Potenza, a rischio l’apertura di via Cavour
- Postato il 3 agosto 2026
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Il Quotidiano del Sud
Potenza, a rischio l’apertura di via Cavour
Nuovo impianto meccanizzato che collegherà via Cavour al centro storico di Potenza ma l’apertura è a rischio. L’opera, costata oltre 10 milioni di euro, senza fondi regionali non entrerà in funzione
POTENZA – Sono in dirittura di arrivo i lavori del nuovo impianto meccanizzato che collegherà via Cavour al centro storico. L’infrastruttura come ha confermato il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca «sarà completata entro la fine di ottobre» anche se «la mia amarezza è che l’impianto non possa entrare subito in funzione perché la gestione comporta un ulteriore costo che, a oggi, come amministrazione comunale non possiamo sostenere».
In effetti l’apertura del collegamento tra via Cavour e via Vescovado è strettamente connesso alla vicenda della firma del contratto alla Miccolis e al servizio del trasporto pubblico urbano. Durante l’ultima seduta di consiglio comunale (come riportato da “Il Quotidiano” lo scorso 31 luglio ndr.) l’assessore al Bilancio Roberto Falotico, ha già annunciato, attaccando duramente la Regione, che se il presidente Bardi non stanzierà «come ha dichiarato ufficialmente lo scorso dicembre» i fondi per il trasporto pubblico urbano «noi il prossimo primo settembre non potremo firmare il contratto con la Miccolis».
E senza gestore del trasporto pubblico urbano il nuovo impianto non potrà entrare in funzione e 10 milioni e 800 mila euro – a tanto ammonta la cifra spesa per realizzarlo – finirebbero sprecati.
Una mancata firma di «cui il governatore si dovrà assumere la responsabilità davanti ai potentini visto che ai cittadini di Potenza ha detto che avrebbe dato i soldi».
LA STORIA DEL NUOVO IMPIANTO
La storia del nuovo impianto meccanizzato affonda le sue radici nell’area dell’ex Fornace Ierace. La progressiva espansione edilizia della zona di via Cavour — dove è sorto il complesso residenziale alle cui spalle si è realizzato il doppio ascensore e dove verranno realizzati anche 400 posti auto — e la nascita del polo universitario di Macchia Romana hanno reso sempre più pressante la necessità di collegare rapidamente la parte bassa della città con il centro storico.
Il primo vero mattone burocratico è inserito nei piani strategici comunali nel 2017. L’opera è inserita nel piano di investimenti Iti (Interventi territoriali integrati).
Fin dall’inizio, il progetto era pensato per integrare la già imponente rete di scale mobili cittadine – che include il Ponte attrezzato di Santa Lucia e la storica scala “Prima” che dallo scorso dicembre è chiusa per il fine vita della meccanica delle rampe (anche per le scale mobili di viale Marconi si attendono ancora i finanziamenti e quando arriveranno bisognerà poi procedere con gara d’appalto e quindi passeranno almeno un paio di anni prima della loro riapertura ndr.) – aggiungendo un tassello fondamentale sul versante nord-est della città.
Dopo una lunga fase di pianificazione tecnica la svolta operativa arriva ad aprile 2023 (Giunta Guarente ndr.) con la firma ufficiale del contratto di appalto per un investimento complessivo. stimato intorno ai 10,8 milioni di euro.
I lavori prendono il via a pieno ritmo e nel corso del 2024 lo sbancamento a ridosso dell’ex Fornace permette di gettare le fondamenta delle imponenti strutture verticali. Il progetto definitivo prevede un sistema composto da: due grandi torri ascensori panoramiche ad alto impatto ingegneristico. Una fermata intermedia in via Carlo Bo per servire i complessi residenziali sorti sull’area. Una passerella aerea d’acciaio per lo sbarco pedonale diretto su via Vescovado, proprio alle spalle della Cattedrale di San Gerardo.
LE FASI PIU’ COMPLESSE
A cavallo tra il 2025 e l’inizio del 2026, il cantiere vive le sue fasi più spettacolari e complesse dal punto di vista tecnico. A gennaio dello scorso anno, per consentire le operazioni di aggancio strutturale sulla sommità della rupe del centro storico, viene temporaneamente chiuso l’asse viario di via Vescovado.
Il momento cruciale della costruzione si consuma nei primi mesi del 2026, quando un’azienda specializzata in grandi sollevamenti esegue il varo della monumentale passerella pedonale in acciaio. Una struttura lunga 55 metri e pesante ben 160 tonnellate, posizionata a un’altezza operativa di circa 40 metri dal suolo in un contesto urbano estremamente ristretto.
Con il posizionamento delle strutture metalliche e il completamento delle torri in cemento armato, i lavori sono entrati nell’ultima fase.
I 400 posti auto verranno realizzati all’interno di un parcheggio multipiano parzialmente interrato situato proprio a ridosso dell’area della prima torre del nuovo impianto.
Il parcheggio multipiano affiancherà lateralmente la prima torre ascensori. Permetterà agli automobilisti di lasciare il veicolo a valle e salire direttamente verso via Carlo Bo e il centro storico (via Vescovado). I posti auto del multipiano dovrebbero essere gestiti in formula mista: una parte sarà comunale e pubblica (per agevolare l’accesso intermodale al centro) e una parte dovrebbe essere privata.
Si aggiungeranno a un lotto di circa 100 posti già realizzati nella stessa zona.
Ora come annunciato dal sindaco Telesca a fine ottobre il nuovo impianto sarà terminato ma la situazione economica del Comune – già tagliati circa 5 milioni di euro sui servizi essenziali, tra cui il trasporto pubblico urbano – non consentirà, senza l’intervento della Regione, l’apertura e la messa in funzione del nuovo impianto meccanizzato.
Il Quotidiano del Sud.
Potenza, a rischio l’apertura di via Cavour