Pitaro propone di modificare i confini tra Zambrone e Zaccanopoli, nel Vibonese

  • Postato il 15 marzo 2026
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Pitaro propone di modificare i confini tra Zambrone e Zaccanopoli, nel Vibonese

L’iniziativa del consigliere regionale Vito Pitaro (Noi Moderati) punta al passaggio della località “Cancino” dal comune di Zaccanopoli a quello di Zambrone, nel vibonese. Previsto un referendum consultivo limitato ai residenti della frazione ad un costo di 39mila euro


VIBO VALENTIA – Una proposta di legge per modificare i confini amministrativi tra i comuni di Zambrone e Zaccanopoli: è l’iniziativa presentata dal consigliere regionale del Vibonese, Vito Pitaro, di Noi Moderati (della quale abbiamo riferito nei giorni scorsi sull’edizione cartacea) che mira al trasferimento della località “Cancino” dal territorio comunale di Zaccanopoli a quello di Zambrone.

La proposta nasce dalla richiesta avanzata da parte dei residenti della piccola località, che conta tredici famiglie e circa trenta elettori, i quali hanno manifestato la volontà di essere annessi amministrativamente al comune di Zambrone. La motivazione principale riguarda la particolare collocazione geografica della frazione: “Cancino” è separata da Zambrone soltanto da una strada comunale, mentre dista oltre quindici chilometri dal centro di Zaccanopoli e non dispone di collegamenti diretti con il capoluogo.

Località Cancino

I MOTIVI DELLA MODIFICA DEI CONFINI TRA ZACCANOPOLI E ZAMBRONE, NEL VIBONESE

Secondo quanto illustrato nella relazione allegata alla proposta di legge, la popolazione della località risulta di fatto già integrata con il territorio di Zambrone, dal quale riceve da tempo diversi servizi essenziali, tra cui acquedotto, smaltimento delle acque reflue, raccolta dei rifiuti e trasporto scolastico. Servizi che, per ragioni di distanza e di costi, risulterebbero difficili da garantire dal comune di Zaccanopoli.

Dal punto di vista sociale e territoriale, inoltre, “Cancino” avrebbe sviluppato negli anni un rapporto sempre più stretto con la vicina frazione Daffinacello di Zambrone, condividendo attività sociali, economiche e culturali. Una situazione che, secondo i promotori dell’iniziativa legislativa, evidenzierebbe una discrepanza tra l’attuale assetto amministrativo e la reale configurazione geografica e comunitaria del territorio.

La proposta prevede che la decisione venga sottoposta a referendum consultivo, ma limitato ai soli residenti della località “Cancino”. Tale scelta si basa sull’articolo 40 della Legge regionale Calabria n. 13 del 1983, che consente al Consiglio regionale di escludere dal voto popolazioni che non dimostrino un interesse qualificato alla variazione territoriale.

LA PROPOSTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE DEL VIBONESE, VITO PITARO

Secondo la relazione illustrativa, gli abitanti della frazione rappresentano infatti la comunità direttamente interessata dalla modifica dei confini, mentre un referendum esteso all’intera popolazione dei due comuni rischierebbe di annullare la volontà dei residenti della località, che costituiscono una minoranza territoriale con esigenze specifiche legate ai servizi e alla vita quotidiana.

Il trasferimento riguarderebbe un’area complessiva di circa cinque ettari, individuata catastalmente e riportata in una planimetria allegata alla proposta di legge. Il provvedimento si compone di tre articoli e contiene una clausola di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere ordinamentale.

I COSTI DEL REFERENDUM SI AGGIRANO SUI 39MILA EURO

Per quanto riguarda i costi, l’unica spesa prevista è quella relativa all’organizzazione del referendum consultivo. Sulla base di precedenti analoghi, come quello che nel 2024 ha interessato i comuni di Cosenza, Rende e Castrovillari, l’importo complessivo massimo stimato per lo svolgimento della consultazione è di circa 39 mila euro.

L’obiettivo della proposta, sottolinea il promotore, è quello di garantire maggiore certezza amministrativa e semplificazione burocratica, oltre a rendere più efficiente l’erogazione dei servizi pubblici per i residenti della frazione. La decisione finale spetterà comunque al Consiglio regionale della Calabria, chiamato a valutare la proposta e l’eventuale indizione del referendum consultivo.

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