubblici. L'apertura sarà celebrativa: Bruno Vespa e Gianni Letta, entrambi abruzzesi, ricorderanno i trent'anni di «Porta a Porta», simbolo della qualità giornalistica italiana.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

PRIX ITALIA , LA RAI A L’AQUILA ACCENDE I RIFLETTORI SULLA TV EUROPEA: APRONO I DUE GRANDI ABRUZZESI BRUNO VESPA E GIANNI LETTA
PRIX ITALIA , LA RAI A L’AQUILA ACCENDE I RIFLETTORI SULLA TV EUROPEA: APRONO I DUE GRANDI ABRUZZESI BRUNO VESPA E GIANNI LETTA

Cinque giorni per raccontare il futuro della televisione, senza perdere di vista l’uomo. È questo lo spirito del 78° Prix Italia, lo storico concorso internazionale organizzato dalla Rai, che da lunedì 28 settembre a venerdì 2 ottobre trasformerà L’Aquila in una capitale mondiale della creatività audiovisiva. E proprio dalla città abruzzese, Capitale italiana della Cultura 2026, partirà una manifestazione che intreccia la competizione tra le grandi produzioni radiotelevisive, le anteprime Rai e un programma di appuntamenti aperti al pubblico. A inaugurare la settimana sarà un incontro dal sapore speciale: Bruno Vespa, aquilano d’origine, incontrerà Gianni Letta, anche lui abruzzese, per celebrare i trent’anni di «Porta a Porta», la trasmissione che ha segnato la storia dell’informazione televisiva italiana.

Una scelta che mette subito al centro il rapporto tra la Rai e il territorio, ma anche la memoria di un programma diventato un appuntamento fisso del dibattito pubblico. La serata inaugurale, condotta da Emma D’Aquino, vedrà inoltre sul palco Eleonora Abbagnato e Giorgio Pasotti, protagonisti di una performance realizzata con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, diretta dal maestro Massimo Ceccarelli, e dell’anteprima dal vivo di «Scuola di Danza – I ragazzi dell’Opera». Un’apertura all’insegna della contaminazione tra linguaggi artistici, in linea con il tema scelto per l’edizione di quest’anno: «Play Human».

Il concorso, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, mette in gara 27 programmi finalisti selezionati tra 226 opere presentate da 83 broadcaster di 52 Paesi. Per l’Italia, la Rai sarà rappresentata nella categoria Digital Multimedia da «Techegram», il programma condotto da Fabrizio Biggio, mentre Sky Italia porta in finale «M – Il figlio del secolo», la serie diretta da Joe Wright, tratta dal romanzo di Antonio Scurati e interpretata da Luca Marinelli, prossimamente in onda su La7. A completare la presenza italiana in gara, sempre per Sky, il documentario «Oliviero Toscani: Chi mi ama mi segua». Tre titoli che testimoniano la varietà di una produzione nazionale capace di muoversi tra archivio, serialità e documentario, confrontandosi con le opere provenienti da tutto il mondo.

A spiegare il significato della manifestazione è l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, che sottolinea il percorso compiuto dal servizio pubblico in quasi otto decenni di storia. «Sono 78 anni che la Rai organizza questo evento straordinario», ha detto Rossi, ricordando come «nelle prime edizioni, il claim scelto, "Play Human", era un concetto nemmeno immaginato». Allora, ha osservato, «il tema era unire con la comunicazione un mondo devastato dalla guerra. Oggi, invece, la riflessione è sull'impatto della tecnologia nei modelli espressivi e nella possibilità di mantenere la dimensione dell'umano centrale anche nei processi di creazione dell'immaginario».

Un cambiamento che investe direttamente il ruolo della televisione pubblica, chiamata a misurarsi con la concorrenza delle piattaforme internazionali e con una trasformazione radicale dei consumi culturali. «Da 78 anni la Rai compie uno sforzo enorme per adeguarsi a tutte le forme espressive per stare al passo con la tecnologia», ha dichiarato ancora Rossi. «I servizi pubblici in Europa stanno combattendo una sfida molto difficile, perché i mercati nazionali sono invasi da player globali, ed è normale che il loro ruolo sia orientato non più verso la quantità, ma sia volto ad intercettare il valore della qualità».

Il programma delle anteprime sarà uno dei piatti forti della settimana. Rai Fiction presenterà «Celestino V. L’eremita che diventò Papa», con Michele Placido, Fortunato Cerlino e Giovanni Scifoni, per la regia di Edoardo Re. Un racconto che riporta sullo schermo la vicenda di Pietro da Morrone, l’eremita divenuto pontefice, figura centrale della storia religiosa e politica medievale. Rai Cinema porterà invece a teatro «La ragazza con la Leica», il film di Alina Marazzi dedicato alla fotografa Gerda Taro, mentre Rai Documentari renderà omaggio alla città ospitante con una produzione dedicata a L’Aquila. Tre proposte diverse, accomunate dalla volontà di valorizzare la storia e la cultura attraverso il linguaggio audiovisivo.

Spazio anche alla musica e alle nuove iniziative editoriali della Rai, con il lancio del nuovo canale «Italiana». A presentarlo saranno Marco Conidi e Ambrogio Sparagna, accompagnati da Federico Quaranta, in una serata che unirà musica, parole e immagini. Tra gli altri appuntamenti di rilievo, il conferimento del premio alla carriera a Luciano Tovoli, maestro della cinematografia, al termine di un confronto sulla geografia dell’immaginario organizzato in collaborazione con Abruzzo Film Commission.

Il Prix Italia non sarà però soltanto una vetrina per gli addetti ai lavori. La manifestazione punta a coinvolgere le nuove generazioni con una serie di incontri realizzati insieme alle università e alle istituzioni locali. Dalla disinformazione alla lingua italiana, passando per l’intelligenza artificiale e i nuovi linguaggi, il confronto si allargherà a esperti e protagonisti dell’innovazione. Tra gli ospiti figurano padre Paolo Benanti, il direttore di BBC Radio 1 Aled Haydn Jones e il presidente dell’edizione 2026, il neozelandese Corey Baker, regista e coreografo pluripremiato, noto per le sue performance di danza in ambienti estremi e per progetti diventati virali, come «Swan Lake Bath Ballet», realizzato per la BBC e vincitore del Prix Italia nel 2021.

«È un onore essere Presidente del PRIX ITALIA in un anno dedicato alle arti performative», ha dichiarato Baker. «Per me, questo significa cose strane, selvagge, folli, stravaganti, impossibili e nuove. Questo è ciò che le persone creative vogliono realizzare». Una filosofia che si sposa con l’identità di un concorso nato per mettere in relazione le diverse culture e le esperienze creative internazionali. «Il PRIX ITALIA è nato per unire e lo fa ancora oggi», assicura Chiara Longo Bifano, segretario generale della manifestazione.

L’Aquila sarà anche un grande studio a cielo aperto. Per tutta la settimana, le dirette di «Unomattina», con Daniela Ferolla e Massimiliano Ossini, e di «Paparazzi» su Rai Italia racconteranno la città e il territorio, insieme agli spazi della Tgr e al palinsesto di Radio Rai, in onda dal Village allestito intorno all’Auditorium del Parco Renzo Piano. Tutti gli eventi saranno trasmessi in diretta su RaiPlay, mentre il racconto della manifestazione proseguirà domenica 4 ottobre su Rai 1 con lo speciale «PRIX ITALIA – Appunti di un viaggio», condotto da Serena Autieri e Monica Setta.

A completare il calendario, laboratori e iniziative pensati per gli studenti, tra cui l’incontro «#LavoreRai – I Mestieri della Tv» e il laboratorio con Pera Toons, in collaborazione con Rai Kids. La cerimonia di premiazione, in programma venerdì 2 ottobre, sarà condotta da Marco Ardemagni, Filippo Solibello e Frances Alina Ascione e trasmessa anche su Rai Italia. L’ingresso agli appuntamenti è gratuito, previa registrazione obbligatoria sul sito ufficiale.

Per la città, l’appuntamento rappresenta anche l’occasione di mostrare un volto diverso da quello legato alle immagini del terremoto. «Ospitare il PRIX ITALIA è un'opportunità preziosa per mostrare il nuovo volto dell'Abruzzo e del suo capoluogo, quest'anno Capitale italiana della Cultura», ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio. «Per troppo tempo dell'Abruzzo si è parlato soprattutto quando la terra tremava o per fatti di cronaca. Oggi raccontiamo una regione capace di ospitare grandi eventi e conquistare il pubblico». Il sindaco Pierluigi Biondi ha parlato di «un evento che ci aiuta a raccontare la nuova vita de L'Aquila, la sua nuova forza, la sua nuova storia», invitando tutti a «vedere L'Aquila con occhi diversi».

Una settimana, dunque, in cui la Rai prova a mettere in dialogo la propria storia con le sfide della contemporaneità. E se l’apertura affidata a Vespa e Letta guarda ai trent’anni di «Porta a Porta», il tema «Play Human» invita a interrogarsi su ciò che verrà: il posto dell’uomo in un mondo in cui la tecnologia cambia sempre più velocemente il modo di raccontare e immaginare la realtà.

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Autore
Libero Quotidiano

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