Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
- Postato il 14 marzo 2026
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- Di Virgilio.it
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Oggi, 14 marzo 2026, proponiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, così come rilevati dall’ultimo report ufficiale. In questa pagina trovi una tabella sintetica con i valori medi per benzina e gasolio in modalità self, oltre a gpl e metano in servito. Il livello alla pompa è il risultato dell’incontro tra una componente industriale (costo del prodotto e margini di distribuzione) e una componente fiscale (accise e Iva), elementi che si sommano e spiegano perché i listini possano variare nel tempo e tra aree di servizio. L’obiettivo è offrire un riferimento utile e immediato per chi si mette in viaggio, ricordando che i prezzi in tabella rappresentano medie e possono differire da quelli esposti presso i singoli impianti.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Ultimo aggiornamento disponibile: 13-03-2026 (dati medi autostradali).
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.105 |
| Benzina | SELF | 1.910 |
| GPL | SERVITO | 0.836 |
| Metano | SERVITO | 1.526 |
Come si compone il costo dei carburanti
Benzina: il prezzo finale alla pompa si forma dall’insieme di una parte industriale e una parte fiscale. Nel caso della benzina, la componente fiscale incide per il 58% e comprende accise e Iva; si tratta della voce più pesante del prezzo, superiore alla componente industriale che vale il 42%. All’interno della quota industriale, il 30% è riconducibile al costo della materia prima, cioè il valore del prodotto raffinato che segue le quotazioni internazionali e risente direttamente dell’andamento del cambio euro/dollaro: quando il greggio o i riferimenti internazionali salgono, o quando l’euro si indebolisce sulla valuta statunitense, il costo industriale tende a crescere. Il restante 12% rappresenta il margine lordo lungo la filiera (dalla logistica alla distribuzione fino ai costi operativi della stazione di servizio). È su questa porzione che l’operatore può intervenire per definire la politica di prezzo alla pompa, anche differenziando tra modalità self e servito, promozioni, orari e servizi accessori. Pur restando ancorato a dinamiche globali e fiscali, il prezzo esposto può dunque riflettere strategie commerciali, livelli di concorrenza locale e specificità del punto vendita, con aggiustamenti più frequenti in presenza di movimenti rapidi delle quotazioni internazionali.
Gasolio: per il gasolio, la ripartizione tra le due grandi componenti è più equilibrata a favore della parte industriale: la componente fiscale pesa per il 45%, mentre la componente industriale vale il 55%. Dentro quest’ultima, il 45% è attribuibile alla materia prima, il cui costo segue le quotazioni internazionali del prodotto e riflette l’andamento del cambio euro/dollaro. Questa sensibilità rende il gasolio particolarmente reattivo alle condizioni dei mercati globali, anche in funzione della domanda legata al trasporto merci e, in alcune stagioni, ai consumi per il riscaldamento in alcuni Paesi. Il restante 10% del prezzo è il margine su cui gli operatori possono agire per modulare il listino alla pompa, tenendo conto di costi logistici, gestione dell’impianto, politiche di rete e grado di competizione lungo i tratti autostradali. Le differenze operative tra self e servito, l’afflusso di veicoli pesanti e la localizzazione dell’area di servizio possono influire sulle scelte di prezzo. In presenza di movimenti repentini delle quotazioni internazionali o di variazioni del cambio, gli adeguamenti possono risultare più frequenti, mentre la parte fiscale, pur incidendo in misura rilevante, agisce come zoccolo stabile del prezzo finché non intervengono modifiche normative.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit