Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
- Postato il 24 maggio 2026
- Notizie
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Oggi, 24 maggio 2026, pubblichiamo i prezzi medi registrati lungo la rete autostradale italiana per benzina, gasolio, GPL e metano, sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile. In sintesi: benzina self 2.055 euro, gasolio self 2.065 euro, GPL servito 0.911 euro e metano servito 1.591 euro. Il prezzo alla pompa riflette due componenti principali: la parte industriale (costo della materia prima e margine della filiera, inclusi i gestori) e la parte fiscale, formata da accise e imposta sul valore aggiunto; l’equilibrio tra queste voci, insieme all’andamento delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, determina le variazioni giornaliere e le differenze tra modalità self e servito.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Ultimo aggiornamento: 23-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| Benzina | SELF | 2.055 |
| GPL | SERVITO | 0.911 |
| Metano | SERVITO | 1.591 |
Come si compone il costo dei carburanti
Il prezzo della benzina alla pompa deriva dalla somma di una componente industriale e di una componente fiscale. Per la benzina, la parte fiscale incide per il 58% del prezzo finale, risultando nettamente superiore alla parte industriale, che pesa per il 42%. Quest’ultima si articola a sua volta in due voci: il costo della materia prima e il margine lordo. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un rialzo delle quotazioni o un indebolimento dell’euro tende a far aumentare il costo di approvvigionamento e, con qualche ritardo, si trasferisce sui listini alla pompa. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, racchiude i costi di logistica e distribuzione, la gestione degli impianti e la remunerazione degli operatori lungo la filiera. È proprio su questa porzione che i gestori possono intervenire per modulare i prezzi esposti, anche in funzione della concorrenza locale e delle dinamiche di domanda. Le differenze tra modalità self e servito ricadono principalmente in questa componente: i servizi aggiuntivi, il presidio del personale e l’assistenza al rifornimento incidono sul margine e spiegano perché il servito presenti valori mediamente più elevati rispetto al self, a parità di condizioni di mercato.
Per il gasolio lo schema è analogo, ma con un equilibrio tra le componenti diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale pesa per il 45% del prezzo finale, mentre quella industriale arriva al 55%. All’interno della parte industriale, la materia prima conta per il 45%: qui incidono in modo diretto le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’andamento del cambio euro/dollaro, che determinano il costo di approvvigionamento per raffinerie e importatori. Il margine lordo vale invece il 10% del prezzo e include costi operativi di logistica, stoccaggio e distribuzione, oltre alla remunerazione degli operatori e della rete di vendita; su questa voce i gestori possono agire per adeguare i listini, assorbendo o trasferendo parte della volatilità dei mercati e tenendo conto della concorrenza sul territorio. Il gasolio, largamente utilizzato dal trasporto e da un’utenza professionale, può risentire anche di ciclicità stagionali della domanda e di eventuali tensioni sull’offerta, che si riflettono rapidamente nelle quotazioni e quindi nella componente industriale. Anche in questo caso, gli scostamenti tra self e servito dipendono soprattutto dalla diversa incidenza dei servizi e dall’organizzazione del punto vendita, mentre la fiscalità resta un elemento strutturale e relativamente stabile nel breve periodo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit