Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
- Postato il 30 gennaio 2026
- Notizie
- Di Virgilio.it
- 1 Visualizzazioni
Oggi, 30 gennaio 2026, proponiamo un quadro chiaro dei prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. In questo articolo trovi i valori medi per benzina, gasolio, Gpl e metano comunicati dall’Osservatorio prezzi, oltre a una spiegazione di come nasce il prezzo alla pompa: dalla parte industriale, che include il costo della materia prima e il margine degli operatori, fino al carico fiscale composto da accise e Iva. In chiusura, sono inclusi i riferimenti ai grafici di andamento per approfondire le dinamiche nel tempo.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Ultimo aggiornamento: 29-01-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.739 € |
| Gasolio | SELF | 1.785 € |
| GPL | SERVITO | 0.829 € |
| Metano | SERVITO | 1.490 € |
Come si compone il costo dei carburanti
Per la benzina, la struttura del prezzo finale riflette l’interazione tra mercato e fiscalità. La componente fiscale vale il 58% del prezzo alla pompa e comprende accise e Iva: le accise sono un’imposta specifica per litro, mentre l’Iva si applica sul valore imponibile e amplia l’effetto delle variazioni. La parte industriale incide per il 42% e si scompone in due blocchi: materia prima al 30% e margine lordo al 12%. Il costo della materia prima dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dal cambio euro/dollaro, dato che le transazioni di riferimento avvengono in dollari; variazioni delle quotazioni o dell’euro impattano dunque direttamente sul prezzo. Il margine lordo, invece, copre logistica, stoccaggio, distribuzione, costi di rete e di esercizio dei punti vendita, oltre a promozioni e servizi; su questa quota l’operatore può intervenire per adeguare i listini alla concorrenza e ai flussi di domanda, tenendo conto delle specificità della rete autostradale (orari, servizi accessori, costi operativi più elevati). Nel complesso, quando le quotazioni internazionali salgono o il cambio si indebolisce, la componente industriale tende a crescere; al contrario, fasi di ribasso e un euro più forte sostengono riduzioni. La fiscalità, più rigida nel breve periodo, fa sì che molte variazioni di mercato si riflettano in misura proporzionale sul prezzo finale, mentre il margine resta la leva tattica per gli aggiustamenti al distributore.
Per il gasolio, la scomposizione del prezzo evidenzia un equilibrio diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale pesa il 45%, mentre quella industriale arriva al 55%. All’interno della parte industriale, il 45% è attribuito al costo della materia prima e il 10% al margine lordo su cui l’operatore può intervenire. Le quotazioni internazionali del gasolio risentono dell’andamento del greggio e dei margini di raffinazione dei distillati medi, influenzati sia dalla domanda di trasporto e logistica sia da fattori stagionali (ad esempio, i consumi invernali nell’emisfero nord). Anche il cambio euro/dollaro gioca un ruolo cruciale: un euro debole rende più costose le importazioni e tende a spingere in alto la componente industriale. Il margine lordo, invece, copre costi di approvvigionamento, deposito, trasporto e gestione dei punti vendita, oltre a differenziali legati ai servizi offerti in autostrada e alle politiche commerciali (tra modalità self e servito). In presenza di shock sulle quotazioni o di oscillazioni del cambio, il prezzo del gasolio può reagire rapidamente, con il margine che assorbe solo in parte la volatilità. La maggiore incidenza della componente industriale rispetto alla benzina rende il gasolio particolarmente sensibile alle dinamiche dei mercati internazionali dei raffinati, mentre la fiscalità, pur significativa, tende a pesare relativamente meno sul prezzo complessivo rispetto all’altro principale carburante.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit