Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

  • Postato il 5 gennaio 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
  • 3 Visualizzazioni

Oggi 05 gennaio 2026 ti proponiamo un aggiornamento sintetico e affidabile sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, con i valori più recenti disponibili. Troverai una tabella con benzina, gasolio, gpl e metano aggiornati alla data indicata dall’Osservatorio prezzi del Mimit, oltre a una spiegazione chiara di come si forma il prezzo finale alla pompa: dalla componente fiscale (accise e Iva) alla parte industriale, cioè il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. In coda all’articolo sono inclusi due grafici di approfondimento per seguire l’evoluzione dei mercati.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dai dati ufficiali: 04-01-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.767
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.486

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che il consumatore vede alla pompa è la somma di due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. Nel caso della benzina, la quota fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, una percentuale superiore alla componente industriale (42%). All’interno della parte industriale si distinguono il costo della materia prima e il margine lordo della filiera distributiva. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dell’andamento del cambio euro/dollaro: poiché gli scambi avvengono in dollari, un euro più debole tende a rendere più care le importazioni, mentre un euro più forte può alleggerire la spesa. Il margine lordo incide per il 12%: è l’area su cui l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto di costi logistici, concorrenza locale, servizio offerto e politiche commerciali. In presenza di oscillazioni delle quotazioni o del cambio, la trasmissione ai prezzi al consumo avviene in modo graduale e differenziato, anche a seconda della modalità di erogazione e del posizionamento dei punti vendita. La forte incidenza della fiscalità, d’altra parte, rende la struttura del prezzo della benzina particolarmente sensibile alle decisioni normative, ma al tempo stesso fornisce un quadro relativamente stabile finché non intervengono variazioni sulle imposte.

Per il gasolio la scomposizione del prezzo finale evidenzia un equilibrio diverso tra componenti rispetto alla benzina. La quota fiscale pesa per il 45% del totale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45% ed è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dal cambio euro/dollaro: quando i listini globali o il dollaro si rafforzano, la componente materia prima tende a salire, riflettendosi poi sui prezzi consigliati e sui prezzi effettivi alla pompa. Il margine lordo vale il 10% del prezzo e costituisce la leva commerciale su cui gli operatori possono agire per adeguare rapidamente le condizioni in funzione dei costi di approvvigionamento, della domanda locale, delle dinamiche concorrenziali e delle strategie promozionali. Poiché il gasolio ha una componente industriale relativamente più elevata, risulta spesso più reattivo ai movimenti del mercato all’ingrosso e alle variazioni del cambio. Anche in questo caso, la trasmissione ai prezzi al dettaglio non è istantanea e può variare a seconda della rete, del canale di vendita e dei servizi inclusi, ma la ripartizione tra fiscalità e industria aiuta a comprendere perché gli aggiustamenti possono essere più marcati o più graduali nel tempo.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti