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Papa Francesco e la sua eredità spirituale di Francesco d’Assisi

Papa Francesco e la sua eredità spirituale di Francesco d’Assisi

Pierfranco Bruni

Mi trovo ad Assisi. San Francesco ha la sua maestosità. Salgo lentamente le scale. Arrivo dove tanto tempo fa c’era il grande hotel Subasio, ora dismesso. Giungo nella piazzetta. Leggermente piove. È aprile. Dovrebbe essere primavera, ma il clima è inclemente. San Francesco è mistero e vita. Con me ci sono alcune parole del gesuita Papa Francesco. Un Papa del cui pontificato non ho condiviso molto. Le sue encicliche, però, oggi mi ritornano.
Non so perché.
Vado avanti con passi lenti e le parole intrecciate tra il Papa e Francesco.
Non so perché.
«La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! La pace di san Francesco è quella di Cristo». Papa Francesco, il primo pontefice gesuita e sudamericano. Credo che abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa cattolica. La sua eredità spirituale è racchiusa anche nei suoi libri e, soprattutto, nelle encicliche, che offrono una visione profonda e umana della fede cristiana.
«I poveri sono come maestri per noi. Ci insegnano che una persona non vale per quanto possiede, per quanto ha sul conto in banca», sottolinea Papa Francesco.
Ha pubblicato quattro encicliche. Tre di esse sono particolarmente significative per comprendere il suo pensiero e la sua visione della Chiesa. La prima, Lumen Fidei (2013), è un testo che completa la trilogia delle virtù teologali, iniziata da Benedetto XVI con Spe Salvi e Caritas in Veritate. In questa enciclica, Papa Francesco riflette sulla luce della fede, che è il fondamento della vita cristiana. A tal proposito sottolinea: «La fede è un dono, un dono che ci permette di vedere il mondo con gli occhi di Dio» (Lumen Fidei, 2013).
Questa visione della fede è profondamente radicata nella spiritualità di san Francesco d’Assisi, che ha sempre predicato l’importanza della semplicità e della povertà.
La seconda enciclica, Laudato si’ (2015), è un appello accorato per la cura della nostra casa comune, la Terra. Denuncia la cultura dell’usa e getta e invita a un cambiamento di stile di vita, per proteggere la creazione e i più poveri.
«La Terra è nostra madre, e noi siamo suoi figli» (Laudato si’, 2015). La visione della Terra come madre è profondamente radicata nella spiritualità di san Francesco, che ha sempre predicato l’importanza della cura della creazione.
Fratelli tutti (2020) è il titolo della terza enciclica. Un testo che esplora la fraternità e l’amicizia sociale. Papa Francesco riflette sulla necessità di costruire una comunità globale di fraternità, basata sulla pratica del Vangelo e sulla cura degli ultimi. Qui osserva: «La fraternità è il fondamento della pace, e la pace è il frutto della fraternità» (Fratelli tutti, 2020). Chiaramente il francescanesimo è evidente.
Infatti, Papa Francesco ha sempre manifestato una profonda ammirazione per san Francesco d’Assisi, che è diventato il suo modello di vita e di spiritualità. L’enciclica Fratelli tutti è stata scritta ad Assisi e riflette la visione di san Francesco sulla fraternità e sulla cura della creazione.
San Francesco è il santo della povertà e della semplicità, il santo che ha capito che la vera ricchezza è la capacità di amare e di vivere la misericordia.
Questa visione è profondamente radicata nella spiritualità di Papa Francesco, che ha sempre predicato l’importanza della povertà e della semplicità.
Papa Francesco ha scritto diversi libri che offrono una visione profonda e umana della fede cristiana. Tra i suoi libri più noti ci sono Spera. L’autobiografia (2025), Ti voglio felice. Il centuplo in questa vita (2022) e La via di Gesù. Il Vangelo secondo Francesco (2019).
Papa Francesco riflette sulla speranza, sulla felicità e sulla via di Gesù. La sua scrittura è semplice, profonda e accessibile a tutti, e offre una visione della fede cristiana contemporanea e rilevante.
«San Francesco è un santo controcorrente… ha rinnovato il Medioevo, passando da una visione tenebrosa a una positiva e gloriosa del creato». Con Papa Francesco siamo entrati in una stagione del francescanesimo moderno.
Ora il cammino si fa più veloce.
Ripenso. È la visione di Papa Francesco sull’ambiente, legata a san Francesco, che non mi ha mai convinto. Continua a non convincermi. Scelte non comprese. L’ambiente di san Francesco è paesaggio tra esistenza e natura. Uomo e paesaggio. Uomo e vita.
San Francesco è sempre esigente.
Esigente nella povertà. Nel disegno di Dio. Non è soltanto l’altro Cristo. È l’altezza di Cristo. Il mistero e la Croce.
Ho vissuto con san Francesco di Paola, il mistico che morì in Francia, e mi trovo nell’età che ora ho con il santo di Assisi. La vita abita sempre le vie del labirinto. Ma ci si trova sempre ai piedi della Croce ad ascoltare il silenzio orante della notte che prepara, nell’aurora, il giorno.
Lascio la piazza del santuario.
C’è ancora una pioggerellina umbra. Vado verso le scale.
Sono passate tante stagioni.
C’è sempre un cantico nelle parole che diventano echi. Soffio nel vento umido. Andrò verso la Porziuncola. O verso Santa Chiara, la donna che divenne santa nella bellezza dello sguardo.
Se ubbidienza è accogliere e ascoltare, ascoltare e accogliere è cercare la gioia edificandola, ovvero rigenerandola. Resto nelle parole che si fanno meditazione. Cos’è la religiosità se non depositare la ragione nelle idee e la fede nella vita?

….

Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.

Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.

Incarichi in capo al Ministero della Cultura:

Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;

Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;

Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.

È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.

Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
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