Ospedali di comunità via libera per Gerace e Bova Marina
- Postato il 23 giugno 2026
- Ospedali Di Comunità
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Ospedali di comunità via libera per Gerace e Bova Marina
Via libera agli ospedali di comunità di Gerace e Bova Marina (Reggio Calabria), strutture da 20 posti letto finanziate con oltre 6 milioni. Criticità sul reclutamento di medici e infermieri. L’Asp di Reggio ha avviato i reclutamenti ma c’è il rischio esternalizzazione
Obiettivo centrato a Reggio Calabria per gli ospedali di comunità di Gerace e Bova Marina in provincia di Reggio Calabria. La Regione ha preso atto dei documenti prodotti dall’Asp che certificano il raggiungimento del target e l’autorizzazione delle strutture all’esercizio, ma resta in gigantesco nodo del personale che per entrambe le strutture l’Asp sta ancora cercando. Oltre tre milioni di euro per Gerace, 3,1 per Bova Marina. Strutture da venti posti letto che dovranno accogliere pazienti stabilizzati non ancora idonei alle dimissioni. Una sorta di struttura intermedia tra l’ospedale e l’assistenza domiciliare, fondamentale in Calabria. Il problema, però, è il personale.
OSPEDALI DI COMUNITÀ, VIA LIBERA PER GERACE E BOVA MARINA. NODO PERSONALE
A Gerace sono richiesti sette infermieri, cinque Oss, un medico referente e medici di medicina generale “secondo bisogno”, infermieri di famiglia e un dipendente amministrativo. Stesso discorso a Bova Marina: sette infermieri, cinque Oss, un medico referente, medici di Medicina generale, un fisioterapista, un infermiere di famiglia e un amministrativo. Per entrambe le questioni l’Asp di Reggio Calabria ha subito chiarito che «l’azienda ha avviato le procedure per il reclutamento del personale» nei documenti firmati e approvati il quindici giugno scorso e ieri recepiti dalla Regione.
Un problema importante, che non interessa soltanto le strutture in questione, ma praticamente l’intero Pnrr regionale.
LO SPETTRO DELLA PRIVATIZZAZIONE
Con lo spettro della privatizzazione prima ancora di partire. Come accaduto in quelli brianzoli negli ultimi giorni, praticamente tutti esternalizzati. «Ecco l’ennesima privatizzazione della sanità con la Lombardia che fa da apripista – scrive il portavoce di Comunità competente Rubens Curia – In Lombardia ormai si è affermato un servizio sanitario regionale dove si cura chi può permetterselo o chi ha una assicurazione, grazie anche ad un sistema drogato da una mobilità attiva soprattutto di pazienti meridionali.
Il perdurante tetto delle assunzioni che vige dal 2004 deve essere abrogato come Comunità Competente chiede da sempre.
La farraginosa e negativa riforma dell’accesso alle facoltà di Medicina che mette in difficoltà gli studenti e le famiglie, l’imbuto formativo delle scuole di specializzazione allentatosi ultimamente grazie al Covid, i bassi stipendi del personale medico ed infermieristico ed il tetto per le assunzioni che vige da 22 anni devono essere superati».
Il Quotidiano del Sud.
Ospedali di comunità via libera per Gerace e Bova Marina