Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
- Postato il 27 aprile 2026
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- Di Virgilio.it
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Oggi, 27 aprile 2026, lungo la rete autostradale pubblichiamo i prezzi medi ufficiali dei carburanti più recenti disponibili e rilevati dall’Osservatorio del Mimit. In basso trovi la tabella con i valori aggiornati all’ultima rilevazione, utile per orientare rifornimenti e spese di viaggio. Il prezzo alla pompa nasce da due componenti principali: la quota industriale (che include il costo della materia prima e il margine della filiera distributiva) e la componente fiscale, composta da accise e Iva. Più sotto spieghiamo nel dettaglio come si scompone il costo di benzina e gasolio e quali fattori muovono le variazioni quotidiane.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Ultimo aggiornamento prezzi: 26-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.789 € |
| Gasolio | SELF | 2.118 € |
| GPL | SERVITO | 0.900 € |
| Metano | SERVITO | 1.597 € |
Come si compone il costo dei carburanti
Nel caso della benzina, il prezzo finale che l’automobilista paga alla pompa è il risultato dell’equilibrio tra componente fiscale e componente industriale. La parte fiscale pesa per il 58% del totale e si compone di accise e Iva: due voci che non dipendono direttamente dagli operatori ma dalle decisioni del legislatore e dall’andamento del prezzo prima dell’imposta. La componente industriale vale il restante 42% e si articola in due blocchi. Il primo è il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo: qui incidono le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi (in particolare i mercati mediterranei e del Nord Europa) e il cambio euro/dollaro, perché il greggio e i derivati sono scambiati in dollari e una moneta europea più debole rende più costosi gli approvvigionamenti. Il secondo blocco è il margine lordo della filiera, pari al 12%: in questa quota rientrano logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi della rete e l’utile dell’operatore. È su questo margine che i gestori e le compagnie possono intervenire, entro limiti di sostenibilità e concorrenza, per modulare il prezzo alla pompa in funzione di domanda, strategie commerciali, area geografica e livello di servizio (per esempio differenze tra self e servito). Nel complesso, quando salgono le quotazioni o il dollaro si rafforza, cresce la parte industriale; quando variano aliquote o basi imponibili, cambia la parte fiscale.
Per il gasolio, la struttura è analoga ma con pesi diversi. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45%: è la quota più sensibile alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei distillati medi e all’effetto del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare le variazioni espresse in dollari quando vengono convertite in euro. Il margine lordo, pari al 10%, copre costi logistici e operativi della distribuzione, oltre al profitto degli operatori: su questa leva è possibile agire per differenziare i prezzi tra aree, marchi e canali (self o servito), in risposta alla concorrenza locale, ai flussi di traffico e ai costi specifici delle stazioni autostradali. Il quadro complessivo significa che, sul gasolio, gli shock sulle quotazioni o sulla valuta hanno un impatto relativamente maggiore rispetto alla benzina perché la materia prima pesa di più. Viceversa, eventuali modifiche fiscali incidono in proporzione minore sul prezzo finale rispetto alla benzina. In pratica, la dinamica quotidiana del gasolio riflette soprattutto i movimenti dei mercati internazionali e del cambio, mentre la marginalità della rete aiuta a smussare o amplificare in parte gli impulsi di breve periodo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit