Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
- Postato il 19 febbraio 2026
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- Di Virgilio.it
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Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 19 febbraio 2026: benzina, diesel, gpl e metano
I prezzi dei carburanti in autostrada riflettono la combinazione tra costi industriali e componenti fiscali. Oggi 19 febbraio 2026, in base all’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, i prezzi medi in autostrada sono: benzina self a 1.753 euro, gasolio self a 1.801 euro, gpl servito a 0.829 euro e metano servito a 1.471 euro. In questo articolo trovi la tabella con i valori medi aggiornati, insieme a una guida chiara su come si forma il prezzo alla pompa: dalla quota legata alla materia prima e al cambio euro/dollaro fino al peso delle imposte, tra accise e Iva.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Ultimo aggiornamento dati: 18-02-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.753 € |
| Gasolio | SELF | 1.801 € |
| GPL | SERVITO | 0.829 € |
| Metano | SERVITO | 1.471 € |
Come si compone il costo dei carburanti
Per la benzina, la struttura del prezzo è dominata dalla componente fiscale, pari al 58% del totale, nettamente superiore alla quota industriale che rappresenta il restante 42%. All’interno della parte industriale convivono due elementi chiave: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima incide per circa il 30% del prezzo finale e risente direttamente delle quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti raffinati, oltre che dell’andamento del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare l’effetto dei movimenti delle borse petrolifere. Il margine lordo, che vale il 12% del prezzo, copre le attività di raffinazione, logistica, stoccaggio e distribuzione e costituisce l’area sulla quale operatori e gestori possono intervenire con politiche commerciali e promozionali per modulare il prezzo alla pompa. La componente fiscale, invece, è formata da accise e Iva: si tratta di voci stabilite per legge che non dipendono dalle scelte dei singoli operatori e che, pertanto, tendono a rendere meno immediato il trasferimento al consumatore dei cali delle quotazioni, specie quando le imposte gravano in misura percentualmente elevata. In sintesi, il prezzo della benzina nasce dall’equilibrio tra dinamiche dei mercati internazionali, valore dell’euro contro il dollaro, costi operativi della filiera e un prelievo fiscale che, incidendo per oltre la metà del totale, determina gran parte del livello pagato dagli automobilisti.
Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti cambia: la quota fiscale pesa per il 45% del prezzo, mentre la componente industriale raggiunge il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo finale, riflettendo l’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e l’effetto del cambio euro/dollaro, variabili che possono muovere sensibilmente i listini in tempi anche brevi. Il margine lordo incide per il 10% e copre il complesso delle attività di raffinazione, logistica e distribuzione: è il segmento sul quale gli operatori hanno maggiore possibilità di azione commerciale, tramite politiche di prezzo, promozioni o ottimizzazioni dei costi di rete. Il diverso bilanciamento tra parte fiscale e industriale, rispetto alla benzina, fa sì che il gasolio risulti più esposto alle oscillazioni dei mercati energetici e del cambio, mentre l’imposizione, pur rilevante, assorbe una quota inferiore del totale. Ne deriva che fasi di rialzo delle quotazioni possono riflettersi più rapidamente sui prezzi alla pompa, così come periodi di raffreddamento dei mercati tendono a trasmettersi con maggiore evidenza, pur rimanendo il peso delle imposte un fattore strutturale che limita l’ampiezza delle variazioni percepite dal consumatore.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit