Pietra Ligure, la leva dell’86 si ritrova e riaccende i ricordi di una vita
- Postato il 27 maggio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Pietra Ligure. Certe serate non finiscono quando si spengono le luci. Restano addosso. Restano nei sorrisi e negli occhi di chi si rivede dopo anni, nelle risate, negli abbracci lunghi un po’ più del solito. Restano nel cuore.
Ieri sera, martedì 26 maggio, a Pietra Ligure, il locale Il Santo Mica Tanto ha ospitato la cena della leva del 1986. Quasi 60 persone si sono ritrovate attorno a un tavolo, ma soprattutto attorno a una parte importante della propria vita.
Una serata semplice, fatta di musica, cibo e ricordi che riaffioravano uno dopo l’altro. Perché il tempo passa, porta tutti su strade diverse, cambia le abitudini, aggiunge qualche capello bianco e tante esperienze sulle spalle. Ma ci sono legami che non si cancellano. Basta poco per ritrovarli: uno sguardo, una canzone, una battuta che sembrava dimenticata.
E per chi vi scrive, che era lì in mezzo a quei volti, quelle voci e quei sorrisi, è stato impossibile non lasciarsi travolgere dall’emozione. Per una sera è sembrato che gli anni si fossero fermati. Come se ognuno avesse ritrovato un pezzo di sé.
L’incontro è stato anche l’occasione per rivedere insieme i ragazzi dell’U.S. Soccorso, la storica squadra fondata nel 1956 dal reverendo Gaetano Alberti. Per tanti di loro, quei campetti alle pendici del Monte Grosso hanno significato amicizie, allenamenti, partite infinite, senza dimenticare quel sano dualismo calcistico cittadino con il San Nicolò, ancora oggi ricordato ogni anno con un derby vero, sentito, di quelli che restano nella memoria.
E poi la musica. Le canzoni di quegli anni che hanno fatto da colonna sonora a una generazione. Quando il dj ha fatto partire alcuni grandi pezzi italo-dance, da Gabry Ponte fino alle note di “Impiccheranno Geordie”, il locale si è trasformato in una macchina del tempo. Balli improvvisati, cori, sorrisi. E negli occhi di tutti quella voglia sincera di stare ancora insieme.
Una serata emozionante, che ha riportato a galla frammenti di un tempo passato. Anni in cui non servivano schermi per restare in contatto: bastava uno sguardo, un appuntamento dato al volo, una voce che correva di strada in strada. Un periodo fatto di attese e ritrovi spontanei, lontano dagli smartphone e più vicino alla vita vera. E chi l’ha vissuta, anche solo per un tratto, ieri sera ha sentito ancora più forte la fortuna semplice di averla davvero attraversata.
Perché alla fine è questo il senso di serate così: ricordarsi da dove si arriva, riscoprire il valore di una comunità e promettersi, magari senza nemmeno dirlo troppo forte, che non servirà aspettare altri anni per ritrovarsi ancora.